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lunedì 8 giugno 2015

TAGLIATELLE CON SCAMPI, PISELLI E PUNTE D’ ASPARAGO

 

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Fantastici, é a voi che mi rivolgo. La ricetta di quest’ oggi fa un uso smodato del crostaceo da combattimento. Piatto perfetto per l’ estate in avvicinamento, per farsi notare e per mangiare qualcosa di salutare tra un grasso barbecue e un altro. Lo so, sto delirando. Non fateci caso: a fine post avrete appreso questa ricetta e mi ringrazierete. Beh, basta con le cavolate e veniamo al dunque. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un leggero primo piatto a cui associare una bella grigliata di pesce come Dio comandò a Mosè quando quest' ultimo stava attraversando il Mar Rosso in preda alla fame:
- 400 g di Tagliatelle fresche
- 20 Scampi freschi
- 2-3 Cipollotti
- 300 g di Piselli freschi
- 300 g di Asparagi Verdi
- 1 spicchio d' Aglio
- un rametto di Maggiorana fresca
- 1 Limone
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Pepe Nero in grani
- Sale

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Guardate che ben di Dio (come sono religioso oggi) i protagonisti assoluti ed indiscussi di questa ricettonza ! Allora, per prima cosa fate saltare le verdure in padella con due cucchiai d’ olio e uno spicchio d’ aglio schiacciato. Se volete le verdure ben cotte, potreste optare per una previa sbollentata, ma personalmente sono a favore della croccantezza delle verdure primaverili, ottenuta direttamente in padella.

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Quando le verdure si saranno parzialmente cotte, solo allora aggiungete gli scampi e fate rosolare a fuoco vivo, regolando di sale e pepe. Fate cuocere per 5 minuti, togliete dal fuoco ed estraete la polpa dalla maggior parte degli scampi, lasciandone uno intero che andrà ad adornare il piatto di ciascun commensale. Per l’ operazione servitevi di un paio di forbici e di un container di pazienza. Pulire scampi non é esattamente il sogno di una vita che si avvera, ma, e questa é una delle tacite leggi della gastronomia mondiale, il risultato ripagherà tutti i vostri sforzi.

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Rimettete la polpa di scampo e le teste nella padella e terminate di saltare il tutto per legare il sugo. Glaaab ! Davanti a voi dovreste avere qualcosa del genere:

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A questo punto, scolate la pasta bella al dente come al solito e fatela saltare in padella insieme al sugo di scampi, condendola con una vinaigrette a base d’ olio, succo di limone, un cucchiaio o due d’ acqua di cottura della pasta, sale e pepe macinato. Mescolate bene il tutto e servite nei piatti individuali, decorando con lo scampo lasciato intero e foglioline di maggiorana. Ed ora, miei prodi, mangiate e godetene tutti !

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sabato 22 febbraio 2014

zuppa di cannellini e lardo di colonnata

 

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Gentili telespettatori, ben ritrovati sul mio piccolo grande blog. Quest’ oggi vi propongo una zuppetta niente male a base di fagioli cannellini e lardo di Colonnata, dai tipici e inconfondibili tratti toscani, a me estremamente graditi. Spero anche a voi. Purtroppo i fagioli secchi richiedono almeno una notte in acqua tiepida, il che ci costringe ad una pianificazione scientifica (non come quando hai fame e vai a ravanare nel frigorifero in cerca della cosa più rapida da ingerire); di conseguenza, consiglio questa ricetta a quelli che vogliono fare bella figura il giorno dopo. Ma basta con le sciocchezze, che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un buon antipasto/primo piatto (a seconda della porzione) con cui scaldare lo stomacuccio:
- 400 g di Fagioli Cannellini secchi
- 150 g di Lardo di Colonnata
- 2 costole di Sedano
- 2 Patate di medie dimensioni
- 2 Cipolle
- qualche foglia d' Alloro
- Sale
- Pepe Nero in grani

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Eccoli qui i fagiuoli cannellini, bianchi in tutto il loro candore ! Dunque, metteteli a mollo la notte anteriore, come vi dicevo. Usate acqua tiepida ed assicuratevi che i fagioli siano completamente sommersi. Indi andate a dormire e fate sogni d’ oro. Il giorno dopo, scolate i fagioli e fate rosolare il lardo tritato con la cipolla. Glaaab !

