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giovedì 27 aprile 2017

RISOTTO CON PERE CARAMELLATE PROVOLA AFFUMICATA E CANNELLA

 

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Esimi colleghi, quest’ oggi vi propongo un piatto creativo, alternativo, sbalorditivo, insomma uno di quei piatti che vi faranno fare un figurone con i controfiocchi, parola di Gola Peccato Preferito (e del sottoscritto). Crediateci o no, quand’ ero ragazzino la sola idea di mischiare il dolce col salato mi faceva accapponare la pelle … ma poi crescendo ho imparato ad apprezzare certi accostamenti davvero unici. Le pere con formaggi erborinati o stagionati (gorgonzola, taleggio, pecorino, provole e scamorze varie) sono un classico, ma il twist di questa ricetta vi fara’ rivisitare l’ abbinamento in chiave del tutto moderna. Beh, ho raccontato sufficienti panzane per riempire il paragrafo che precede gli ingredienti (uff…che fatica Smile) e non ci resta quindi che far scendere in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un gustoso e non troppo pensate primo piatto, a cui magari associare un secondo piatto di carne (eviterei il dessert data la presenza di frutta e formaggio gia' nel primo piatto):
- 320 g di Riso Arborio o Carnaroli
- 2 Pere Decane o Abate non mature
- 200 g di Scamorza Affumicata
- 1 Cipolla Bianca o Dorata
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Burro
- un pizzico di Cannella grattugiata
- 1 litro di Brodo Vegetale
- un bicchiere di Vino Bianco Secco
- Pepe Nero in grani

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Ed eccoci al dunque. Ricetta semplicissima: prendete le vostre belle perette, pelatele e tagliatele a dadini non troppo piccoli. Fate rosolare i dadini di pera in poco burro finche’ gli zuccheri stessi della pera non avranno cominciato a caramellarsi. Non cuocetele troppo a lungo o si disferanno. L’ idea e’ che i cubetti di pera mantengano la loro consistenza. Glaaab. Togliete dal fuoco e tenete da parte. Adesso prepariamo la base del risotto che, ormai, saprete fare ad occhi chiusi se avete seguito questo blog dal 2009 (quanto tempo e’ passato, come mi sento vecc’!).

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Fate rosolare la cipolla tritata nell’ olio d’ oliva, aggiungete il riso, fatelo tostare per un paio di minuti a fuoco vivace, sfumate con il vino bianco, lasciate evaporare e iniziate a versare il brodo caldo a mestolate, continuando a mescolare per circa 18 minuti (per . Poco prima di spegnere il fuoco, aggiungete al risotto le pere caramellate e la scamorza a cubetti e lasciate mantecare, mescolando bene. Servite in piatti individuali con una buona macinata di pepe ed una grattata di cannella. Glaaaab ! Mangiate e godetene tutti, come sempre !

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lunedì 22 giugno 2015

PATILLAZO (OVVERO GRANITA ALL’ ANGURIA)

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Gentili blogspettatori che vi state seccando al sole come ulivi contorti, é a voi che mi rivolgo quest’ oggi. Oggi, secondo giorno d’ estate, penso proprio a voi. Qui in Olanda la temperatura é ridicola, tanto che mi vergogno a raccontarvi quanto sta facendo schifosamente freddo da qualche giorno a questa parte. Sembra tornato l’ inverno O_o. Tuttavia (c’é quasi sempre un ‘tuttavia’ da qualche parte), il mio pensiero vola verso voi (adoro i Tiromancino, si nota?) che siete in questo momento a 35 gradi e state lottando contro la disidratazione che avanza inesorabile. Questa ricetta é nientepopodimenoche una panacea contro quei giorni ardenti di cui vi parlavo. Trattasi di una spettacolare quanto semplice ricetta di una mia cara amica colombiana, Natalya, a cui porgo omaggio in questo post. Natas, questo patillazo (patilla in Colombia é proprio l’ anguria) lo dedico a te ! Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4-6 persone, considerandolo un pericolosissimo e assuefante diversivo in un' afoso pomeriggio estivo (ma che bella rima !):
- 1 Anguria di medie dimensioni (qualche kilo, non 200, mi raccomando. A meno che non vogliate dissetare una caserma)
- 2 Lime
- Zucchero a gusto
- Menta per guarnire
- Ghiaccio a volontá

