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venerdì 24 febbraio 2017

BACCALA’ AL GRATIN

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Cari lettori, spero che avrete bello che digerito l’ anatra di qualche giorno fa e che il vostro stomaco vi stia chiedendo nuove succulente pietanze con cui sfamarlo. E’ per questo, immagino, che sarete giunti su ‘Gola’ (per gli amici). E siete nel posto giusto, lasciatemelo dire con un po’ di soddisfazione! Con graaande discontinuita’ sono ormai oltre sette anni (di guai) e 202 post che vado avanti a magna’ e a proporvi quello che il sottoscritto e i suoi commensali magnano, attingendo ad antichi volumi ricolmi di sapere. Dopo questo preambolo, andiamo ad analizzare la ricetta di oggi: trattasi di una gustosa preparazione di baccala’ di origine partenopea. Glaab. Ma bando alle ciance adesso e che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un gustoso e nutriente secondo piatto a cui associare un antipastino leggero:
- 800 g di filetti di Baccala' dissalato
- 200 g di Olive Nere
- 400 g di Patate
- una manciata di Capperi dissalati
- 1 spicchio d' Aglio
- poco Pangrattato
- poco Pecorino grattugiato
- poca Farina
- abbondante Prezzemolo
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Sale
- Pepe Nero in Grani

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Dunque, miei prodi, per prima cosa fate bollire le patate per circa un quarto d’ ora e lasciatele raffreddare. In realta’, per primissima cosa avreste dovuto dissalare il baccala’ con qualche giorno in anticipo, secondo la procedura spiegata nelle pittole di baccala’, sigh, ormai nel lontano Giugno del 2013. Quindi do’ per scontato che il vostro delizioso baccala’ sia pronto, altrimenti stanotte lasciate un’ autocisterna d’ acqua parcheggiata a lato del vostro letto perche’ avreste mooolta sete. Non dite che non vi avevo avvertito, intesi? Pronti? Ok. Dissalate anche i capperi, sciacquandoli sotto acqua corrente per qualche minuto. Spinate e tagliate i filetti di baccala’ a tocchetti di qualche centimetro di lato, infarinateli e friggeteli in olio caldo con uno spicchio d’ aglio in camicia (ho sempre sognato di dirlo). Scolate i filetti e teneteli da parte.

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A questo punto, andremo ad assemblare il tutto: in una pirofila unta d’ olio formate uno strato di fette di patata, capperi e olive, quindi uno di filetti di baccala’, e quindi ancora uno strato di patate capperi ed olive ed un ultimo di baccala’, a foggia (non a Bari mi raccomando) di lasagna. Salate e pepate ogni strato e alla fine ricoprite il tutto con un trito di prezzemolo, aglio, pecorino e pangrattato. Glaaab ! Che delizia !

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Adesso non vi resta che far gratinare per l’ appunto a 180 gradi per una ventina di minuti. Et voila’ ! Il gioco e’ fatto. Mangiate e godetene tutti, come sempre !

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sabato 22 febbraio 2014

zuppa di cannellini e lardo di colonnata

 

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Gentili telespettatori, ben ritrovati sul mio piccolo grande blog. Quest’ oggi vi propongo una zuppetta niente male a base di fagioli cannellini e lardo di Colonnata, dai tipici e inconfondibili tratti toscani, a me estremamente graditi. Spero anche a voi. Purtroppo i fagioli secchi richiedono almeno una notte in acqua tiepida, il che ci costringe ad una pianificazione scientifica (non come quando hai fame e vai a ravanare nel frigorifero in cerca della cosa più rapida da ingerire); di conseguenza, consiglio questa ricetta a quelli che vogliono fare bella figura il giorno dopo. Ma basta con le sciocchezze, che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un buon antipasto/primo piatto (a seconda della porzione) con cui scaldare lo stomacuccio:
- 400 g di Fagioli Cannellini secchi
- 150 g di Lardo di Colonnata
- 2 costole di Sedano
- 2 Patate di medie dimensioni
- 2 Cipolle
- qualche foglia d' Alloro
- Sale
- Pepe Nero in grani

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Eccoli qui i fagiuoli cannellini, bianchi in tutto il loro candore ! Dunque, metteteli a mollo la notte anteriore, come vi dicevo. Usate acqua tiepida ed assicuratevi che i fagioli siano completamente sommersi. Indi andate a dormire e fate sogni d’ oro. Il giorno dopo, scolate i fagioli e fate rosolare il lardo tritato con la cipolla. Glaaab !