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Fatelo dorare un po’, quindi aggiungete i fagioli ben scolati, il sedano a fettine, le patate a dadini e le foglie d’ alloro. Per quanto concerne le patate, io ho usato delle patatine della varietà ‘criolla’, arrivate direttamente dalla Colombia. Queste patate sono favolose perché si sciolgono completamente, dando una densità particolare alle zuppe. Perfette per l’ occasione ! Se non potete trovare queste patatine magiche, orientatevi su delle patate che abbiano caratteristiche simili. Dunque, abbassate la fiamma, ricoprite il tutto d’ acqua fredda e fate cuocere per due orette, aggiungendo brodo o altra acqua qualora la zuppa dovesse asciugarsi troppo. Salate e pepate a gusto.

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Et voilà, il gioco é fatto ! Dopo circa due ore i fagioli dovrebbero essere cotti e dovreste trovarvi di fronte un oceano fagioloso come nella foto qui in basso:

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Con un mixer ad immersione passate la metà della zuppa onde creare ulteriore cremosità, che sarà particolarmente apprezzata dai vostri commensali infreddoliti. E quindi servite; versate la zuppa in fondine individuali, meglio se di terracotta, versate a filo un po’ d’ olio d’ oliva, una macinata di pepe e un rametto di rosmarino per decorare. Glaaab ! Mangiate e godetene tutti come di consueto !

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domenica 24 novembre 2013

TAGLIATELLE CON RAGU AROMATICO DI CAPRETTO E FAVE

 

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Miei avventurieri del fornello, quest’ oggi ci imbarchiamo in una ricettina niente male, di quelle sufficientemente originali per far la parte da leone in una cena tra amici in cui si vuol far bella figura, ma non pazzamente costosa o esotica da risultare quasi improponibile. Si tratta di preparare un ragù aromatico di carne di capretto tagliata a punta di coltello e marinata per una notte intera; il tutto con aggiunta di fave fresche e pecorino … Glaaab ! Fate entrare subito in campo le formazioni !!

dosi per 4 persone, considerandolo un nutriente primo piatto a cui associare un secondino (non una guardia carceraria, mi raccomando O_o) o un antipastino di carne:
- 350 g di Tagliatelle all' Uovo
- 400 g di Spalla di Capretto
- 2 Carote
- 2 gambi di Sedano
- 2 Cipolle piccole
- 300 g di Fave fresche
- 4 Pomodori Perini maturi
- abbondante Pecorino fresco a scaglie
- 2-3 rametti di Rosmarino fresco
- 1 rametto di Salvia fresca
- 1 rametto di Timo fresco
- qualche foglia d' Alloro
- 2 rametti di Maggiorana
- 1 bicchiere di Vino Bianco
- 2 spicchi d' Aglio
- 1 Dado da Brodo (opzionale)
- Sale
- Pepe Nero macinato
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Per prima cosa, cari chef, tagliate grossolanamente in pochi pezzi la carne: per questa ricetta potete usare una spalla, una coscia o anche dei pezzi variegati. Una volta tagliata la carne, mettete i pezzi in una ciotola ed aggiungete una generosa spruzzata d’ olio d’ oliva, le erbe aromatiche spezzettate grossolanamente, il vino bianco, l’ aglio schiacciato, sale e pepe a gusto. Come sempre, la parte più difficile é la marinatura; non perché sia difficile in se, bensì perché é una tortura vedere tanto ben di Dio e dover aspettare per potercisi tuffare. Ma voi ci siete abituati, vero ? Dopo un giorno intero di marinatura (o una notte), scolate i pezzi di carne dall’ intingolo (che conserverete, mi raccomando) e fateli rosolare in una padella con un altro spicchio d’ aglio e il rosmarino a pezzetti. Fate dorare su entrambi i lati i pezzi di carne. Glaaab !

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A parte, preparate una dadolata di verdure (cipolla, sedano e carote); distribuite la dadolata sul fondo di una pirofila, aggiungete i pezzi di capretto rosolati ed irrorate con la marinatura. A questo punto infornate il tutto per un paio d’ ore a una temperatura di 120 gradi. Di tanto in tanto rigirate i pezzi di carne assicurandovi che non si secchino aggiungendo dell’ altra marinata o del brodo di carne. Ariglaaab ! Se sentite odori molesti provenire dal forno, chiamate i ghostbusters. Da soli non ce la farete a resistere alla tentazione.

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Trascorse le agognate 2 ore, prelevate i pezzi di carne dal forno, disossateli e tagliateli a pezzettini a punta di coltello, come da foto in basso. Nel frattempo, togliete la pellicina ai pomodori, tagliateli a cubetti ed eliminate la seme. Sgranate le fave e fatele sbollentare in acqua leggermente salata. Fatele intiepidire ed eliminate la buccina esterna.