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Dunque, procuratevi un’ anguria e tagliatela a fette, privandola dei semi e della scorza. Compito che richiederà alquanta pazienza: se siete fortunati, potrete trovare delle mini angurie senza semi che semplificheranno alquanto la ricetta. Metà dell’ anguria dovrete tagliarla a cubetti di 2-3 cm di lato. L’ altra metà la passeremo al frullatore.

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Frullate la metà dell’ anguria con ghiaccio, succo di lime e zucchero a gusto (a seconda della dolcezza dell’ anguria) e disponete l’ altra metà già nei bicchieri dove andrete a servire il beneamato patillazo. Dopo aver mixato finemente, versate il succo ghiacciato dell’ anguria nei bicchieri individuali e servite immediatamente, decorando con delle foglioline di menta fresca e dei pezzi d’ anguria in forme creative. Se volete, potete produrre una versione alcolica del patillazo, aggiungendo Vodka o Rhum per una fiesta estiva in spiaggia. Godete e bevetene tutti !

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lunedì 14 aprile 2014

INSALATA DI MANGO E POLPA DI GRANCHIO IN CESTA DI COCCO

 

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Cari viaggiatori, é a voi che mi rivolgo quest’ oggi. Inguaribili sognatori di bianche sponde adornate di palme, preparatevi; questa ricetta di tradizione caraibica e rivisitata dal sottoscritto vi farà fare un figurone con i vostri commensali. Non manca nulla, il piatto ha tutte le carte per una cena col botto: esotico, piccantino, sorprendente, dolce, sofisticato … chi più ne ha più ne metta. Ma bando alle famose ciance e che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un antipasto non pesante, ma assolutamente stimolante, a cui accompagnare un secondo piatto di pesce:
- 300 g di Polpa di Granchio fresca (preferibilmente) o in scatola
- 100 g di polpa di Mango fresco, dolce e maturo
- 2 Peperoncini Rossi piccanti
- 1 Cetriolo
- 2 Cipolle Rosse
- 2 Pomodori maturi
- 2 Avocado
- abbondante Coriandolo fresco
- un rametto d' Aneto fresco
- Succo di 2 Lime
- 1 cucchiaino di Zucchero di Canna
- 1 bicchierino di Rhum Caraibico (Matusalem, Santa Teresa, Demerara, chi più ne conosce più ne metta)
- Sale
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- opzionale: 2 Noci di Cocco (per servire l' insalata e dare un tocco d' atmosfera alla nostra Noche Caribeña)


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Dunque, per prima cosa prepariamo la polpa di granchio. Il sottoscritto ha comprato le chele di granchio fresche e ne ha estratto la polpa manualmente. Inutile dirvi che per una ricetta così dove la polpa quasi non si cucina, utilizzare granchio fresco o in scatola é cosa ben diversa. Altresì mi rendo conto che non sia propriamente la cosa più facile del mondo ottenere chele come quelle della foto in alto, quindi fate come meglio riuscite. Per i fortunati che avranno comprato delle chele ‘crude’ di granchio: spazzolatele bene sotto acqua fredda e bollitele in acqua per qualche minuto. Scolatele e rompetele nelle giunture. Non fracassate le chele, bensì, aiutandovi con degli stecchini lunghi di legno, estraete chirurgicamente la polpa; questo vi aiuterà ad evitare di spaccarvi i denti in quanto spesso piccoli pezzetti di carapace (come sono tecnico oggi !) possono finire inavvertitamente nella polpa qualora doveste usare la forza bruta. Il più é fatto: adesso pelate il mango (qui in basso, guardate che bello !!) e tagliatene la polpa a cubetti.

