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domenica 16 febbraio 2014

TAGLIATELLE DI FARRO CON POLPA DI CINGHIALE PORCINI E NOCCIOLE TOSTATE

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Cari cinghialotti miei, quest’ oggi é uno di quei giorni in cui mi immortalo e, con un po’ di megalomania (non lo nascondo) mi sento ancora una volta come il grande Prometeo, in procinto di donare all’ umanità una seconda fiamma, destinata a bruciare per l’ eternità. No, non sto delirando. Vi sto parlando di questa ricetta stratosferica; se vi accingerete a preparare la quale, sono certo sarò tra i vostri eroi personali per i prossimi 30 anni. C'è poco da dire: la ricetta si vende da sola. La marinatura prolungata e aromatica del cinghiale, la scioglievolezza dei porcini (glaaab !) e la croccantezza delle nocciole danno a questo piatto una nota inconfondibile, capace di conquistare chiunque. Indi, che squillino le trombe e che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un mattonellico primo piatto, dopo il quale andarvi a confessare:
- 320 g di Tagliatelle al Farro
- 400 g di Polpa di Cinghiale
- 200 g di Porcini freschi
- 1 litro di buon Vino Rosso corposo
- 100 g di Nocciole secche
- abbondante Grana grattugiato
- 2 Carote
- 2 costole di Sedano
- 1 Cipolla
- 1 spicchio d' Aglio
- qualche foglia d' Alloro (fresco o secco)
- qualche foglia di Salvia fresco
- due rametti di Rosmarino fresco
- Pepe Nero in grani
- Sale
- Burro

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Eccolo il protagonista sublime e indiscusso che, tra le altre cose, fa la sua prima apparizione nel nostro blog: er cinghiale !! Il re incontrastato della selvaggina. Questa carne di cinghiale viene nientepopodimenoche’ dalla Svezia, dove mio fratello il fisico vive. Trovare carne di cinghiale non é come comprare un petto di pollo, ma con qualche sforzo, in molte zone d’ Italia non dovrebbe essere troppo difficile. Dunque, tagliate la carne a pezzetti e prepariamo la marinatura dove andremo a lasciarlo riposare per almeno 24 ore. Lo so, voi credevate di mangiarlo stasera, non é così ? Ma avevate fatto i conti senza l’ oste. Comunque avete ormai imparato che quando vi faccio attendere é sempre per il vostro bene. Dunque, tagliate carote, sedano, cipolla a pezzetti, versate il tutto in una casseruola con la carne e mescolate bene con un pizzico di sale, un cucchiaino o due di grani di pepe nero e le erbe aromatiche. Irrorate quindi il tutto con il vino rosso. Glaaab ! Che profumo !

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Andate a dormire e il giorno seguente scolate bene il cinghiale dalla marinata e tenetela da parte. Fate rosolare i pezzi di cinghiale nel burro fuso e quindi aggiungete la marinata e fate cuocere per un paio d’ ore con coperchio. A fine cottura la carne dovrà sciogliersi in bocca. Ariglaaab ! Ottimo, il più é fatto adesso. Tenete il cinghiale da parte.

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Tagliate i porcini a fette dopo averli spazzolati con uno spazzolino  per eliminare i residui terrosi. Non azzardatevi a lavarli sotto acqua corrente o vi negherò l’ accesso al blog. Suvvia non si può neanche scherzare… dicevo, tagliate e soffriggete i porcini in un fiocco di burro con uno spicchio d’ aglio intero.

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Lasciateli insaporire e teneteli da parte. Rompete i gusci delle nocciole e tostatele in padella o in forno per qualche minuto finché per la cucina si spanderà un profumo noccioloso di bosco. Tritate metà delle nocciole e lasciate le altre intere. Fatto. E adesso, l’ assemblaggio finale. Scolate le tagliatelle al dente e fatele mantecare bene nella padella con il cinghiale, mescolando bene il tutto. Aggiungete porcini e nocciole ed impiattate. Nei piatti individuali aggiungete con qualche nocciola intera, un rametto di rosmarino ed abbondanti scaglie di grana. Glaaaaab ! Adesso sì, potete mangiare e goderne tutti !