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A questo punto, l’ assemblaggio finale: in una padella antiaderente fate scaldare la dadolata di verdure, il ragù di carne a punta di coltello, i pomodori e le fave. Fate cuocere le tagliatelle e scolatele al dente direttamente nella padella con il sugo. Glaaaaab !!! Che bbueennee !

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Fate amalgamare per benino la pasta al condimento e servite immediatamente, accompagnando il piatto con una generosa manciata di pecorino fresco a scaglie. Mangiate e godetene tutti subito !

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sabato 9 novembre 2013

PACCHERI AL SUGO D’ ASTICE E PISELLI


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Carissimi buongustai di Gola Peccato Preferito, quest’ oggi vi propongo la prima ricetta a base del supremo crostaceo di questo pazzo pazzo blog. E per farlo, ho deciso di lasciare spazio al maestro Claudio Sadler, con una delle sue ricette che ho cercato di riprodurre fedelmente. Trattasi di un’ originale mescolanza di sapori verdurosi delicati che in qualche maniera esalta le carni dell’ astice, attraverso la preparazione di un fumetto di crostacei capace di risvegliare i morti dalle tombe. Ma bando alle famigerate ciance, e che entrino in campo le formazioni !
dosi per 4 persone, considerandolo un leggero primo piatto a cui associare un bel secondo di pesce:
- 400 g di Paccheri di Gragnano
- 1 Astice di circa 500-600 g; io per mancanza di crudeltà non sarei capace di cucinarli vivi, quindi mi sono buttato su uno congelato che ha fatto il suo lavoro ugualmente
- 400 g di Pomodori maturi
- un mazzetto di Basilico
- un mazzetto di Prezzemolo
- 150 g di Rucola
- 500 g di Piselli freschi sgranati
- 1 Cipolla piccola
- 1 Scalogno
- mezzo Finocchio fresco
- 2 spicchi d' Aglio
- mezzo bicchiere di Vino Bianco Secco
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Sale
- Peperoncino
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Eccolo qua, il maestoso protagonista di questa ricetta d’ autore: l’ astice, o aragosta americana. Siccome il suddetto animale si deve cucinare in acqua bollente ancora vivo (e io sono contro questo genere di crudeltà), ho deciso di utilizzare un astice cucinato e congelato nella sua acqua di cottura. A voi l’ ardua scelta. Comunque sia, se doveste utilizzarlo crudo, cuocetelo in acqua non salata per 5 minuti, tiratelo fuori, lasciatelo raffreddare e sgusciatelo, mantenendo intatti, per quanto possibile, i pezzi di carapace (il termine tecnico del ‘guscio’). Per le chele dovrete fare appello a tutta la vostra capacità e pazienza: cercate di romperle senza frantumare troppo il guscio, o insieme all’ astice mangerete pezzi di chela e il vostro dentista ve ne sarà grato.
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Tagliate a cubetti il finocchio, la cipolla e il sedano e fateli rosolare nell’ olio insieme all’ aglio tritato. Aggiungete il carapace dell’ astice, alzate la fiamma e sfumate con il vino bianco, lasciandolo evaporare per un paio di minuti. Aggiungete il basilico spezzettato, il prezzemolo tritato e metà dei pomodori privati della pelle e della seme e tagliati a dadini. Salate leggermente, aggiungete mezzo bicchiere d’ acqua e fate cuocere per almeno una mezzora, quaranta minuti.
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Una volta che il fumetto d’ astice si sarà ridotto a dovere, filtratelo con un colino. Conservate le verdure, potrete accompagnarle con una pastina in brodo il giorno seguente. Conservate anche i pezzi di carapace e sciacquateli: li useremo fra poco per decorare i piatti. In una padella a parte, fate imbiondire lo scalogno in olio e fate stufare i piselli con due cucchiai d’ acqua finché saranno cotti ma al dente. Adesso l’ assemblaggio finale: in una padella capiente fate rosolare l’ altro spicchio d’ aglio in olio e fate saltare i pezzi di polpa d’ astice. Aggiungete i piselli cotti in precedenza, l’ altra metà dei pomodori (preparati come in precedenza) e la rucola. Bagnate con il fumetto d’ astice, lasciando il condimento piuttosto liquido. Nel frattempo fate cuocere la pasta in acqua salata perché ci metterà la bellezza di una ventina di minuti.
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Glaaaab ! Finalmente se magna ! Scolate la pasta e tuffatela nella padella con il sugo d’ astice. Qualora la pasta dovesse essere troppo asciutta, aggiungete altro fumetto d’ astice. Servite nei piatti, spolverizzate con pochissimo peperoncino e decorate con un ciuffo di rucola a crudo e un pezzo di carapace d’ astice. Mangiate e godetene tutti miei prodi !
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venerdì 30 agosto 2013