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A parte pelate a vivo i pomodori, tagliatene la polpa a cubetti, eliminate la seme e fateli sgocciolare per qualche minuto in un colino. Tagliate la cipolla rossa a pezzettini, e fate la stessa cosa con la parte verde del cetriolo, eliminando buccia e seme centrale. In un’ insalatiera mescolate la polpa di granchio, il mango a cubetti, cipolla, pomodoro e cetriolo; aggiungete i peperoncini tagliati a rondelle e le erbe aromatiche tritate finemente. Spruzzate il tutto con succo di lime, rhum (qui nella foto il fantomatico Viejo de Caldas colombiano), olio, sale e zucchero di canna.

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Mescolate l’ insalata per amalgamarla bene. Il tocco finale: pelate un avocado ed accompagnatene la polpa all’ insalata in forma di cubetti, filetti o come meglio preferite. Ed é pronta ! Servite la vostra fresca e leggera insalata di granchio in fondine individuali, foglie di banano o meglio ancora (come ha fatto il sottoscritto) in noci di cocco tagliate a metà e svuotate interamente della polpa (ovviamente dovreste averle preparato in anticipo).

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mercoledì 2 aprile 2014

PERE INFORNATE CON FRUTTA SECCA MIELE E SCAGLIE DI CIOCCOLATO

 

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Gentili blogspettatori, quest’ oggi vi presento un dessert di una semplicità devastante, e perciò molto più pericoloso. Già perché fintanto che un dolce é complicato da preparare c’ é sempre uno spiraglio di salvezza, ma se é buono, facile, veloce … si salvi chi può !!! Potreste volerlo preparare quotidianamente ! Pubblico avvisato, mezzo salvato. Che entrino in campo le formazioni !

ingredienti per 4 persone, considerandolo un gustoso e sano (c'é la frutta, quindi la coscienza é a posto) dessert:
- 4 Pere dolci e sode, scegliete voi la qualità; solo ricordate che più cicciotte saranno, più ripieno conterranno ... glurp !
- 4 cucchiai di Cioccolato Fondente a scaglie
- 4 cucchiai di Frutta Secca mista (albicocche, prugne, ...) tritata
- 4 cucchiai di Noci e Mandorle tritate
- 2 cucchiai di Miele
- 20 g di Burro
- 4 palline di Gelato alla Vaniglia (opzionale)

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Dunque, per prima cosa prepariamo le pere per il trattamento: tagliatene la parte apicale (wow, come sono tecnico oggi!) e scavatene l’ interno con un cucchiaino. Non buttate la parte superiore: fungerà da coperchio per la pera cotta. Scavate anche quella. Tenete da parte la polpa scavata della pera. Dovreste grosso modo ottenere qualcosa di simile alla foto in alto: non sono graziose ?? Nell’ opera d’ escavazione fate attenzione a non danneggiare la pera o il ben di Dio fuoriuscirà durante la cottura. Le pere dovranno stare in piedi da sole (eh sì, prima o poi tocca a tutti); qualora tendessero a cadere tagliate leggermente la base (senza creare buchi !) in modo tale che stiano in equilibrio. A questo punto prepariamo il suddetto ben di Dio: tritate cioccolato, nocciole e frutta secca. Mescolate il tutto con il miele e la polpa di pera scavata e anche’ essa tritata. Glaaab ! Vedete anche voi quello che vedo io ? Una combinazione di sapori che metterebbe a dura prova la volontá di un asceta in astinenza.

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Ed ora, andiamo a finalizzare il tutto: riempite le pere con qualche cucchiaiata generosa del ripieno, corredando con un fiocco di burro e riponendo il coperchio al suo posto. Fatelo aderire per benino. Mettete le pere verticalmente su una placca da forno ed infornate a 180 gradi per una ventina di minuti fino a che la frutta sarà cotta. Glaaab ! Servite con una pallina di gelato alla vaniglia se gradite (io gradisco sempre Smile) e servite e mangiatene tutti come di consueto !

