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domenica 4 agosto 2013

INSALATA DI RISO CON VERDURE ESTIVE GRIGLIATE

 

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Carissimi, immagino che l’ afa stia diventando insostenibile anche per voi. Ovunque si cerca ombra, refrigerio, una via di fuga da questo mondo rovente che ci attanaglia. In queste giornate non posso che consigliarvi la mitica bevanda malese al lime zenzero e cardamomo; vi farà sognare, ve lo garantisco … Per quanto concerne il cibo, la presente, semplicissima ricetta estiva vi alleggerirà un po’, specie se la lascerete rinfrescare un po’ in frigorifero. Glaab ! Sapete che questo blog non é proprio ‘light’ (ahimè), ma ogni tanto ci vuole anche quello, per diamine ! Che entrino in campo le formazioni dunque !

dosi per 4 persone, considerandolo un leggero ma nutriente primo piatto o un' insalata che può fungere da piatto unico durante un' afosa giornata estiva:
- 320 g di Riso (qualsiasi tipo, basta che regga la cottura)
- 2 Melanzane
- 2 Peperoni (1 rosso e 1 giallo)
- 3-4 Zucchine
- un mazzetto di Basilico
- Sale
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Questa ricetta é di una semplicità disarmante davvero. Quasi mi vergogno a dirvi che c’ é da fare O_o. Prendete zucchine, melanzane e peperoni e lavate il tutto per bene e tagliate le verdure a fette grossolane. Le zucchine e le melanzane solitamente mi diverto a tagliarle con un’ affettatrice perché rimangono tutte dello stesso spessore eh eh. Cospargete le fette di melanzana con del sale grosso e lasciatele spurgare una quarantina di minuti. Tagliate le fette di zucchine e melanzane non troppo sottili o spariranno letteralmente, calcolando che la verdura si riduce considerevolmente di spessore una volta grigliata. Fate grigliare per l’ appunto le vostre verdure, cominciando da zucchine e peperoni. Salate leggermente per aiutare i liquidi ad evaporare.

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Fate grigliare le verdure fino al grado di croccantezza che più si confà alle vostre esigenze. Grigliate anche le melanzane, dopo averle risciacquate dal sale e asciugate. Tagliate infine le verdure a tocchetti grossolani e conditeli con olio d’ oliva e abbondante basilico spezzettato a mano. Dovreste trovarvi di fronte qualcosa del genere:

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Adesso, cucinate il riso in acqua leggermente salata, scolatelo e fatelo raffreddare sotto un getto d’ acqua fredda che ne arresterà la cottura. Ottimo. A questo punto, non vi resta che mescolare il riso con le verdure grigliate, aggiustare con vari condimenti (olio, sale, pepe) e servire ! Potete mangiare questa colorata e rinfrescante insalata immediatamente o dopo averla tenuta in frigo per qualche ora. Potete fare come il sottoscritto e dare una forma a cupola alla vostra insalata, semplicemente facendola raffreddare in una ciotola apposita. Mangiate e godetene tutti !

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giovedì 1 agosto 2013

CREME BRULEE

 

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Gentili seguaci. In questa caliente giornata d’ agosto vi propongo un classico dessert che perfino io sono riuscito a fare con risultati eclatanti (no, non é stato gettato fuori dalla finestra, l’ eclatanza sta nel fatto che era mostruosamente buono e belloooo O_o). Non dovete fare altro che procurarvi questi ingredienti di base e una fiamma ossidrica. Ah ah, non é uno scherzo. Me ne hanno regalato una da cucina e l’ ho subito messa alla prova e non v’ era prova migliore per una fiammella andante che quello di creare il tocco morbido in profondità ma vitreo in superficie della creme brûlé. E allora, bando alle ciance e, come al solito, che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un pericoloso, gustoso dessert:
- 1 bicchiere di Latte fresco
- 300 ml di Panna fresca
- 5 Uova
- 100 g di Zucchero Semolato
- 2-3 cucchiai di Zucchero di Canna
- 1 pizzico di Vanillina
- 4 Stampini di Vetro o altro materiale