RIGATONI CON SUGO DI PISELLI E CALAMARETTI

 

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Cari lettori, é da un po’ che non scrivo. Sapete che ogni tanto perdo l’ ispirazione e ci metto un po’ per ritrovarla. In questo caso la mia musa ispiratrice é stata una torta che pubblicherò prestissimo, ve lo prometto. Era davvero spettacolare, tanto che la ripeterò questo fine settimana per il compleanno di un amico. Voi direte: ma se la torta era tanto spettacolare, perché ci proponi dei rigatoni con sugo di piselli e calamaretti ? Questa é una lezione di vita; molte volte le nostre domande rimangono senza risposta. In compenso, avrete un bel primo piatto da strafogare per consolarvi. Ed ora basta con i deliri e che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un leggero primo piatto estivo che faccia da preludio magari ad una bella grigliata di pesce:
- 400 g di Rigatoni
- 200 g di Passata di Pomodoro
- 200 g di Calamari
- 200 g di Piselli sgranati, freschi o surgelati
- un mazzetto di Basilico fresco
- 2 spicchi d' Aglio
- mezzo bicchiere di Vino Bianco secco
- Sale
- Zucchero
- Peperoncino Rosso piccante
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Credo di avere spiegato piuttosto meticolosamente come pulire i calamari nel post dei calamari ripieni di acciughe e carciofi. Quindi, dato che sono pigro e cerco di fare economia nelle parole, vi rimando a suddetto post per i dettagli. Darò per scontato che avete già di fronte a voi dei bei calamaretti puliti e tagliati ad anelli, con i tentacoletti interi.

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Per prima cosa, fate rosolare l’ aglio in una padella con l’ olio e il peperoncino. Siete ancora in tempo per farvi una spaghettata aglio olio e peperoncino; se verrete tentati dal demonio e cederete alla tentazione, io vi capirò. Se, invece, persisterete con la ricetta, proseguiamo. Fate rosolare i pezzi di calamaro nella padella e fateli saltare a fiamma viva per 2 minuti, aggiungendo anche i piselli e sfumando il tutto con il vino bianco.

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Aggiungete la passata di pomodoro e qualche foglia di basilico spezzettata; salate e zuccherate leggermente per contrastare l’ acidità del pomodoro. Mmm, vedrete che essere pazienti alla fine pagherà. Fate cuocere a fuoco basso per una mezzoretta, facendo restringere la passata a vostro gusto. Nel frattempo fare cuocere la pasta in abbondante acqua salata e scolatela al dente. Mescolate per benino i rigatoni al sugo di calamari e servite immediatamente decorando con foglie di basilico. Glaaab ! Mangiate e godetene tutti !

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mercoledì 3 aprile 2013

INSALATA DI TACCOLE CON PECORINO SARDO, NOCI E MIELE DI CASTAGNO

 

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Carissimi amici, di ritorno nella terra natia, quest’ oggi vi propongo un piattino piacevolmente primaverile per celebrare finalmente una giornata degna di tal nome. Non mi voglio lanciare in pronostici porta-jella, ma spero proprio che i giorni freddi e grigi siano alle porte perché non ce la si fa veramente più ! Ma non mi dilungo troppo nei preamboli, stasera ho fretta. Beccatevi questa ricca insalatina dove il connubio tra verdure fresche, miele gustoso, pecorino e noci darà una ventata primaverile anche a voi ! Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un gustoso antipastino non particolarmente pesante:
- 400 g di Taccole piccole
- 80 g di Pecorino Sardo
- 3-4 cucchiai di Miele di Castagno
- una manciata abbondante di Noci sgusciate e pulite
- Pepe Nero in grani
- 2 Scalogni
- 1 spicchio d' Aglio
- Sale
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Dunque, per prima cosa lavate per benino le nostre taccoline e fatele bollire in acqua leggermente salata con gli scalogni e l’ aglio. Lasciatele bollire per una decina di minuti o comunque fino a che saranno cotte ma ancora al dente. Scolate le taccole e versatele in una padella con un filo d’ olio. Fatele saltare per qualche minuto e adagiatele quindi nei piatti individuali, formando una montagnetta. Cospargete le taccole in ciascun piatto con scaglie di pecorino sardo, gherigli di noci tritati e un cucchiaio di miele versato a filo. Aggiustate con pepe nero macinato a piacere e servite immediatamente. Glaaab. Piattino leggero leggero ma ottimo come antipastino, preludio di qualcosa ancora più sublime. Mangiate e godetene tutti !