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martedì 25 febbraio 2014

CONIGLIO CON MELE DEL TRENTINO SPECK E PRUGNE

 

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Amici adorati, era da troppo tempo che non vi proponevo un piatto a base di coniglio, forse la mia carne preferita. Dopo alcune ricette dal sapore centro-meridionale (penso allo spezzatino di coniglio con finocchi e ragù di salsiccia di Norcia o al coniglio in agrodolce con olive e pinoli) ecco spostarci decisamente a Nord, con una combo di ingredienti trentini (mele, prugne, speck, glaaab !) che scalderanno queste ultime settimane d’ inverno che ci aspettano. E allora, che aspettiamo ? Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un ricco secondo piatto a cui associare un antipastino montanaro o un leggero primo piatto:
- 800 g di Coniglio a pezzi
- 2 Mele della Val di Non
- 100 g di Prugne Secche
- 100 g di Speck a listarelle non troppo sottili
- 1-2 spicchi d' Aglio
- 2 Scalogni
- Burro
- abbondante Timo fresco
- mezzo bicchiere di Vino Bianco secco
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Sale
- Pepe Nero in grani

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Dunque, per prima cosa snocciolate le prugne (qualora non fossero già snocciolate) e mettetele in ammollo in acqua fredda per una ventina di minuti.

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Glaaab ! Vedere queste fettazze di speck appena affettato mi fa venire una fame che mi mangerei la mano con cui sto scrivendo. Ma se lo facessi, non potrei più scrivere, e questo sarebbe un vero peccato. Quindi proseguiamo. In una padella rosolate nel burro e poco olio l’ aglio, gli scalogni e il timo fresco; aggiungete la carne di coniglio a pezzi e fate rosolare a fiamma viva per 5 minuti. Indi aggiungete lo speck a listarelle. Dopodiché, sfumate con il vino bianco e lasciatelo evaporare. Questo é quel che dovrebbe presentarsi davanti ai vostri occhi:

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Non cedete, ci siamo quasi. Pelate le mele, tagliatele a tocchetti ed unitele alla carne assieme alle prugne strizzate e sgocciolate. Fate cuocere altri 5 minuti per far amalgamare bene il tutto e spegnete. Salate e pepate alla fine. Cuocete la carne almeno per una ventina di minuti. Se volete che le mele si sciolgano, creando una gustosa salsina, allora fatele cuocere un po’ più a lungo. Altrimenti, se volete vedere i bei pezzettoni di mela, spegnete e servite e mangiatene tutti immediatamente ! Facile, no ?

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sabato 21 settembre 2013

torta ALLE mele biscottata (apple crumble)

 

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Amici cari, l’ autunno é ufficialmente iniziato. A giorni qui in Olanda sembra quasi che abbiano deciso di mandare direttamente l’ inverno, tanto per tagliare corto. Ma io (lo so, il ‘ma’ iniziale non si usa, ma trattasi di licenza poetica) non mi sono fatto prendere alla sprovvista, e ho inaugurato la stagione fredda alle porte con una tortazza di mele di quelle che inducono salivazione pavloviana una volta messe in forno. Ma visto che sono buono, non mi terrò la ricetta tutta per me, bensì mi appresto a condividerla con voialtri, cosicché tutti possiate andare a scaldarvi il pancino con una bella fetta di questa torta. Ve l’ avevo promesso qualche settimana fa, ed ecco che tengo fede alle promesse; che entrino in campo le formazioni !