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Dunque, andiamo a realizzare questa semplicissima ricetta. Separate i tuorli dagli albumi e amalgamate i tuorli con lo zucchero semolato. Fatelo senza l’ uso delle fruste, non sarà necessario. In questo modo il composto sarà più denso e cremoso. Nel frattempo fate sobbollire panna e latte con un pizzico di vanillina o, meglio ancora, con una stecca di vaniglia incisa con un coltello. Non appena si formeranno le prime bollicine spegnetelo e versate la panna e il latte caldi sulla crema di tuorli e zucchero. Il composto risultante dovrebbe risultare piuttosto liquido. Versate il composto nei quattro stampini, come da foto. Metteteli in una teglia da forno riempita d’ acqua calda (il livello dell’ acqua dovrebbe arrivare a metà altezza degli stampini) ed infornateli a 180 gradi. Dovranno cuocersi a bagnomaria.

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Fateli cuocere sopra e sotto per una quarantina di minuti. Ecco il risultato che dovreste ottenere a fine cottura:

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Glaaab ! Semplicissimo vero ? La crema si sarà rappresa parecchio, ma appena sfornata sarà ancora delicata. Lasciate raffreddare gli stampini e metteteli in frigo per almeno un paio d’ ore prima di servirli (come sempre, la parte più difficile di tutta la ricetta: l’ attesa straziante). Al momento di mangiarli, tirateli fuori dal frigo, cospargetene la superficie con dello zucchero di canna e 1) infiammateli con lo strumento apposito (io sono fortunato perché me l’ hanno regalato da poco) o 2) metteteli in forno caldo, solo grill, per 30 secondi. Lo scopo é di creare quella patina vetrosa e zuccherina inconfondibile marchio di fabbrica della creme brûlé. Guardatelo all’ opera il mostro di fuoco !

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E non vi resta che servire il tutto e degustarlo ! Mangiate e godetene tutti, francesi e non !

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giovedì 25 luglio 2013

paccheri AL PESTO, POMODORINI E GAMBERONI

 

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Gentilissimi ascoltatori, come state ? Ve lo domando di rado, faccio mea culpa; dovrei essere più altruista ed interessarmi anche ai vostri di problemi. E dopo essermi ricoperto il capo di ceneri, mi faccio perdonare con questa ricettina non da poco che allieterà le vostre tavole estive. Volete rendere più frizzante (in senso figurato) la classica pasta col pesto ? Ecco verso noi venir per nave questa nobile alterazione della salsa genovese che si accompagna alla perfezione alle note carnose dei gamberoni e dei pomodorini. Il pacchero, poi, sancisce il tutto con la sua classe insuperata. Vi ho fatto venir voglia ? Bene, allora. Andate a procurarvi gli ingredienti. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un primo piatto di carattere, piuttosto impegnativo, da accompagnare al massimo con un antipastino di pesce o di verdure:
- 400 g di Paccheri di Gragnano
- 800 g di Gamberoni crudi o decongelati
- 400 g di Pomodorini
- mezzo bicchiere di Vino Bianco
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Sale
+ gli ingredienti per il pesto alla genovese

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Guardateli qui questi bei gamberoni giganti !! E quale fine migliore che quella di arricchire un bel piatto di pasta al pesto ? Dunque, per la preparazione del pesto alla genovese vi rimando alla pagina in cui abbiamo preparato le trofie con pesto patate e fagiolini, dove ho spiegato molto bene tutto il processo. Mentre preparate il pesto (copritelo o si ossiderà una volta terminato), pulite bene i gamberi, togliendo loro i gusci, le teste ed incidendone il dorso per rimuovere il filetto. Fate quindi saltare i gamberi in un filo d’ olio d’ oliva; aggiungete un pizzico di sale e sfumate con un po’ di vino bianco, lasciandolo evaporare. Tagliuzzate i pomodorini a tocchetti ed aggiungeteli ai gamberi. Fate cucinare il tutto per una decina di minuti.