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domenica 29 luglio 2012

ARROZ CON POLLO (RISO CON POLLO E VERDURE)

 

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Carissimi, quest’ oggi per celebrare l’ arrivo della mia ragazza qua in Olanda vi propongo un altro piatto tipico della sua terra, la beneamata Colombia. Si tratta di un piatto completo, con carni e verdure, da proporre come gustoso e colorato piatto unico per soddisfare palati affamati di ricette esotiche come quello del sottoscritto. Facciamo subito entrare in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un nutriente e completo piatto unico a cui associare un dessert tanto per finire in bellezza con una santa morte:
- una tazza di Riso Basmati
- 1 Petto di Pollo intero
- 2-3 Salsicce di Maiale
- 400 g di Pomodori da Salsa
- 1-2 Carote
- 200 g di Fagiolini
- 1 tazza di Piselli in scatola o congelati
- 2 Cipollotti
- 1 Cipolla
- 1 spicchio d' Aglio
- Olio extra vergine d' Oliva
- Sale, Pepe Nero in grani

Ed ora, amici cari, vediamo il procedimento per creare cotanto ben di Dio. Per prima cosa bollite il petto di pollo intero in acqua bollente, sale e mezza cipolla. Cucinatelo per una quarantina di minuti finché sarà cotto in profondità. Conservate l’ acqua di cottura del pollo e assicuratevi che sia salata al punto giusto perché é lì che andremo a cuocere il nostro riso. A parte, in un’ altra pentola con poca acqua salata, fate bollire le carote a pezzettini, i fagiolini tagliati anch’ essi a pezzetti e i piselli. Fate cuocere le verdure per qualche minuto e scolatele al dente, tenendole da parte. In un’ altra pentola (lo so, quante ve ne sto facendo sporcare oggi !?), far soffriggere l’ aglio tritato in due cucchiai d’ olio, e aggiungete due tazze dell’ acqua di cottura del pollo. Quando il brodo inizierà a bollire, aggiungete il riso. Quando l’ acqua inizia ad assorbirsi (si vede il riso in superficie), abbassate la fiamma e coprite con un coperchio. Cucinate così il riso per mezzora a fiamma bassissima senza mescolarlo mai. In un’ altra padella, fate soffriggere i cipollotti e le restanti cipolle tritate con un pizzico di pepe. Aggiungete i pomodori privati della pelle e tagliati a cubetti e fate cuocere il tutto per 10-15 minuti, regolando, ancora una volta, di sale.

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Spellate e sbriciolate le salsicce e fatele rosolare per qualche minuto. A questo punto, dovrete sminuzzare il pollo, sfilettandolo con l’ ausilio di due forchette. Aggiungete il pollo sminuzzato alla salsa di pomodoro e cipolle. Aggiungete anche la salsiccia e infine le verdure prima di aggiungere il riso. Questo passo é piuttosto importante in quanto, aggiungendo prima le carni e le verdure, queste assorbiranno il sapore della salsa di pomodoro prima del riso, che, altrimenti, sarebbe troppo ‘pomodoroso’ per i nostri gusti. E questo é tutto miei seguaci; mangiate e godetene tutti come di consueto !

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sabato 30 giugno 2012

ARANCINI DI RISO CON RAGU D’ AGNELLO E PISELLI

 

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Cari amici, questa settimana sono stato molto preso a preparare l’ International Dish Party con i miei colleghi di lavoro. Si é svolto oggi questo tour de force de la magnata e ognuno ha cucinato qualcosa del suo paese. E volevi non fargli una parmigiana spezzaginocchia ? Di quelle belle cariche ? Detto fatto, li ho stesi. Sono ancora lì agonizzanti a chiedersi cos’ hanno mangiato, ed io, fresco come una rosa (non é vero, ho magnato parecchio pure io, ahimè) ecco che vi propongo un’ altra ricettina niente male, di quelle che saziano come Dio comanda ! Trattasi di una delle 654 versioni degli arancini oggigiorno in circolazione. Questa versione fu strappata da mio fratello a una vecchina siciliana; da lui passò a me ed io adesso la condivido con il mondo intero per il progresso dell’ umanità. Ed ecco, che scendano in campo le formazioni !