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Fatelo dorare un po’, quindi aggiungete i fagioli ben scolati, il sedano a fettine, le patate a dadini e le foglie d’ alloro. Per quanto concerne le patate, io ho usato delle patatine della varietà ‘criolla’, arrivate direttamente dalla Colombia. Queste patate sono favolose perché si sciolgono completamente, dando una densità particolare alle zuppe. Perfette per l’ occasione ! Se non potete trovare queste patatine magiche, orientatevi su delle patate che abbiano caratteristiche simili. Dunque, abbassate la fiamma, ricoprite il tutto d’ acqua fredda e fate cuocere per due orette, aggiungendo brodo o altra acqua qualora la zuppa dovesse asciugarsi troppo. Salate e pepate a gusto.

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Et voilà, il gioco é fatto ! Dopo circa due ore i fagioli dovrebbero essere cotti e dovreste trovarvi di fronte un oceano fagioloso come nella foto qui in basso:

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Con un mixer ad immersione passate la metà della zuppa onde creare ulteriore cremosità, che sarà particolarmente apprezzata dai vostri commensali infreddoliti. E quindi servite; versate la zuppa in fondine individuali, meglio se di terracotta, versate a filo un po’ d’ olio d’ oliva, una macinata di pepe e un rametto di rosmarino per decorare. Glaaab ! Mangiate e godetene tutti come di consueto !

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domenica 15 dicembre 2013

POLPETTONE DI CARNE LARDELLATO AI PORCINI

 

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Cari estimatori di questo blog. Mancavo da un po’ sui vostri schermi (un paio di settimane, credo) e, come di consueto per farmi perdonare, ho deciso di fare un rientro trionfale con una ricetta che vi ripagherà dell’ attesa. Trattasi nientepopodimeno ché del primo polpettone di carne a fare la sua apparizione nel nostro pazzo blog. Scempio inaudito (che arrivi così tardi), direte voi, completamente d'accordo dico io. Ma come ben sapete, le cose da fare sono tali e tante che la lista d’ attesa é lunga almeno quanto il mio appetito. Beh, non mi perdo in ulteriori vagheggiamenti filosofici, anche perché fra poco é Natale e il tempo stringe. Veniamo subito al dunque e che entrino in campo le formazioni !

dosi per 6-8 persone, considerandolo un ricco secondo piatto a cui associare un antipastino fatto bene in questi freddi giorni prenatalizi:
- 500 g di Carne Trita di Manzo
- 15 g di Porcini Secchi
- 300 g di Porcini Freschi
- 50 g di Mortadella
- 150 g di Guanciale o Lardo Stagionati ed affettati finemente
- 150 g di Pane Raffermo
- 1-2 bicchieri di Latte fresco
- due Uova
- abbondante Prezzemolo fresco
- un ciuffo di Salvia fresca
- un ciuffo di Rosmarino fresco
- una Cipolla grande
- uno spicchio d' Aglio
- Sale
- Pepe Nero in grani

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Solitamente pubblico le foto individuali degli ingredienti, ma quest’ oggi ho optato per una strategia più efficace. Beccateveli tutti insieme, uniti nel loro splendore ! Dunque miei cari, per prima cosa tritate finemente la cipolla, il prezzemolo e la mortadella, Indi (nostro caro Indiana Jones) mettete a mollo i porcini secchi in acqua tiepida per una ventina di minuti, strizzateli e tritate pure loro senza alcuna pietà. A cose fatte, dovreste trovarvi davanti un piatto simile al mio. Non adagiatevi sugli allori, però: abbiamo appena cominciato. Spezzettate il pane raffermo ed ammollatelo in un recipiente con la quantità di latte sufficiente a ricoprirlo quasi completamente. Lasciatelo ammorbidire per un quarto d’ ora almeno. Trascorso questo tempo, scolatelo dal latte e strizzatelo per benino tra le mani: dovrà rimanere piuttosto asciutto ma morbido.

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Sminuzzate il pane e mescolatelo in una terrina con le uova e il resto degli altri ingredienti (cipolle, prezzemolo, mortadella, porcini secchi). Salate e pepate senza ritegno. A questo punto aggiungete la carne trita di manzo ed amalgamate bene il tutto con le mani, formando una pallotta che diventerà poi il nostro pulpetún.