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sabato 15 febbraio 2014

SPEZZATINO D’ AGNELLO CON VERDURINE E ROMBI DI POLENTA CROCCANTE

 

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Cari seguaci, quest’ oggi vi propongo una ricettina niente affatto male spulciata in uno dei miei libri di cucina. Si tratta nientepopodimenoche’ di un succulento piatto di fine inverno che riscalderà le nostre anime in tempesta (ma che poeta oggi !). C’ é tutto quello che un gustoso spezzatino dovrebbe avere: carne d’ ottima qualità, verdure in quantità, la corposità del vino e l’ aroma delle erbe. Che altro chiedere alla vita ? Che squillino le trombe ! E che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un ricco piatto unico, a cui associare al massimo un bel dessert a fine pasto:
- 600 g di Carne d' Agnello (il taglio che più vi aggrada, tenete da parte le ossa per il brodo)
- 4 Carote piccole
- 300 g di Fagiolini
- 200 g di Champignons
- mezza bottiglia di buon Vino Rosso corposo (lo so che la stavate tenendo da parte, ma non siate avari: non ve ne pentirete)
- abbondante Timo fresco
- 300 g di Polenta (a voi la scelta: io di solito uso i pacchetti di polenta a cottura rapida, quasi istantanea)
- 2 Cipolle
- 1 costola di Sedano
- 1 Porro
- una tazza o due di Farina
- Burro
- Sale
- Pepe Nero macinato

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Dunque, non perdiamoci in chiacchiere oggi, e altresì (mi é sempre piaciuta questa parola !) gettiamoci a capofitto nella preparazione, che l’ ora di pranzo si avvicina inesorabile. Tagliate la carne a pezzetti: se usate una coscia d’ agnello con osso, tenete da parte le ossa per un buon brodo, che preparerete lasciando sobbollire per un paio d’ ore le ossa (preventivamente infornate) in un litro d’ acqua con carote, porri, sedano, una cipolla e due rametti di timo fresco. Se non avete ossa (non voi, altrimenti vi accascereste seduta stante) usate un dado per brodo granulare, ma in codesto caso, non mi riterrò responsabile dell’ esito. Mentre il brodo si cuoce, infarinate i pezzi di carne, fate sciogliere del burro in una padella capace e rosolate dapprima le cipolle e le carote a rondelle, quindi i pezzi di carne. Fateli rosolare uniformemente su tutti i lati per qualche minuto. Glaab ! No, troppo presto per i glab. Devo aspettare.

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Aggiungete il vino e il timo fresco e lasciate cuocere coperto per almeno una ora. Verso fine cottura integrate il fondo di cottura con una mestolata o due del delizioso brodo che avevate preparato nel frattempo.

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Mettete a bollire una pentola con acqua leggermente salata e cuocete i fagiolini spuntati per una decina di minuti. Pulite e tagliate a metà gli champignons. Aggiungete fagiolini e funghi allo spezzatino verso fine cottura. A parte preparate la polenta istantanea. Stendetela su di un ripiano e lasciatela raffreddare. Fate sì che lo spessore sia omogeneo.

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Tagliate dei rombi di polenta, stendete su ognuno un fiocchetto di burro ed infornateli in forno caldo a 190 gradi per 10-15 minuti, finché non si sarà formata una crosticina croccante. Adesso sì é il momento del glaaaaab !! Servite lo spezzatino bollente corredato da 4-5 rombi di polenta per persona e mangiate e godetene tutti come di consueto !