dosi per taaanti arancini (non chiedetemi quanti, ho perso il conto ! O_o):
- 1/2 kg di Riso arborio
- Stimmi (da tempo sognavo di usare questa parolona) di Zafferano
- 150 g di Piselli surgelati
- 200 g di Carne trita d' Agnello
- 750 ml di Passata di Pomodoro
- 1 Cipolla grande
- qualche foglia di Basilico
- abbondante Pecorino grattugiato
- mezzo bicchiere di Vino Rosso
- abbondante Pangrattato
- 4 Uova
- Sale
- Zucchero
- Pepe Nero in grani
- Olio Extra Vergine d' Olia
- Olio d' Arachidi per friggere

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Dunque, miei prodi aranciofili; rimboccatevi le maniche perché abbiamo del lavoro da svolgere. Per prima cosa, accendete un cero a Santa Rosalia, la protettrice dell’ arancino. In questo modo attireremo su di noi la benevolenza divina e i nostri arancini saranno supremi (era uno scherzo naturalmente, non dovrete accendere alcun cero…e dubito che Santa Rosalia si occupi di arancini O_o). Ok, adesso basta stupidaggini. Cominciate a preparare il ragù: rosolate la carne trita d’ agnello in un cucchiaio d’ olio dove avrete prima fatto appassire una cipolla tritata. Fate rosolare per qualche minuto aggiustando di sale e pepe e sfumate con il vino, facendolo evaporare. A questo punto, aggiungete la bottiglia di salsa, versate ugual quantità d’ acqua e fate sobbollire. Il ragù, come tutti i ragù che si rispettano, dovrà cuocere per ore, mettendo a dura prova la vostra pazienza. Non demordete però, sapete che non vi ho mai deluso. Fatela cuocere per almeno 2 ore, facendola restringere e regolando di sale e zucchero. Verso fine cottura aggiungete il basilico e i piselli e fateli insaporire bene. Spegnete e lasciate raffreddare completamente il vostro bel ragù. Vi consiglio di riassaggiarlo a freddo, perché é lì che si vede la vera consistenza e la giusta sapidità (erano anni che sognavo di usare questa parola !). Alla fine il vostro ragù dovrebbe assomigliare a quello in alto nella mia foto. Adesso prepariamo il riso.

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Fate bollire il riso in acqua non troppo salata e cuocetelo molto. Dovrà avere una consistenza piuttosto collosa per poterlo assemblare bene. Non fate l’ errore di scolarlo al dente o i vostri arancini non prenderanno mai forma. Ok, adesso aggiungete un po’ di zafferano sciolto in un mignolino d’ acqua (unità di misura che sta ad indicare una quantità ridicola d’ acqua). Fate intiepidire il riso ed aggiungete abbondante pecorino grattugiato e una o due uova sbattute. Mescolate bene il riso e lasciatelo raffreddare per benino. A questo punto la parte più difficile: prendete una manciata di riso, appiattitelo tra le due mani bagnate, dandogli una forma un po’ concava. Metteteci una cucchiaiata di ragù d’ agnello e ricoprite con un altro strato di riso appiattito tra le dita. Date loro la forma di una pallotta o, come vuole la tradizione, di una montagnetta (io ho preferito la pallotta). Compattate bene facendo attenzione a non far fuoriuscire il ripieno. Magari mettetene meno se siete in difficoltà. Lo so, vi capisco, anch’ io vorrei metterne una pentolata in ogni arancino, ma vi sono ovvie ragioni logistiche che ce lo impediscono. Fatto ? Ok, adesso immergete gli arancini uno ad uno in un altro paio di uova sbattute con sale. Da qui passatele nel pangrattato e friggetele in olio d’ arachidi bollente.

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Glaaab. Se tutto é andato come previsto, adesso dovreste trovarvi di fronte un esercito di piccole pallette minacciose pronte ad essere mangiate. Beh, non fatele aspettare ! Il nostro momento é arrivato; mangiate e godetene tutti !

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mercoledì 20 giugno 2012

POLLO IN FRICASSEA CON PISELLI

 

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Cari amici, ecco quest’ oggi un classico della cucina nostrana, ricetta assolutamente versatile (potete sostituire il pollo con altri tipi di carne bianca), gustosa e semplicissima da realizzare. Cosa chiedere di più ad un povero blog come quello del sottoscritto ?? A proposito di blog…visto che in molti me l’ avevano chiesto…pare che mia madre sia riuscita a recuperare il suo blog dopo mesi di peripezie degne dei Promessi Sposi. E quale migliore occasione per celebrare il ritorno del suo blog (www.cinquemaria.it) che un sano pollo in fricassea ? E con la benedizione del Manzoni, che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un secondo piatto rinforzato, degno avversario per stomaci olimpionici:
- 800 g di Petto e Cosce di Pollo
- 20 g di Pinoli
- 200 g di Piselli (surgelati andranno più che bene)
- 1 Cipolla
- qualche mestolata di Brodo di Pollo
- uno spruzzo di Vino Bianco
- abbondante Prezzemolo
- 2 Uova
- 1-2 cucchiai di Panna
- Succo di Limone
- Burro
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Pepe Nero in Grani
- Sale