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Mettete a cuocere i paccheri e scolateli belli al dente. A questo punto versateli nel sugo di gamberi e mescolate bene. A freddo aggiungete anche il pesto e mescolate bene la pasta per far amalgamare il tutto. Glaaaab ! Semplice e mortale, ve lo assicuro ! Mangiate e godetene tutti come sempre !

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martedì 16 luglio 2013

NIDI DI SPAGHETTI GRATINATI AL POMODORO FRESCO E PROVOLONE

 

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Cara blogosfera (non vi avevo mai apostrofato così !), oggi vi propongo un primo piatto semplice semplice che mira a riciclare una ricetta altrimenti lineare in qualcosa di estroso per l’ occhio e per il palato. Devo essere sincero: non vado matto per timballi o cose del genere … ma quando ho visto questo su un libro di ricette ho deciso di fare un’ eccezione. Mai miglior decisione fu presa! Un mini timballino (se così lo possiamo chiamare) con gustosi ingredienti partenopei non ha mai fatto male a nessuno ! Ed ecco, che ve lo propongo in tutta la sua maestà. Che entrino in campo le formazioni:

dosi per 4 persone, considerandolo un gustosissimo primo piatto a cui associare uno squisito secondo o un antipastino:
- 320-400 g di Spaghetti
- 750 g di Pomodori Perini o San Marzano freschi
- 80 g di Provolone dolce o piccante, piuttosto stagionato
- 1 Mozzarella da 150 g
- 1 Uovo
- 2 spicchi d' Aglio
- un pizzico di Zucchero
- abbondante Basilico fresco
- Sale
- Pepe Nero macinato
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- 4 Stampini da Muffin o simili

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Ecco il sublime protagonista ! Il Pummidoroooo !!! Non esiste alcuna comparazione quando si tratta di preparare un sughetto ristretto con pomodori freschi di prima qualità, tutta polpa, facendolo restringere bene e aromatizzandolo col profumo dell’ aglio e del basilico. Glaaab ! Sto svenendo. Non posso, capperi, abbiamo appena cominciato ! Allora, preparate la salsa di pomodoro come vi ho spiegato innumerevoli volte, solitamente rimandandovi al post dei bucatini alla Norma, ma questa volta ve lo rispiego qui. Dunque, incidete la pelle dei pomodori con un coltello e sbollentatevi in acqua leggermente salata per un minuto (o meno), finché riuscirete a spellarli con facilità. Tagliateli a cubetti piccoli e filtrateli in un colino per eliminare la seme, che potrete, però, raccogliere per utilizzarla saggiamente per delle bruschette. Rosolate la polpa di pomodoro in 2 cucchiai d’ olio con l’ aglio finemente tritato. Salate e aggiustate con un pizzico di zucchero e, verso fine cottura (una ventina di minuti o giù di lì), aggiungete il basilico fresco spezzettato con le mani. Ecco la salsa perfetta ! Adesso prepariamoci alla fase clou della ricetta. Tagliate la mozzarella a dadini e il provolone a scaglie. Fate bollire la pasta e scolatela piuttosto al dente, mi raccomando. In una padella fate saltare gli spaghetti con i formaggi e la salsa di pomodoro e mescolate bene per amalgamare il tutto. Togliete dal fuoco ed aggiungete l’ uovo sbattuto, mescolando nuovamente. Ariglaaaab ! Lo so, lo so, é davvero troppo chiedervelo, ma dovete aspettare qualche altro minuto.

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Ungete d’ olio gli stampini per muffin e distribuitevi gli spaghetti arrotolati su se stessi in modo tale da occupare per bene tutto lo stampino. Comprimete gli spaghetti nello stampo. Infornate i vostri beneamati in forno caldo a 180-200 gradi, giusto per farli gratinare sopra e far cuocere l’ uovo che farà da legante per i nostri mini-timballini (10-15 minuti). Sluuuurppp !! Non avete l’ acquolina in bocca ? Una volta gratinati per bene, sformateli nei piatti e gustateli immediatamente, belli caldi ! Mangiate e godetene tutti, come di consueto !