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Prendete un recipiente tipo quelli per plum cake ed oliatelo internamente, cospargendone la base di pangrattato per far sì che la nostra creatura non si attacchi al recipiente. Adagiate il composto nel recipiente e distribuitelo uniformemente a foggia (non a bari mi raccomando) di polpettone, per l’ appunto.

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A questo punto, disponete sul polpettone le fette di lardo leggermente sovrapposte; ricoprite completamente il polpettone, piegando internamente le fettine nei bordi. Glaaaab ! La creatura é quasi ultimata ! Cuocete il polpettone in forno per una mezzoretta a 160 gradi e nel frattempo preparate dei porcini freschi trifolati con aglio e prezzemolo e, perché no ?, delle patate al forno. Al diavolo l’ avarizia, é Natale per diamine ! Gli ultimi 10 minuti di cottura del polpettone aggiungete salvia e rosmarino spezzettati, alzate la temperatura e fate abbrustolire la parte superiore finché il lardo non sarà piacevolmente croccantino. Glaaab !

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A questo punto non vi resta che sformare cotanto ben di Dio e servirlo immediatamente bello caldo accompagnando con porcini trifolati e patate al forno. Glaaaab ! Mangiate e godetene tutti miei prodi !

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lunedì 26 novembre 2012

ORATA AL FORNO CON PATATE E POMODORINI

 

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Gentili bloggatori, pochi di voi potranno apprezzare il divertimento nel comprare ingredienti all’ estero, cercando di tradurli in italiano ed essere ancora certi di aver comprato la cosa giusta. Comprare pesce, ad esempio, é estremamente avventuroso. Qui in Olanda i nomi sono un po’ diversi, ma con un po’ di fantasia ci si arrangia; come quest’ oggi che ho comprato una ‘dorade’ (orata) e mi accingo a presentarvela in tutto il suo splendore. Peso perfetto per una persona (400 grammi), calzava nel mio recipiente di terracotta come un piede in una scarpa, era stata pescata per me ! E qual miglior modo di prepararla che esaltandone il gusto con una semplice informata agli aromi e verdurine gratinate ? Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un fantastico e leggero secondo a cui abbinare un bel primo piatto o antipasto di pesce:
- 2 Orate da 800 g l' una
- una decina di Patate di piccole dimensioni
- 12 Pomodorini
- un mazzetto di Salvia
- tre rametti di Rosmarino
- una manciata di Prezzemolo
- una manciata di Pecorino grattugiato
- 2 spicchi d' Aglio
- Sale
- Pepe Nero in grani
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Vedete quella banda dorata davanti e attorno agli occhi ? Questo é il segno distintivo dell’ Orata (da cui il nome, dorata); siete avvisati, nel caso, come a volte il sottoscritto, doveste faticare per distinguere il pesce e non sapete chiedere. Dicevo, splendido esemplare che ci accingiamo a preparare. Nelle dosi ho considerato che il pesce fatto così va giù come le ciliegie (un boccone tira l’ altro), senza peraltro avere un impatto spossante sullo stomaco. Quindi, abbondiamo !

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Dunque, pelate le patate e tagliatele a fettine sottili. Tagliate i pomodorini a metà nel senso della lunghezza. Prendete il vostro pesciolino e rimuovete le branchie e le viscere; eliminate queste ultime incidendo l’ addome con le forbici e tagliando la pancia del pesce fino alla gola. Se avete un po’ di fortuna vi farà la cortesia il vostro pescivendolo. Lavate mooolto bene l’ orata dentro e fuori, asciugatela bene con carta assorbente (dentro e fuori) e riempitela con uno spicchio d’ aglio tagliato in 2-3 pezzi e qualche foglia di salvia e rosmarino.

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In una teglia da forno distribuite 2-3 cucchiai d’ olio. Formate uno strato di fette di patate, salate, pepate e cospargetele con poco pecorino grattugiato. Lasciate uno spazio al centro per posarvi il/i pesce/i. Posato il pesce, ricopritelo con un altro strato di patate e i pomodorini, salate e pepate ancora, un’ ultima grattata di pecorino e un filo d’ olio extra vergine per condire. Spolverizzate con prezzemolo tritato e aghi di rosmarino. Glaaaab !! Non é meravigliosa ?

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Infornate la nostra orata per 30-40 minuti a 200 gradi, facendo gratinare la superficie negli ultimi dieci minuti; una volta tirata fuori, diliscatela e sfilettatela direttamente nei piatti dei vostri commensali allupati, accompagnando il pesce con le patate e i pomodorini. Eh eh, mangiate e godetene tutti come sempre !