dosi per 8 persone normali, o un Miki (il sottoscritto):
- 4-5 Mele Renette o Golden
- 100+80 g di Burro
- 200+80 g di Farina
- 4 Uova
- 1 bicchiere di Latte fresco
- la scorza grattugiata di mezzo Limone
- 150 g di Zucchero Semolato
- 80 g di Zucchero di Canna
- un pizzico di Vanillina
- una bustina di Lievito per torte
- una stecca di Cannella grattugiata
- un pizzico di Sale fino

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Come sempre, ecco le protagoniste indiscusse di questa ricetta: le mele ! A dire il vero, sarebbero state più indicate le Renette, ma siccome non sono riuscito a trovarle, mi sono orientato su queste splendide Golden Delicious che hanno fatto anche loro la loro sporca figura, come si suol dire. Ad ogni modo, cercate mele dalla consistenza farinosa, evitate quelle aspre come le mele verdi e, qualora i frutti dovessero essere molto dolci, abbassate le dosi di zucchero nella torta, se lo riterrete opportuno. Ma veniamo a noi. Dunque, per prima cosa, fate fondere 100 g di burro a bagnomaria e lasciatelo intiepidire. A parte separate i tuorli delle uova dagli albumi, e sbattete i primi con lo zucchero bianco. Tenete da parte gli albumi perché ci serviranno. A questo punto, aggiungete la farina setacciata e la bustina di lievito, sempre mescolando il composto con delicatezza. Grattugiatevi la scorza di limone, aggiungete il latte e il burro e gli albumi montati a neve con un  pizzico di sale. Grosso modo, dovreste trovarvi davanti qualcosa del genere. Glaaab ! Vi assicuro che vi verrà voglia di mangiarvela così la torta, ma la pazienza é la virtù dei buongustai, quindi, aspettate.

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Scegliete il recipiente per la torta. Potete sbizzarrirvi; io ho usato un canonico, evergreen stampo rotondo di circa una ventina di centimetri di diametro. Fate vobis. Imburratelo e infarinatelo leggermente, come da manuale.

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Ci siamo quasi amici; versate il composto della torta nello stampo e dategli delle scosse d’ assestamento sussultorie (eheh il mio background di geofisico mi tradisce) per distribuirlo uniformemente. Fatto questo, pelate le mele, privatele del torsolo ed affettatele sottilmente. Disponete le fettine in strati, schiacciando ogni strato nel composto della torta fino a farlo affondare completamente.

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Ecco qui una foto dell’ operazione: fettine di mela in superficie prima della fase di schiacciamento al di sotto del livello del composto della torta. Nel frattempo, prepariamo l’ ultimo stage della ricetta, la crosta biscottata superficiale, la vera chicca di questa tortazza ! Tagliate il restante burro freddo a pezzettini, mescolateli con la farina, lo zucchero di canna e la cannella grattugiata e lavorate il composto con le mani per formare dei piccoli agglomerati (mamma mia come sono tecnico oggi !), come da foto.

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Distribuite quindi il crumble (termine inglese per definire la crosticina di burro, zucchero e cannella, gnaaaam !) sulla torta ed infornate quest’ ultima a 180 gradi per una quarantina di minuti abbondanti. Quando la tirerete fuori, dovrà risultare pressappoco così, con la crosticina biscottata piacevolmente dorata e profumata di cannella. Glaaab !

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Lasciate rassettare la torta, senza tagliarla, per una mezzoretta e servitela ancora calda, ma non bollente, magari accompagnata da una pallina di gelato o un fiocco di panna montata, se gradite. Mangiate e godetene tutti come sempre !