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martedì 9 luglio 2013

POMODORI SECCHI SOTT’ OLIO

 

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Gentili amanti dei prodotti nostrani DOC, non poteva mancare nel nostro blog questa specialità molto apprezzata all’ estero e di assoluta mediterraneità. Tra l’ altro, il tardivo arrivo dell’ estate quest’ anno impone di mettersi all’ opera a far essiccare i pomodori. Chi ha tempo non aspetti tempo, come dicevano i saggi ! E adesso, bando alle solite ciance, e che entrino in campo le formazioni !

dosi per un barattolo, l' equivalente della mia merenda pomeridiana:
- una ventina di Pomodori Perini o San Marzano di buona qualità
- qualche ciuffo di Prezzemolo
- 2 spicchi d' Aglio
- 2 Peperoncini Rossi freschi o secchi
- un bicchiere d' Aceto di Vino Bianco
- Sale fino
- Olio Extra Vergine d' Oliva a volontà

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Ecco la trasformazione che dovranno subire i pomodori. Una precisazione qui; sfortunatamente non ho fatto nessuna foto degli stadi intermedi della metamorfosi, chiedo umilmente venia, ma dovrete mettere i vostri bei pomodori tagliati a metà in un punto soleggiato all’ aperto e lasciarli essiccare per una settimana. Prima di fare tutto ciò, scegliete pomodori in buono stato, tagliateli e cospargeteli di sale, mettendoli quindi sopra una griglia. L’ idea é che ogni giorno mettiate fuori i pomodori al mattino e che li ritiriate la sera, rigirandoli ogni tanto. Dovranno impiegare all’ incirca 7-8 giorni per disidratarsi al punto giusto. Non é un lavoro complicato, ma richiede mooolta pazienza e tanto, tanto sole. Fatto il tutto, passiamo alla fase di conservazione dei pomodori. Una volta essiccati, scottateli in una pentola con acqua e aceto (almeno un bicchiere di quest’ ultimo diciamo, ma regolatevi voi, a me personalmente non piacciono troppo acetosi …) per 5-10 minuti e scolateli a dovere.

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Asciugate per benino i pomodori su carta assorbente e lasciateli così per una notte. Il mattino seguente, tritate aglio, peperoncini e prezzemolo e iniziate a riempire un barattolo ben lavato. Collocate qualche pomodoro sul fondo, aggiungete gli aromi e ricoprite d’ olio. Procedete così, a strati, fino a riempimento del vasetto. Una volta finito, schiacciate i pomodori con uno degli aggeggi appositi (non ho idea di come si chiamino, aiutatemi voi) ed assicuratevi che il tutto sia sotto il livello dell’ olio. A questo punto fate bollire i vasetti chiusi ermeticamente in acqua per circa mezzora. Finito il processo di sterilizzazione, fateli maturare per almeno 3 settimane nel vasetto affinché si insaporiscano come Dio comanda. Glaaab !!! Va precisato che in molti posti avrete la possibilità di comprare i pomodori già essiccati, dove dovrete solo far la fatica di metterli sottovaso. Questo vale per tutti quelli sciagurati come il sottoscritto che si trovano a latitudini poco soleggiate…sigh. Potete consumare i vostri pomodori sott’ olio come antipastino o, tagliati a pezzetti e non, in innumerevoli, ghiotte ricette. Mangiate e godetene tutti !

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sabato 6 luglio 2013

POLPO al sugo di pomodoro

 