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mercoledì 14 novembre 2012

CREMA DI PATATE E PORRI CON PECORINO PEPATO FRESCO

 

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Esimi, quest’ oggi una ricettina facile facile salutare salutare (ma perché scrivo tutto due volte ? O_o) e che calza alla perfezione con il clima di questi giorni. Oggi non mi viene in mente nulla che valga la pena essere menzionato, per cui, beccatevi la ricettina e magnate alla mia salute. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un primo piatto, o, in versione ridotta, un antipastino:
- 500 g di Patate
- 1 Porro
- 2 gambi di Sedano
- mezzo litro di Brodo Vegetale
- Pecorino Pepato fresco
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Sale

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Per prima cosa, fate bollire le patate con tutta la buccia, dopo averle preventivamente spazzolate a dovere (ennesima prova di resistenza del mio spazzolino, dovreste procurarvene uno anche voi). Fatele bollire per circa una mezzoretta, a seconda della consistenza delle patate. Potrebbe volerci di più. Non abbiate fretta in quanto le patate devono potersi convertire in una cremina. Passata la mezzora o giù di lì, lasciatele intiepidire leggermente, sbucciatele e passatele  o al passaverdura o al mixer fino a disintegrarle. Nel frattempo, affettate finemente i porri e il sedano e fateli rosolare in qualche cucchiaio d’ olio in una pentola dai bordi alti. Dopo cinque minuti aggiungete la purea di patate e qualche mestolata di brodo. Lasciate che le patate incorporino il brodo e si insaporiscano e, se necessario, aggiungete altro brodo per conferire alla crema una consistenza piuttosto fluida. Buona la pappa, non trovate ? Bene. A parte affettate sottilmente o a scaglie il pecorino pepato, che deve essere piuttosto fresco (non troppo stagionato) e non troppo piccante. Servite immediatamente la crema di patate accompagnata da scaglie di pecorino e crostini di pane. Glaaab. Mangiate e godetene tutti !

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sabato 3 novembre 2012

soufflé di patate novelle con finferli e porcini

 

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Gentili connazionali e non, quest’ oggi un’ altra ricettina autunnale di quelle che scaldano il pancino, messo a dura prova dalle temperature non più amichevoli. Per me qua in Olanda é forse in un certo modo più facile perché amichevoli non lo sono state mai O_o. Ma veniamo alla ricetta. Dotatevi di quanti più funghi riusciate; io sono riuscito a trovare champignon (facile), finferli e porcini, ma potete aggiungerne di altri tipi, se avete la fortuna di vivere in una zona funghifera dove reperire queste creature divine dovesse risultarvi particolarmente facile. Pronti quindi ? Che entrino in campo le nostre amate formazioni !

dosi per 12-16 soufflé di dimensioni umane; ognuno potrebbe fungere (ahaha casca proprio a pennello oggi) da antipastino:
- 400 g di Patate Novelle
- 100 g di Porcini freschi
- 100 g di Finferli freschi
- 100 g di Champignon freschi
- un ciuffo abbondante di Maggiorana
- 2 Scalogni
- 2 Uova
- 100 g di Burro
- 60 g di Parmigiano
- mezzo litro di Latte fresco
- 60 g di Farina
- Sale
- Pepe Nero in grani
- Noce Moscata grattugiata

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Per prima cosa, miei prodi, spazzolate bene i funghi. Badate, ho detto spazzolate, non lavate. Devo averlo ripetuto già n volte, ma i funghi non si lavano o perderebbero gran parte del loro sapore, inzuppandosi d’ acqua. Io li spazzolo con un vecchio spazzolino da denti che non poteva andare in pensione in maniera più gloriosa. Al massimo, passateli velocemente con un panno umido. Non vi consento di più. Dicevo, pulite i funghi e tagliateli grossolanamente. A parte mettete a bollire in acqua leggermente salata le patatine. Le scolerete quando saranno completamente cotte, dal momento che dovremo comunque pestarle. In una padella rosolate i funghi in una noce di burro, assieme con gli scalogni tritati, la maggiorana e una aggiustatina di sale e pepe. Dopo una decina di minuti, spegnete.