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venerdì 14 dicembre 2012

PETTO D’ANATRA ALL’ARANCIA E POMPELMO CON SCALOGNI


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Gentili seguaci, quest’ oggi vi propongo qualcosa di nuovo, il primo piatto a base di anatra di questo pazzo blog. Io e la carne d’ anatra siamo vecchi amici in realtà, ma, chissà per quale motivo, quando in passato la cucinavo mi dimenticavo di fare le foto per il blog. Ad ogni modo, era da un pezzo che non la facevo. E siccome qui in Olanda non é semplicissimo trovarla (cosa lo é ?), appena ho visto un bel petto d’ anatra strizzarmi l’ occhio non ho esitato a comprarlo. Di solito cucino l’ anatra all’ orientale, con un condimento simile alle bracioline di coppa e costine caramellate alle cinque spezie e ve la posterò molto presto, lo prometto. Per quest’ oggi però, mi rifaccio nuovamente alla saggezza di Sale&Pepe proponendovi un accostamento ardito non per tutti i palati devo dire. Se non vi piace l’ accostamento agretto degli agrumi con la carne, allora vi consiglio un altro piatto. Se però, cercate di impressionare qualcuno con qualcosa di inusuale e stuzzicante, allora questa potrebbe essere indubbiamente una carta da giocare. Che entrino in campo le formazioni !
dosi per 4 persone, considerandolo un secondo piatto non particolarmente pesante, a cui associare un bel primo piatto di carne:
- 2 Petti d' Anatra con la pelle
- 4 Arance Bionde
- 2 Pompelmi Rosa
- 8 Scalogni
- 4 rametti di Timo Fresco
- 4-6 foglie d' Alloro
- 3 cucchiai d'Aceto Balsamico di Modena
- un goccio di Vino Bianco Secco
- Sale
- Pepe Nero in grani
- Olio Extra Vergine d' Oliva
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Eccolo qua il protagonista di questa ricetta ! Lasciate i petti interi cosi come sono, a seconda di come li avete acquistati. Se dovessero essere troppo grandi, potete tagliarli in due metà. Per prima cosa, e non sarà una passeggiata, vi avverto, pelate a vivo gli spicchi delle arance e dei pompelmi. Assicuratevi di eliminare anche la benché minima traccia della pellicola gialla che ricopre gli spicchi. Tenete da parte un po’ di scorza d’ arancia e rimuovete completamente lo strato interno giallo, lasciando solo la parte esterna arancione e sottile e tritatela finemente. Ricavate circa 1-2 cucchiaini di scorzette tritate.
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Un lavoraccio, lo so. Ma pagherà, statene certi. Pelate anche gli scalogni e lasciateli interi se sono piccoli, o tagliate anch’ essi a metà se dovessero essere grandicelli. Bene. In una padella fate rosolare in 1-2 cucchiai d’ olio il petto d’ anatra dalla parte della pelle per qualche minuto. Quando la pelle si sarà abbrustolita un po’, rigirate e fate cuocere i petti anche dall’ altro lato. Sluurrrp !
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Aggiungete gli scalogni e gli spicchi degli agrumi, il timo e l’ alloro e fate insaporire il tutto. Mescolate molto delicatamente per non distruggere gli spicchi. Aggiungete le scorzette e sfumate con il vino bianco e l’ aceto balsamico. Aggiustate il tutto di sale e pepe. Accendete il forno a 180 gradi e infornate i petti d’ anatra conditi con l’ intingolo della padella e gli scalogni. Lasciate a parte gli spicchi degli agrumi o solo alcuni di essi. Fate cuocere l’ anatra per 20 minuti, rigirandola un paio di volte e continuando ad irrorare la carne con i succhi che si formeranno (potete aggiungere un po’ di vino bianco qualora la preparazione dovesse risultare troppo asciutta). Glaaaab ! Che delizia ! Togliete dal forno e lasciate intiepidire il petto d’ anatra. Non affettatelo ancora caldo, o i succhi si disperderanno, mentre devono rimanere nella carne. Questo vale per qualsiasi carne. MAI affettare un arrosto o un roastbeef appena fatto. Va sempre lasciato intiepidire in modo tale che i succhi si ridistribuiscano uniformemente.
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A questo punto potete affettare i petti d’ anatra in fettine piuttosto sottili; passatele rapidamente in padella per farle insaporire nuovamente con gli agrumi e scaldarle un pochino. Servitele immediatamente con il contorno di spicchi interi d’arancia e pompelmo e gli scalogni. Mangiate e godetene tutti !
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martedì 20 novembre 2012