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E come di consueto, sulle note dei nostri ingredienti principali, spieghiamo come realizzare questa succulenza. Dunque, soffriggete in una padella la cipolla e il prezzemolo tritati in un cucchiaio di burro ed uno d’ olio. In precedenza dovrete aver tagliato il pollo a pezzettini, senza le ossa. In linea di principio potete utilizzare qualsiasi taglio, ma penso che l’ abbinamento petto/cosce fornisce la giusta dose di carnosità (petto) e di succ0 (cosce) per cui la carne risulterà non troppo asciutta. Fate Vobis. Unite indi (ci mancavi) il pollo alle cipolle e fatelo rosolare per bene, aggiungendo anche i pinoli che avrete preventivamente (lo so, oggi vado in flash-back, mi spiace) tostato a parte. Fate sfumare il tutto con poco vino bianco e aggiungete i piselli surgelati; lasciate che il vino evapori e a quel punto inondate il tutto con un po’ di brodo di pollo e lasciate cuocere 20-30 minuti. Potete comprare il dado per il brodo granulare o preparare il vostro brodetto con le ossa del pollo che avrete scartato, cipolla, sedano e carota.

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Finita la cottura del pollo, se tutto é andato come previsto, dovreste cominciare a sentire olezzi molto rassicuranti provenire dalla padella; ma voi non cederete, ormai vi conosco. Avete capito che bisogna aspettare ma che ne varrà la pena. A parte, difatti, sbattete i tuorli delle uova (gli albumi potete congelarli o farne meringhe o qualsiasi altra cosa vi venga in mente) con il succo di limone, la panna, una generosa macinata di pepe nero e un pizzico di sale. Togliete il pollo dal fuoco e versatevi sopra la salsa tuorlosa e limonosa. Glaab. Non vi resterà altro da fare che mescolare bene e servire. Mangiate e godetene tutti miei fedeli seguaci !

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mercoledì 6 giugno 2012

BOCCONCINI DI SALMONE E PINOLI CON PRIMIZIE DI TACCOLE E FAGIOLINI


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Amanti del pesce, ecco una ricettina che farà al caso vostro. Qual modo migliore di gustarlo che associato con tenere verdurine saltate con un po’ di burro ? Ed ecco verso noi venir per nave (era dal prologo che non facevo qualche citazione mitologica) una ricetta duttile, facile, buena e originale. Direi che risponde ai prerequisiti del nostro blog…e siccome stasera ho proprio voglia di salmone, andiamo ad elencare le formazioni in campo !
dosi per 4 persone, considerandolo un secondo piuttosto leggero a cui abbinare un primo piatto sostanzioso o magari qualche altra porcheria (in senso buono ovviamente):
- 600 g di Salmone fresco
- 200 g di Fagiolini
- 150 g di Taccole formato mignon (sono più delicate rispetto alle taccolone da mezzo metro)
- 2 Carote
- 2 Scalogni
- 100 g di Pinoli
- Olio Extra Vergine d'Oliva
- mezzo bicchiere di Vino Bianco secco
- una noce di Burro
- Sale
- Pepe Nero in grani
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E su questo bel primo piano delle protagoniste di questo piatto primaverile, lanciamoci nel vivo dell’ azione. Dunque, per prima cosa tagliate le estremità dei fagiolini e togliete l’ eventuale filo. Se dovessero essere troppo lunghi tagliateli a metà. Tagliate le carote a fiammifero; lo so, è una tortura cinese, ma se siete più fortunati di me avrete senz’ altro qualche diavoleria elettrica che vi permetterà di farlo in pochi secondi. Altrimenti soffrite come il sottoscritto e non lamentatevi. Vi ho mai fatto fare qualcosa che non valesse la pena alla fin della fiera ? Ecco. Non divaghiamo. Lavate anche le taccole. Sbollentate i fagiolini e scolateli piuttosto al dente. Sbollentate anche le taccole; se avete scelto quelle mignon come il sottoscritto, entro pochi secondi in acqua bollente verranno subito a galla, scolatele e mettetele da parte. In una padella con una noce di burro fate saltare a fuoco vivace tutte le verdure con una bella macinata di pepe e un pizzico di sale. Quando saranno di vostro gradimento a livello di croccantezza, toglietele dal fuoco e disponetele in ogni piatto come letto per il salmone (povero, il mio é veramente stanco…se lo merita sto bel materasso soffice e gustoso). Parlando di salmone….tagliate il nostro a cubetti molto grossolani e fatelo rosolare in padella con gli scalogni a fette e un filino d’ olio. Aggiungete a questo punto i pinoli e fateli rosolare. Anche qui un pizzico di sale e una macinata di pepe e sfumate quindi il tutto con un po’ di vino bianco fino a farlo evaporare tutto. Ed ecco, il piatto é servito ! Sistemate i bocconcioni di salmone sul letto di verdure e….glaaab !! Mangiate e godetene tutti come di consueto !
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venerdì 20 aprile 2012