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Mentre le patate si stanno cuocendo, potete preparare la besciamella. Ancora, una volta, vi rimando al post delle lasagne al pesto, dove il processo é spiegato piuttosto bene. Non sottovalutate la preparazione della besciamella; per il nostro soufflé’ avremo bisogno di tutta la cremosità che riuscirete ad ottenere. Avete visto ? Per i pigri riassumo moolto schematicamente; fate fondere il burro, aggiungete la farina setacciata e mescolate. Quando tutta la farina si sarà sciolta nel burro, aggiungete poco alla volta il latte caldo, salate, pepate e nocemoscate e il gioco é fatto ! Ok, adesso dò per scontato che le nostre patatine siano pronte. Scolatele e schiacciatele con una forchetta. Aggiungete il parmigiano grattugiato, i tuorli delle uova, la besciamella e una generosa dose di pepe nero e noce moscata, come da foto.

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Passate il tutto rapidamente con delle fruste, in modo tale che il composto si amalgami bene e aggiungete quindi la metà dei funghi trifolati. A parte sbattete gli albumi con un pizzico di sale e incorporateli a poco a poco mescolando delicatamente con un cucchiaio per non farli smontare. A questo punto, se tutto é andato come previsto, dovreste trovarvi davanti un oceano patatoso giallo, con scogli sparsi di porcini e finferli. Avete voglia di nuotarci dentro, lo so. Anch’io; tant’ è vero che mentre li facevo indossavo il costume da bagno. Ma non possiamo cedere alla tentazione, ormai manca pochissimo. Distribuite il composto pata-fungoso in stampini individuali da soufflé o dessert (tipo muffin) imburrati o qualsiasi stampo che faccia all’ abbisogna. Se non avete stampini individuali, potete fare un unico, colossale, soufflé. Non é tutto per voi, dovreste comunque dividerlo con i vostri commensali (ingordi, lo so che il pensiero di mangiarvelo tutto voi vi ha sfiorato la mente).

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Pronti ? E allora inforniamoli a 180 gradi per 20-30 minuti, facendoli cuocere prima dal basso e ultimando la cottura con una bella gratinatura superficiale. Glaaab ! Simpatici, no ?

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Lasciateli rassettare qualche minuto prima di servirli (questo é l’ ultimo sacrificio che vi chiedo, giurin giuretta). Distribuiteli in piatti individuali, accompagnati da una porzione dei funghi trifolati che avevamo lasciato da parte. Glaaaab ! Mangiate e godetene tutti !

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lunedì 15 ottobre 2012

TROFIE CON PESTO ALLA GENOVESE PATATE E FAGIOLINI

 

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Cari amici, quest’ oggi affrontiamo il pesto alla genovese della tradizione, quello fatto a mano con mortaio, come piace al sottoscritto e spero a tutti voi. Dopo il successo delle trofie al pesto di pistacchi, maggiorana, timo e menta, e di quello delle tagliatelle al pesto di basilico, noci e pomodorini, ecco l’ unica, inimitabile ricetta del pesto più famoso al mondo. Squillo di trombe, che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un primo piatto di tutto rispetto a cui abbinare un secondo o un antipasto leggeri:
- 400 g di Trofie fresche
- Basilico Genovese a volontà; in mancanza di questo, cercate una varietà di basilico quanto meno mentolata possibile, o il pesto risulterà amarognolo
- 1-2 spicchi d' Aglio
- 80 g di Pinoli
- 4 Patate di medie dimensioni
- una manciata di Pecorino grattugiato
- una manciata di Parmigiano grattugiato
- 200 g di Fagiolini
- Pepe Nero in grani
- Sale
- abbondante Olio Extra Vergine d' Oliva

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Per prima cosa, pulite per benino le vostre foglie di basilico, asciugatele altrettanto bene e schiacciatele nel pestello con l’ aglio e qualche grano di sale grosso. Lavorate con movimenti rotatori sminuzzando bene le foglioline. Aggiungete i pinoli, continuando a lavorare energicamente per ridurre il tutto a una pasta. Aggiungete i formaggi grattugiati e a filo l’ olio d’ oliva, continuando a pestellare finché il pesto avrà raggiunto la consistenza e la cremosità desiderate. Nel frattempo, fate bollire le patate private della buccia, insieme ai fagiolini spuntati. Tastate la consistenza delle verdure e scolatele al dente.

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Tagliate le patate a cubetti e i fagiolini a metà. Fate cuocere le trofie in acqua leggermente salata e scolatele. In una padella mescolatele con le verdure, il pesto a freddo e mezzo bicchierino d’ acqua di cottura della pasta o delle verdure. Condite il tutto con poco parmigiano grattugiato e servite immediatamente. Mangiate e godetene tutti !