STRUDEL DI MELE CON CREMA PASTICCERA

 

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Gentili spettatori di blog, quest’ oggi affrontiamo un nuovo, impegnativo dolce; occupa a fagiuolo un buco di dessert lasciato dalle mini millefoglie con crema allo zafferano che avevano allietato una giornata di fine settembre che ormai sembra lontanissima. Dicevo, una ricetta impegnativa che ci litighiamo con gli austriaci, e che fa decisamente all’ abbisogna in queste fredde giornate d’ autunno. Ma bando alle famigerate ciance, e che entrino in campo le formazioni !

dosi per 8 persone, considerandolo un gustoso e nutriente dessert, perfetto per la stagione fredda:

per la crema pasticcera:
- 2-3 Uova (intere o solo i tuorli, come preferite voi)
- 50 cl di Latte fresco
- 3 cucchiai di Farina
- Zucchero a piacere (in media 7-8 cucchiai)
- un pizzico di Vanillina

per la pasta dello strudel:
- 1 Uovo
- 80 g di Burro
- mezzo bicchiere di Latte
- 70 g di Zucchero+ Zucchero a velo per decorare
- un pizzico di Sale

per il ripieno dello strudel:
- 1 kg di Mele Renette
- abbondante Cannella appena grattugiata
- 50 g di Pangrattato
- due manciate di Uva Passa
- 3 cucchiai di Rum di buona qualità
- 100-150 g di Zucchero (a seconda dell' acidità/dolcezza delle mele)
- 60 g di Burro
- Scorza di Limone grattugiata

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Caspita ! Non mi era mai capitato di scrivere una lista di ingredienti così lunga ! Ma non scoraggiatevi, fare uno strudel da combattimento é più facile di quanto crediate ! Per prima cosa, impastate la farina setacciata su un ripiano da lavoro, fate la fontana con lo zucchero, l’ uovo, il burro ammorbidito e spezzettato e il sale. Cominciate ad impastare a mano, incorporando a filo il latte. Mescolate bene l’ impasto fino a renderlo omogeneo ed elastico e lasciatelo riposare una mezzoretta coperto da un panno.

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Nel frattempo sbucciate le mele (servitevi di un pelapatate; fa miracoli !), tagliatele in quattro ed affettatele finemente.

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Rosolatele in una padella capiente con il burro e sfumatele con il rum. Dopo qualche minuto, aggiungete zucchero, pangrattato e scorza di limone e cannella grattugiata. Sentite anche voi quello che sento io ? Zaffate moleste esalare dalla padella del peccato ? Non cedete. Voi siete più forti, posso dimostrarvelo. Fate rinvenire le uvette in acqua tiepida, strizzatele e aggiungetele al composto di mele che nel frattempo sarà diventato una marmellata con pezzetti di mela. Dopo 10 minuti di cottura totali, spegnete e lasciate raffreddare il ripieno.

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Nel frattempo, recuperate la pasta dello strudel. Lavoratela sul ripiano di prima, magari infarinato per risparmiare qualche in…zzatura. Anzi, vi dirò di più: se volete risparmiarle tutte le in….zzature, lavoratelo direttamente su un ampio foglio di carta da forno. Questo renderà più semplice sollevare lo strudel per piazzarlo sulla placca. Io non ho usato questo accorgimento e mi sembrava di sollevare un’ orca arenata sulla spiaggia. Non ne voleva sapere di sollevarsi. Ma lassamo perde’. Dicevo, Stendetelo in una forma rettangolare e posizionate il ripieno, livellandolo, lungo il lato più lungo (lo so, mi ripeto, ma non trovavo un sinonimo di lungo O_o).