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Gentili blogspettatori, eccoci di ritorno con una rapida ricettina della tradizione marinara pugliese. L’ ultimo polpo che, vi ricorderete, aveva fatto un lungo viaggio dall’ Italia fino a qui, in Olanda. Siccome vado di strafretta (é una giornata magnifica qua all’ Aia, cosa che capita molto di rado), beccatevi la ricetta senza troppi fronzoli ! Che entrino in campo le beneamate formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un leggero secondo piatto, a cui senz' altro associare un bel primo di pesce:
- 1 Polpo di grandi dimensioni (1.5 kg o più)
- 700 g di Pomodori Perini di ottima qualità
- abbondante Prezzemolo fresco
- 1 Cipolla grande
- 2 spicchi d' Aglio
- 2 Peperoncini Rossi piccanti
- qualche Foglia di Alloro
- Sale
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Prendete il vostro bel polpaccio (quello giusto, mi raccomando) e privatelo degli occhi, delle interiora contenute nella testa e del becco tra i tentacoli. In una pentola, possibilmente di terracotta (pignatta), fate soffriggere l’ aglio e la cipolla tritati con il peperoncino. A parte preparate  i pomodori, sbollentandoli e privandoli della pelle e dei semi interni. Lo so, sono un po’ stringato, ma leggete i dettagli nel post dei bucatini alla Norma. Aggiungete i pomodori a pezzi nella pentola, e fate cuocere per qualche minuto aggiungendo le foglie d’ alloro e il prezzemolo tritato. Aggiungete anche il polpo e lasciatelo cuocere nella pentola per un paio d’ ore, finché le carni saranno tenere. Cuocetelo coperto e a fuoco basso. Se il sugo dovesse asciugarsi troppo, aggiungete un po’ d’ acqua. Il vostro bel polpo é pronto ! Servitelo bello caldo come secondo piatto nel suo sugo con pane grigliato. In alternativa, o con il sugo che resta, conditeci la pasta e mangiate e godetene tutti, come sempre !

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sabato 29 giugno 2013

TAGLIOLINI AL NERO DI SEPPIA CON SUGO DI SCORFANO E OLIVE TAGGIASCHE

 

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Emeriti seguaci di Gola Peccato Preferito, benvenuti a questo appuntamento speciale. Perché speciale ? Trattasi della prima pasta colorata che fa la sua apparizione su questo blog. E siccome vengo appena adesso da un paio di giorni passati alle Cinque Terre, ho deciso di replicare un piattazzo spettacolare che ho divorato in un ristorante. Lo scorfano é piuttosto costoso, ma una volta ogni tanto penso che si possa sforare per una buona causa. In alternativa potete usare pesci più economici, ma cercate sempre e comunque di orientarvi su tipi di pesce carnosi e dalle carni profumate. Bene, fatto questo preambolo, che entrino in campo le nostre formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un primo piatto non troppo pesante, a cui associare un buon secondo o antipasto di pesce:
- 2 Scorfani di piccole/medie dimensioni (1 kg circa)
- 20-30 Olive Taggiasche
- 2 cucchiai di Capperi Sotto Sale
- 1 kg di Pomodori Pizzutelli
- 2 spicchi d' Aglio
- abbondate Prezzemolo fresco
- due sorsi di Vino Bianco secco (non per voi, per sfumare il pesce !)
- 400 g di Farina 00
- 4 Uova
- 8 g (2 bustine) di Nero di Seppia
- Sale fino e grosso
- 1-2 Peperoncini Rossi secchi
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Ecco qua il pescetto protagonista di questa gustosa ricetta marinara. Lo scorfano. Se possibile fatevelo diliscare ed eviscerare dal pescivendolo, chiedendo anche il favore che vi tagli le pinne le cui spine sono, ahimè, velenose ! Quindi, uomini/donne mezzi avvisati, mezzi salvati. Una volta a casa, sfilettatelo, cercando di mantenere i filetti quanto più integri. Pur non essendo un tagliatore di pesce giapponese armato di katana, con un coltello affilato ed un po’ di pazienza dovreste riuscire nell’ intento. Tagliate a pezzettoni grossolani la polpa di scorfano e tenete da parte le teste e le lische con un po’ di carne attaccata per una bella zuppa di pesce (prossimamente su questi schermi). In questo blog non si butta niente nel caso non ve ne foste accorti ! Dovreste trovarvi davanti un piatto del genere:

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Glaaab ! Mettetelo in frigorifero e prepariamo la pasta. Disponete la farina al centro di un tavolo da lavoro pulito, fate la fontana ed al centro versatevi lentamente le uova sbattute leggermente con un pizzico di sale e il nero di seppia. Se lavorerete da questo momento in poi con dei guanti da cucina, eviterete fastidiose nonché innovative tinteggiature color indaco alle vostre mani. Il nero di seppia può anche essere estratto dalle stesse seppie, ma, se non ve la sentite di improvvisarvi allegri chirurgi dei cefalopodi (le seppie), potete comprarlo in pratiche bustine in quasi tutti i supermercati.