fagioli rossi ALLA COLOMBIANA

 

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Cari cow-boys, la ricetta di quest’ oggi è dedicata agli amanti dei film di Bud Spencer e Terence Hill (papi, se ci sei batti un colpo !) dove gli immancabili fagioli stufati sono un must. Non so voi, ma quando se li sbafavano direttamente dalla padella mi davano un’ invidia !! Poi viaggiando ho scoperto che in realtà i fagioli rossi con carne trita di manzo sono una celebrità praticamente in tutto il centro-sud America; questa ricetta viene nientepopodimeno ché dalla Colombia (ringrazio la mia Diana per condividere tanta saggezza) e sono un ottimo piatto unico se accompagnati con del riso o con del pane. Per questa ricetta vale il teorema per cui mangiati il giorno dopo sono ancora più buoni. Che ne dite ? Facciamo entrare le formazioni in campo ?

ingredienti per 4 persone, considerandolo un nutriente piatto unico:
- 250 g di Carne Trita di Manzo
- 250 g di Fagioli Rossi secchi
- 2 Cipolle
- 4 Cipollotti
- una decina di Pomodori Perini belli polposi
- un bicchiere di Vino Rosso
- un paio di rametti di Timo Fresco e profumato
- Sale
- Peperoncino in polvere o fresco tritato (a piacere)
- Zucchero
- Olio Extra-Vergine d' Oliva

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Guardateli, tutti lì allegri nel recipiente che li terrà a mollo per una notte intera ! Sì perché i bastardelli (scusate ma ci vuole) hanno bisogno di un’ eternità per cominciare ad ammorbidirsi e poi vanno comunque cotti per vario tempo. Come direbbe mio fratello, hanno le ossa. Non si prestano quindi ad attacchi di fame improvvisa dove, o mangiate entro i seguenti 10 minuti o collassate sul pavimento. Mangiare fagioli va pianificato con largo anticipo. Bisogna essere freddi calcolatori.  Ma andiamo con ordine; dunque, comprate dei fagioli rossi (o kidney beans dalla loro forma di piccoli renetti), sciacquateli in acqua fredda e lasciateli ammorbidire in acqua tiepida per la bellezza di 12 ore !! Il giorno dopo, o comunque sia, dopo le suddette 12 ore, scolateli, fate bollire una pentola d’ acqua leggermente salata e fateli bollire per un’ oretta circa. A parte, nel frattempo, tritate la cipolla e i cipollotti e fate rosolare il tutto in una padella con 2 cucchiai d’ olio. Aggiungete i pomodori a cubetti e privati della seme e della buccia (siccome sono pigro, leggete la procedura nella pasta alla Norma) e lasciate cuocere qualche minuto a fuoco vivo, aggiustando di sale, zucchero e peperoncino. 

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A questo punto aggiungete la carne trita e fatela rosolare bene. Probabilmente sarà necessario salare un altro po’. Sfumate la carne trita con un buon vino rosso, a voi la scelta. Fatela cuocere una decina di minuti abbassando la fiamma. Quando i fagioli si saranno inteneriti discretamente, scolateli e trasferiteli nella padella insieme alla carne trita e continuate a cuocerli un po’ a fuoco vivo, bagnando con un poca acqua e facendola assorbire bene prima di aggiungerne di nuova. Continuate a cuocere finche’ i fagioli saranno di vostro gradimento in termini di cottura. Mangiateli subito e/o (per me vale di solito ‘e’) il giorno seguente, magari accompagnandoli con del riso in bianco o, da buon italiano, con una piadina o del pane casereccio. Servite e mangiatene tutti. Amen.

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