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domenica 9 febbraio 2014

PENNETTE GRATINATE AL TARTUFO ESTIVO DI NORCIA

 

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Cari amici quest’ oggi inauguriamo la prima ricetta del blog a base di tartufo !! Sublimi protagonisti dell’ inverno, queste creature sotterranee sono una leggenda: affascinante come un bitorzolo cresciuto qualche metro sotto terra attaccato alle radici di un albero possa essere venduto a peso d’ oro in aste internazionali. Mi tolgo il cappello con tutto il mio rispetto. Di tartufi ne esistono di diverse varietà e pregio: famosi il Bianco d’ Alba e il Nero di Norcia. I tartufi che ho comprato per questa ricetta sono della varietà ‘Scorzone’ o ‘tartufo estivo’, di pregio inferiore, ma anche di accessibilità più popolare e comunque caratterizzati dall’ inconfondibile e magico profumo che tanto li contraddistingue. Per quanto riguarda la conservazione, ho imparato una cosa: quand’ ero bambino i miei genitori comprarono un tartufo molto costoso e lo avvolsero in un pezzo di carta assorbente da cucina e lo lasciarono lì. Quando andarono, dopo varie settimane se ben ricordo, a tirarlo fuori dal cilindro, il tartufo si era completamente seccato e si era convertito in un guscio vuoto e rattrappito. La lezione é la seguente: non conservare per domani quello che puoi mangiare oggi, perché potresti avere brutte sorprese. Potete sempre conservare i tartufi per qualche giorno in un bicchiere pieno per metà di riso o metterli sott’ olio per fare il famoso olio aromatizzato. A voi la scelta. Ed ora, che entrino in campo le formazioni!

dosi per 4 persone, considerandolo un gustoso e ricco primo piatto a cui associare un antipastino o un secondo leggeri:
- 400 g di Pennette o Maccheroncini
- 1 Tartufo Nero di Norcia, della varietà e grandezza alla portata delle vostre tasche
- abbondante Grana Padano grattugiato
- 60 g di Burro
- 30 g di Farina
- 1 bicchiere di Latte fresco
- una generosa macinata di Noce Moscata
- Sale

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Guardatelo lì l’ indiscusso titano della gastronomia italiana ! Quasi ad affettarlo uno si sente male. Vediamo come eseguire questa ricetta tanto semplice quanto mortale. Dunque, prepariamo una besciamella da oscar, facendo sciogliere quasi tutto il burro (lasciatene un po’ per imburrare la pirofila più tardi) a fuoco lentissimo. Aggiungete gradualmente la farina setacciata, mescolando continuamente. A parte, scaldate il latte in un pentolino ed aggiungetelo alla proto-besciamella, continuando ad amalgamare fino ad avere una salsa cremosa. Regolate di sale e noce moscata.

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A questo punto, siamo a metà dell’ opera: fate cuocere la pasta e scolatela bella al dente. Preparate una pirofila da forno ed imburratela. Mescolate la pasta con la besciamella e mezzo tartufo tagliato a lamelle con una mandolina.

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Versate la pasta nella pirofila, copritela generosamente di grana grattugiato e schiaffatela in forno a 200 gradi per 10 minuti affinché si gratini in superficie. Glaaaab ! Togliete dal forno e terminate con un’ ulteriore grattata di tartufo su ogni piatto individuale. Mangiate e godetene tutti miei tartufari !

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domenica 2 febbraio 2014

LINGUINE CON FILETTI D’ ORATA, CAPPERI E CARCIOFI

 

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Cari blogspettatori, ieri sera ho avuto a cena degli amici e mi sono davvero immortalato con un arrostino da favola che proporrò presto, ve lo prometto. Dovete darmi il tempo di assorbirlo prima; sono ancora scosso per quanto era bbueeeennnooo ! Nel frattempo, però, beccatevi questa ricettina leggera e gustosa. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un leggero primo piatto a cui abbinare magari un secondo di pesce o un antipastino:
- 400 g di Filetti di Orata o di Branzino (comprate un pesce più grande e cucinatelo secondo le ricette: orata al forno con patate e pomodorini e branzino al sale, ,mettendo da parte alcuni filetti per questo piatto)
- 1 Cipolla grande
- 4 Carciofi
- 2 cucchiai di Capperi Sotto Sale preventivamente dissalati e asciugati
- mezzo bicchiere di Vino Bianco
- 1 spicchio d' Aglio
- OPZIONALE: 2-3 Filetti d' Acciuga
- un mazzetto di Prezzemolo fresco
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Sale
- Pepe Nero in grani