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Chiudete lo strudel avvolgendo entrambi i lembi della pasta su se stessi a libro. Se vi garba di più, potete anche mettere il ripieno vicino ad un’ estremità e arrotolare il mostro tipo uno strudel (eh già, perché, cosa stavamo facendo ?). Posizionate lo strudel su una placca da forno (adesso mi capite perché dicevo di usare l’ accorgimento della carta da forno, altrimenti non riuscirete mai a spostarlo dal ripiano alla placca senza romperlo. Io ce l’ ho fatta, non so come, infatti sto pensando di entrare in un circo per le mie doti acrobatiche). Bagnate lo strudel con poco latte e infornatelo per un buon 40 minuti a 180 gradi e spolverizzatelo di zucchero a velo. Per la crema pasticcera, la farò molto breve; mescolate a freddo le uova con lo zucchero e aggiungete la farina setacciata. Continuate a mescolare energicamente per evitare la formazione di grumi. Mettete sul fornello a fuoco molto basso e aggiungete tutto il latte poco alla volta, senza mai smettere di girare. Quando dico mai, significa mai. Fate addensare la vostra crema e aggiungete un pizzico di vanillina per darle profumo. Glaaaab ! Servite lo strudel ben caldo con una mestolata generosa di crema pasticcera. L’ opera omnia é terminata; mangiate e godetene tutti ! Auf wiedersehen !

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domenica 2 settembre 2012

CREMA DI MASCARPONE VARIEGATA ALLA COMPOSTA DI FRAGOLE

 

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Cari amici, altro giro altra corsa. Negli ultimi giorni ho cucinato come un forsennato con l’ aiuto di mio fratello Beppe. Ho messo in cantiere certe chicche che spero apprezzerete tanto quanto il mio stomaco. Ho materiale per farvi ricoverare tutti per overdose da cucina ghiottona. E mentre rimetto insieme i pezzi, sconvolti da cotanta scioglievolezza, vi invito a provare questo semplice dessert di sicuro effetto. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 6 persone, considerandolo un mattoncino di dessert, per cui dovrete lasciare abbondante spazio durante la cena (lo so, la gestione degli spazi richiede una certa maturità):
- 500 g di Mascarpone
- 2 Uova
- 200 g di Zucchero Semolato
- 250 g di Fragole di ottima qualità
- un pizzico di Vanillina pura
- uno spruzzo di Curacao o Grand Marnier o Cointreau (fate lo sforzo di procurarvi almeno uno di questi liquori...in futuro ci serviranno !)

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Per prima cosa, prepariamo la composta di fragole. Prendete i vostri fragolozzi, tagliateli a metà e metteteli in una casseruola a fuoco medio con 100 g di zucchero, un pizzico di vanillina e uno spruzzo di liquore per dare un bel profumino al tutto. Fate cuocere la composta fino a che i liquidi non si saranno assorbiti, assumendo una consistenza sciropposa, e le fragole avranno iniziato a disfarsi.  Come in questa sequenza da manuale.

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Lasciate raffreddare la composta e prepariamo la crema al mascarpone. Consultate la ricetta del tiramisù, ma, tanto per riassumere: sbattete i tuorli con gli altri 100 g di zucchero, aggiungete il mascarpone e continuate a lavorare con le fruste fino ad amalgamare la crema completamente. A parte montate a neve gli albumi con un pizzico di sale ed incorporateli al resto della crema.  Fate raffreddare anche la crema in frigorifero ed il gioco é fatto ! Prendete delle coppe da dessert e sistemate qualche cucchiaiata di composta di fragole sul fondo. Sopra disponete qualche cucchiaiata di crema al mascarpone e quindi nuovamente della composta di fragole e un altro strato di crema al mascarpone. Per ultimo disponete un’ ultima cucchiaiata di composta e decorate con una fragola intera e qualche fogliolina di menta (che ahimè, non avevo !!). Fate raffreddare e servite le coppette belle fresche e mangiate e godetene tutti !

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