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Questa, cari signori, non é una macchia di petrolio, tanto per intenderci; trattasi delle uova sbattute con il nero di seppia. Ok, bando alle ciance adesso e lavorate di polso il vostro impasto uniformemente finché avrà raggiunto una simile apparenza. Infarinate spesso il ripiano di lavoro per non farlo attaccare.

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E questa, signori, non é una pietra (lo so, lo so, sembra la replica di un gabbro….non fateci caso, sono un geologo O_o), bensì il nostro impasto che darà vita ad un piatto spumeggiante. Lasciate riposare l’ impasto, coperto, per una mezzoretta, indi andiamo a preparare il sugo di pesce. Per prima cosa, sbollentate, spellate ed eliminate la seme dai pomodori, come ben spiegato in alcuni post precedenti (mi sembra nei bucatini alla norma). In una padella capiente riscaldate 2-3 cucchiai d’ olio d’ oliva con il peperoncino e l’ aglio tritati. Unite i tocchi di pesce e fate rosolare bene.

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A questo punto non sono responsabile dei profumi che sentirete pervadere la vostra cucina. Vi avviso, però, che potrebbero mettervi a dura prova. Sfumate lo scorfano con un goccio di vino bianco. Dopo un paio di minuti alzate la fiamma e aggiungete i pomodori. Aggiustate di sale. Aggiungete anche le deliziose olive taggiasche private dei noccioli e i capperi dissalati e asciugati. Dovreste avere di fronte agli occhi qualcosa del genere:

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Glaaab ! Lasciate cucinare il sughetto per una ventina di minuti, rigirando ogni tanto delicatamente per non distruggere i filetti di pesce e assicurandosi di non far attaccare tutto alla padella. A parte, prepariamo la pasta con l’ apposita macchinetta o, se preferite, ripiegando la sfoglia su se stessa e tagliando via i tagliolini. Vi consiglio una sfoglia di medio spessore (usate il valore intermedio della macchinetta); io ho fatto i tagliolini, ma nessuno vi impedisce di fare spaghetti, tagliatelle, pici e chi più ne ha più ne metta.

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Fate seccare la vostra pasta. Così seccata, potete conservarla per vari mesi in un luogo fresco e asciutto. Quando non potete più resistere e sentite la pulsione incontrollabile di mangiare, cuocete la pasta in acqua leggermente salata e conditela con il sugo di pesce, mescolando bene. Spolverizzate all’ ultimo con prezzemolo finemente tritato e un filo d’ olio d’ oliva a crudo. Glaaab ! Mangiate e godetene tutti come sempre !

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mercoledì 26 giugno 2013

PITTOLE (CROCCHETTE) DI BACCALA’

 

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Gentili e pazienti amici, quest’ oggi vi presento un classico dei classici di casa nostra. Le pittole di baccalà !!!!! Trattasi di gustose crocchettine fritte del medesimo pesce, adeguatamente dissalato e arricchito dal sapiente profumo dell’ aglio e del prezzemolo. Il tutto forma un connubio praticamente irresistibile, provare per credere. E che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un gustoso antipasto con il brutto vizio delle ciliegie: una ne tira centomila !
- 100-150 g di ritagli di Baccalà (conserveremo i filetti per un' altra gustosa ricetta presto su questi schermi)
- Farina
- un pizzico di Lievito di Birra
- 2 spicchi d' Aglio
- abbondante Prezzemolo fresco tritato
- un pizzico di Pepe Nero in grani
- Olio d' Arachidi per friggere