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martedì 18 settembre 2012

QUICHE ALLE VERZE PATATE E PORRI

 

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Esimi estimatori di questo blog, quest’ oggi parliamo di un filone che non aveva ancora fatto la sua apparizione su questo blog, e, perciò, doppiamente benvenuto. Parliamo nientepopodimeno che delle torte salate. Ebbene sì, la mia prima torta salata ! Mi auguro che questa sia la prima di una lunga serie. Rimanete sintonizzati per sapere come va a finire. Per adesso, cuccatevi questa bella quiche all’ ortolana !

dosi per 4 persone, considerandolo un nutriente piatto unico. In alternativa potreste sfamare 8-12 persone 'vendendola' come antipastino:
- un rotolo di Pasta Sfoglia già pronta
- mezza Verza
- 2 Porri
- 4-5 Patate di medie dimensioni
- 100 g di Gouda o Emmentaler
- 20 cl di Panna fresca
- 2 Uova
- 2 spicchi d' Aglio
- qualche fogliolina di Salvia fresca
- una generosa manciata di Parmigiano grattugiato
- 40 g di Burro o giù di lì
- Sale
- Pepe Nero macinato
- Noce Moscata grattugiata

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Per prima cosa lavate molto bene le verze e tagliatele a listarelle non troppo sottili. Fate la stessa cosa con i porri. Rosolate i porri nel burro, con aglio tritato e le foglie di salvia. Resistendo all’ infame profumo esalato dalla verdura al contatto con il burro, aggiungete, dopo qualche minuto, anche le verze e salate. Fate cuocere bene le verze, aggiungendo ogni tanto una mestolata d’ acqua per far sì che si inteneriscano per benino. Intanto in un pentolino a parte fate bollire dell’ acqua leggermente salata dove farete cuocere le patate pelate e tagliate a metà. Quando le patate saranno infilzabili con una forchetta (ma non troppo cotte o si sfalderebbero completamente), scolatele, tagliatele a cubetti di 1 cm di lato ed aggiungetele alle verze che, nel frattempo, avranno terminato di cuocersi. Lasciate raffreddare la padellata di verdure. Una volta fredda, aggiungete la panna e le uova sbattute con un pizzico di sale e pepe. Mescolate il tutto e incorporate un po’ di parmigiano grattugiato e il formaggio a cubetti. Se tutto é andato come previsto, dovreste trovarvi di fronte una cosa di questo tipo:

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Glaaab ! Resistete, ci siamo quasi ! Stendete il rotolo di pasta sfoglia in un recipiente adatto, foderandolo con carta da forno. Io mi sono servito di uno stampo rotondo da torte e devo dire che il risultato ha incontrato il mio gusto. A seconda delle dimensioni del vostro rotolo (o se avete preparato la pasta sfoglia da voi), scegliete il recipiente in modo tale che la pasta fuoriesca dal contenitore di almeno un paio di centimetri, ripiegabili verso l’ interno. Come da manuale.

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Disponete il ripieno sulla pasta sfoglia, distribuendolo uniformemente. Una volta terminato, ripiegate il lembo esterno di sfoglia e arricciatelo sul ripieno. Infilate la vostra quiche in forno a 190 gradi per 35-40 minuti, facendola cuocere uniformemente, e, se gradite, facendo abbrustolire al grill del parmigiano extra negli ultimi 5 minuti di cottura. Glaaab ! Potete servire una porzione abbondante di quiche come piatto unico o dei cubetti caldi o freddi come antipastino, o, ancora, fare delle mini-quiche individuali in appositi stampini per dolci. Alla prossima quiche ! Mangiate e godetene tutti, come sempre !