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Ecco qua l’ incontrastata regina di questo piatto. Andate a rivedervi la ricetta dell’ ahimè lontano novembre 2012, l’ orata al forno con patate e pomodorini e preparate un pesce grande secondo quella ricetta. In alternativa potete preparare del branzino e farlo al sale, secondo la ricetta della settimana scorsa. Ma veniamo al dunque: per prima cosa, prepariamo i carciofi. Siccome sapete che non mi piace molto ripetermi nei processi di alcuni, specifici ingredienti, vi rimando al post dei carciofi fritti alla toscana dove é descritto piuttosto bene il processo di preparazione della suddetta verdura. Chiedo venia se oggi vi reindirizzo ad un sacco di link, ma abbiate pietà, é anche un modo per farvi scoprire dei post di cui magari non siete a conoscenza. In un certo senso, lo faccio anche per il vostro bene Winking smile. Ok bando alle famigerate ciance e veniamo al dunque. Dopo aver preparato i carciofi, scolateli dall’ acqua acidulata e tagliateli a fettine sottili. Lo stesso fate con la cipolla e l’ aglio.

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Fate soffriggere l’ aglio e la cipolla in poco olio d’ oliva. Aggiungete quindi i carciofi e fate rosolare il tutto a fuoco vivace per 5 minuti.

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A questo punto aggiungete i capperi, l’ acciuga (se avete optato per il suo utilizzo) e rimestate bene per amalgamare il tutto. Sfumate con il vino bianco e lasciatelo evaporare a fiamma viva. Salate e pepate generosamente. Non siate tirchi, mi raccomando. Nel frattempo mettete a bollire l’ acqua per la pasta. Verso fine cottura del sugo d’ accompagnamento, aggiungete i filetti di pesce nella padella, mescolando delicatamente per non disintegrarli; l’ idea é quella di ottenere dei filetti ancora mezzo intatti per condire le nostre linguine. Et voilà ! Non ci resta che scolare le linguine e condirle con il sugo di pesce, magari adagiando dei bei pezzi di pesce in superficie: cospargete il tutto con abbondante prezzemolo finemente tritato e servite bello caldo ! Mangiate e godetene tutti, come di consueto.

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sabato 25 gennaio 2014

BRANZINO AL SALE

 

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Gentilissimi nonché fedeli ed instancabili seguaci del blog più discontinuo della rete. Ancora una volta un grazie a coloro i quali non si arrendono e mi seguono sempre con entusiasmo nonostante i periodi in cui sono mooolto poco prolifico. Ma d’ altronde, avendo un blog non a fini di lucro significa anche potersi permettere certi lussi Smile. Dopo un periodo molto intenso che accenna di apportare grandi rivoluzioni nella mia vita, ritorno con una ricetta di una semplicità disarmante, ma proprio per questo importante e che non deluderà; il branzino al sale. Il sale cuoce il pesce e lo protegge dall’ irruenza del forno che ne prosciugherebbe le carni oltremisura. Il risultato é un pesce semplice, saporito, succulento e basilare nel suo sapore primigenio. Andate a procurarvi taaanto sale e che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un leggero e sano secondo piatto a cui associare un buon antipasto o un primo piatto anch' esso a base di pesce:
- 2 Branzini freschissimi di dimensioni medio-grandi
- 1 Kg di Sale Grosso marino
- 0.5 Kg di Sale Fino marino
- 2 Rametti di Rosmarino
- 2 spicchi d' Aglio
- Opzionale: succo di Limone e Olio Extra Vergine d' Oliva

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Ecco i principi incontrastati di questa ricettina. Eviscerate e pulite molto bene i pesci, asciugateli con carta assorbente e foderate la pancia con rosmarino e aglio affettato. A questo punto, distribuiteli in una teglia dai bordi rialzati preferibilmente (in modo tale che mantenga la montagna di sale che prepareremo in un secondo) e prepariamo la soluzione salina. Mescolate i due tipi di sale in una ciotola, aggiungete un bicchierino d’ acqua ed omogeneizzate per benino. Versate quindi il sale sopra i pesci fino a ricoprirli completamente, distribuendo bene il sale con la mano. Et voilà ! Pronto. Infornate a 200 gradi per una quarantina di minuti, e, una volta tirato fuori dal forno, rompete delicatamente la crosta di sale facendo attenzione che il sale stesso non ‘contamini’ il pesce o risulterebbe troppo salato. Bene ! Il pesce é pronto ! Sfilettatelo in piatti  individuali con tanto di contorno a vostro piacimento e conditelo, se gradite, con una vinaigrette di olio e limone. Mangiate e godetene tutti !