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Ed ecco il protagonista della ricetta di oggi: il baccalà ! Per onor di cronaca, é doveroso dire che sarebbe uno spreco usare dei filetti interi di pesce per questa ricetta, in quanto il baccalá va sminuzzato e usare dei ritagli come ha fatto il sottoscritto andrà benissimo. Useremo i filetti per qualche altra gustosa ricetta che vi proporrò molto presto, lo prometto. Dunque, come altre volte accade, quando avete voglia di baccalá dovete deciderlo un paio di giorni prima in quanto dovrete lasciare il pesce salato in acqua gelida per almeno 48 ore, cambiando l’ acqua un paio di volte al giorno o anche di più. Prima di metterlo a mollo, però, pulite per benino il sale in eccesso. Passati i due estenuanti giorni, mentre le vostre papille gustative si saranno fatti film indicibili e inconfessabili, asciugate il pesce e privatelo della pelle e delle spine. Potete usare la pelle per fare ad esempio il baccalà mantecato con crostini. Mentre sfilettate e spinate il baccalá, tenete da parte i ritagli che utilizzerete per le pittole. Sminuzzateli per bene ed asciugateli con della carta assorbente. Adesso prepariamo una pastellina semplice semplice.

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In una ciotola versate a pioggia della farina (una tazza inizialmente dovrebbe bastare), aggiungete poca acqua tiepida in cui avrete sciolto il lievito e un pizzico di pepe nero macinato. Il lievito farà sí che le nostre pittole siano piú vaporose e croccanti. Inoltre, arricchite con abbondante aglio e prezzemolo tritati finemente. Mescolate la pastella e lasciatela riposare per mezzora. Dopodiché, aggiungete il baccalá sminuzzato e amalgamate bene il tutto. A parte fate scaldare l’ olio d’ arachidi e indi (ci mancavi, vero?) friggete una cucchiaiata abbondante di composto alla volta. Non girate ogni crocchetta finché non si sarà dorata da un lato, al che potrete farla dorare anche dall’ altro. Ecco fatto ! Glaaab ! Mangiate e godetene tutti, immediatamente !

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domenica 16 giugno 2013

torta alle nocciole

 

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Carissimi, anche se i dolci non sono la mia specialità, lo confesso, ogni tanto mi cimento e vengono fuori dei risultati egregi; come quest’ ottima torta alle nocciole realizzata con una sana ricetta piemontese doc che invito tutti voi a provare. E mentre me la vado a gustare, andate a procurarvi il necessario. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 8 persone, o solo per me, a colazione:
- 150 g di Nocciole tostate, meglio se del Piemonte
- 150 g di Burro
- 150 g di Farina per torte
- 3 Uova intere + 3 Tuorli
- 1 bustina di Lievito per dolci
- la scorza di un Limone non trattato
- un goccio di Rum o di essenza
- 1 pizzico di Vanillina pura
- 150 di Zucchero Semolato
- Zucchero a velo per decorare

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Ed ecco le splendide protagoniste indiscusse di questa ricetta della tradizione nordica. Ahimè queste bellezze metteranno a dura prova la nostra pazienza, e vi dirò perché. Per prima cosa, rompete tutte le nocciole e privatele, per quanto possibile, della buccina interna che ricopre il frutto. Se viene via facilmente, bene, altrimenti, non disperate. In questo secondo caso, fate bollire le nocciole in acqua per qualche minuto, fino a quando la buccina che le ricopre se ne verrà via facilmente. Lasciate a mollo in acqua le altre nocciole mentre avanzate con la noiosa fase di pelatura. Una volta ultimato il tutto, tostate leggermente le nocciole in forno o in una padella per far sì che si asciughino per benino e si concentrino i sapori. Fatto ? Ottimo. Adesso triturate le vostre nocciole finemente, con l’ aiuto di un mixer, un pestello, una sega elettrica, come meglio credete. L’ importante é che appaiano pressappoco come la figura in basso:

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Nota per i più pigri: se andate di corsa o non avete voglia di cimentarvi in una pelatura degna della pazienza di Giobbe, allora potete comprare della farina di nocciole nei supermercati più forniti e passare direttamente alla seconda fase. Ma vi avverto che non sarà la stessa cosa. Fase due: in una ciotola capiente lavorate dolcemente con le fruste il burro ammorbidito con lo zucchero semolato, le uova e la buccina grattugiata di limone, la vanillina e il rum. A parte, mescolate la farina, le nocciole sminuzzate e la bustina di lievito. Combinate i due composti e continuate a lavorare il tutto per qualche minuto con l’ ausilio delle fruste. Il tutto dovrebbe avere più o meno quest’ aspetto.  Glaaab ! Lo so lo so, perché aspettare che si cuocia quando ci si può lanciare subito con un cucchiaio ? Sono quelle domande della vita che ogni essere vivente si pone almeno una volta nella sua effimera esistenza.