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mercoledì 13 giugno 2012

PATATE NOVELLE ALLA MAIONESE DI FOGLIE DI RAVANELLO

 

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Miei cari seguaci, l’ altro giorno ero alla ricerca di qualcosa di semplice però nuovo allo stesso tempo. Qualcosa a base di verdure ma che non fosse troppo banale; insomma, mi sono imbattuto in questa ricettina niente male che vi propongo quest’ oggi, ideale per gli amanti di piatti vegetariani. Francamente adoro i ravanelli, spero piacciano anche a voi. Questa preparazione li vede consumati crudi, in tutta la loro freschezza, insieme a patate bollite e condite con una maionese piccantina. Che chiedere di più dalla vita ?

dosi per 4 persone, considerandolo un leggero antipastino o un contorno a un secondo di carne preferibilmente:
- 600 g di Patate Novelle
- 150 di Ravanelli con le loro foglie
- 1 Uovo
- il Succo di mezzo Limone
- 2 dl d' Olio di Semi
- mezzo cucchiaio di Senape
- Sale

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Ed eccoli qui i nostri piccoli protagonisti ! Prendete il vostro mazzo di ravanelli, separate le foglie, tagliate gli steli, lavate i bulbi e tagliateli a fettine. A parte bollite le patatine novelle con la loro buccia, dopo averle strofinate bene con uno spazzolino per eliminare le particelle di terra residue. Scolatele quando saranno cotte (20-30 minuti circa) e mettetele da parte. Mischiate le patate novelle intere con i ravanelli crudi a fette, salate e pepate il tutto. A parte preparate le foglie dei ravanelli: sbollentatele per pochi secondi in acqua bollente, scolatele, strizzatele e trituratele. Preparate la maionese classica versando il tuorlo d’ uovo in una ciotola (la famigerata bastardella) e sbattetelo con sale e pepe aggiungendo a filo l’ olio di semi finché avrà la consistenza della foto. Aggiungete tanto olio quanto basta per avere la maionese della densità che desiderate e alla fine aggiungete il succo di limone, la senape e le foglie di ravanello.

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Alla fine, quando la maionese sarà pronta, versatela sulle patate e sui ravanelli e servite come contorno o come antipasto. Tenete la maionese in eccesso in una ciotola per pucciare eventuali companatici. Mangiate e godetene tutti, come sempre !

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giovedì 7 giugno 2012

FRITTATA DI PORRI E TROTA SALMONATA


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Carissimi, quest’ oggi ho rispolverato dalle mie foto di ricette già fatte e digerite (ma ancora da pubblicare) una cosa moolto particolare che trovai su una rivista di cucina dell’ anteguerra. La propongo ai più coraggiosi, in quanto non si presta agli stomachini più delicati, data la ricchezza degli ingredienti. Che squillino le trombe dunque, stomachini fatevi da parte e coraggiosi miei prodi, andiamo a preparare questa frittata da oscar ! Che entrino immediatamente in campo le formazioni !
dosi per 4 persone, considerandolo o un completo piatto unico o un secondo piatto a cui associare un primo mooolto leggero:
- 5 Uova
- 200 g di Filetti di Trota Salmonata
- 1 Patata
- 50 g di Pancetta a cubetti
- 2 Porri
- Prezzemolo tritato
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Sale
- Pepe Nero in grani
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Forse sono stato troppo severo… non é poi così proibitiva come mi ricordavo Smile with tongue out. E su queste foto dei protagonisti di questa puntata, andiamo a spiegare come realizzare quest’ opera d' arte. Preparate tutti gli ingredienti; tagliate la trota a pezzetti, i porri a fette, la pancetta anch’ essa a pezzetti (qualora non dovesse esserlo già) e bollite e tagliate a dadini la patata (tiratela via dall’ acqua piuttosto al dente affinché non si sfarini nella frittata). Adesso fate rosolare il tutto in un padellone, porri e pancetta prima, a cui aggiungerete la patata e i pezzetti di trota salmonata. Dopo qualche minuto, se tutto é andato come previsto, dovreste cominciare a sentire inebrianti composti chimici sprigionarsi da quella benedetta padella e che invaderanno rapidamente la vostra cucina. Non fateci caso, voi siete più forti; potete e dovete resistere qualche altro minuto.
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A parte sbattete le uova in una bastardella (avevo sempre sognato di usare questa parola !) con sale, pepe a volontà e prezzemolo tritato. Versate le uova nella padella con gli altri ingredienti, abbassate la fiamma e fate cuocere la frittata con un coperchio (il coperchio é importante, garantisco per esperienza). Quando il lato aderente alla padella sarà bello dorato, tirate fuori la vostra passione per il rischio in cucina, e capovolgete la frittata aiutandovi con un piatto. Se tutto é andato come da manuale, dovreste avere ora tra le mani una bella frittata dorata da entrambi i lati; se invece le cose non sono andate come previsto, beh…potreste avere di tutto davanti al piatto… non mi riterrò responsabile O_o. Mangiate e godetene tutti !!
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