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Ma non perdiamoci in chiacchiere. Versate il composto in uno stampo per torte (io ho i miei soliti, magici stampi di silicone blu) imburrato e infarinato, scuotetelo per distribuire il composto uniformemente ed infornatelo a 180 gradi per circa 45 minuti o fino a che la torta sarà cotta (la famosa prova forchetta aiuta; punzecchiando la torta, i rebbi della forchetta dovrebbero uscirne intonsi O_o, miracoloooooo !!!). Slurrrrpp ! Adesso non vi resta che tirar fuori la torta, farla raffreddare e cospargerla con zucchero a velo. Servitela da sola o accompagnata da panna montata o una pallina di gelato. Mangiate e godetene tutti !

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venerdì 14 giugno 2013

COSTINE DI CONIGLIO IMPANATE AL ROSMARINO

 

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Carissimi buongustai ! Era un pezzo che non ci si sentiva ! Come sapete, ogni tanto devo tirare la cinghia con il cibo, altrimenti si straripa. Ma ecco che ritorno con una ricetta che vi farà leccare le dita. Ricetta che ho bellamente rubato in uno dei migliori tapas bar di Barcellona, al quale a questo punto vale la pena far pubblicità perché é veramente notevole: El Tapeo, in Carrer de Montcada. Non si tratta di una delle classiche tapas commerciali e turistiche che si trovano dappertutto. Nossignori. Queste costine di coniglio sono a dir poco epiche e alquanto speciali. Cominciamo ? Che entrino in campo le formazioni dunque !

dosi per 4 persone, considerandolo che dev' essere solo uno stuzzichino, ma che genera una pericolosa dipendenza:
- 2 Selle di Coniglio con Costine (in totale circa 20-24 costine)
- abbondante Rosmarino fresco
- Farina
- Pangrattato
- 1-2 Uova
- Sale
- Pepe Nero in grani
- Olio d' Arachidi per friggere

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Dunque, per prima cosa, accertatevi di avere il taglio di carne giusto: se potete affidarvi a un macellaio, chiedete che vi tagli la sella in modo tale da non danneggiare le costine (già delicate per conto loro) e da lasciarvi attaccata un po’ di carne. Se non avete la sorte di avere un macellaio di fiducia, assicuratevi che il coniglio che comprate si presti a questa ricetta. Potete usare gli altri pezzi di carne per preparare lo spezzatino di coniglio con finocchi e ragu’ di salsiccia, il coniglio in agrodolce con olive e pinoli o ancora i tortelloni ripieni di coniglio arrosto al sugo di carciofi e bacon, tutte ricette che troverete nel blog e che vi lasceranno a bocca … chiusa … impegnata a sganasciare. Ma veniamo a noi. Tagliate le costine individualmente, separandole con un coltello affilato, facendo attenzione a non romperle e lasciando un po’ di carne e un filino di grasso attaccato. Asciugate le costine con carta assorbente e infarinatele. Passate le costine infarinate in uno o due uova sbattute con un pizzico di sale, uno di pepe nero macinato e allungate con un cucchiaio o due d’ acqua. Prendete il vostro bel mazzo di rosmarino e tritate un paio di cucchiai di aghi, fino a ridurli a pezzetti piccolissimi.

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Rigirate le costine nel pangrattato mescolato con il rosmarino sminuzzato. Scuotetele dal pane in eccesso e fate scaldare l’ olio in una padella.

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Friggete le costine nell’ olio bollente, rigirandole una volta e facendole dorare per benino da entrambi i lati. Aggiustate di sale se necessario. Glaaaaab !! Guardate che spettacolo !! Mangiatele immediatamente, belle calde, accompagnate da una bella coppa di vino bianco fresco Mangiate e godetene tutti.

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