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domenica 15 dicembre 2013

POLPETTONE DI CARNE LARDELLATO AI PORCINI

 

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Cari estimatori di questo blog. Mancavo da un po’ sui vostri schermi (un paio di settimane, credo) e, come di consueto per farmi perdonare, ho deciso di fare un rientro trionfale con una ricetta che vi ripagherà dell’ attesa. Trattasi nientepopodimeno ché del primo polpettone di carne a fare la sua apparizione nel nostro pazzo blog. Scempio inaudito (che arrivi così tardi), direte voi, completamente d'accordo dico io. Ma come ben sapete, le cose da fare sono tali e tante che la lista d’ attesa é lunga almeno quanto il mio appetito. Beh, non mi perdo in ulteriori vagheggiamenti filosofici, anche perché fra poco é Natale e il tempo stringe. Veniamo subito al dunque e che entrino in campo le formazioni !

dosi per 6-8 persone, considerandolo un ricco secondo piatto a cui associare un antipastino fatto bene in questi freddi giorni prenatalizi:
- 500 g di Carne Trita di Manzo
- 15 g di Porcini Secchi
- 300 g di Porcini Freschi
- 50 g di Mortadella
- 150 g di Guanciale o Lardo Stagionati ed affettati finemente
- 150 g di Pane Raffermo
- 1-2 bicchieri di Latte fresco
- due Uova
- abbondante Prezzemolo fresco
- un ciuffo di Salvia fresca
- un ciuffo di Rosmarino fresco
- una Cipolla grande
- uno spicchio d' Aglio
- Sale
- Pepe Nero in grani

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Solitamente pubblico le foto individuali degli ingredienti, ma quest’ oggi ho optato per una strategia più efficace. Beccateveli tutti insieme, uniti nel loro splendore ! Dunque miei cari, per prima cosa tritate finemente la cipolla, il prezzemolo e la mortadella, Indi (nostro caro Indiana Jones) mettete a mollo i porcini secchi in acqua tiepida per una ventina di minuti, strizzateli e tritate pure loro senza alcuna pietà. A cose fatte, dovreste trovarvi davanti un piatto simile al mio. Non adagiatevi sugli allori, però: abbiamo appena cominciato. Spezzettate il pane raffermo ed ammollatelo in un recipiente con la quantità di latte sufficiente a ricoprirlo quasi completamente. Lasciatelo ammorbidire per un quarto d’ ora almeno. Trascorso questo tempo, scolatelo dal latte e strizzatelo per benino tra le mani: dovrà rimanere piuttosto asciutto ma morbido.

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Sminuzzate il pane e mescolatelo in una terrina con le uova e il resto degli altri ingredienti (cipolle, prezzemolo, mortadella, porcini secchi). Salate e pepate senza ritegno. A questo punto aggiungete la carne trita di manzo ed amalgamate bene il tutto con le mani, formando una pallotta che diventerà poi il nostro pulpetún.

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Prendete un recipiente tipo quelli per plum cake ed oliatelo internamente, cospargendone la base di pangrattato per far sì che la nostra creatura non si attacchi al recipiente. Adagiate il composto nel recipiente e distribuitelo uniformemente a foggia (non a bari mi raccomando) di polpettone, per l’ appunto.

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A questo punto, disponete sul polpettone le fette di lardo leggermente sovrapposte; ricoprite completamente il polpettone, piegando internamente le fettine nei bordi. Glaaaab ! La creatura é quasi ultimata ! Cuocete il polpettone in forno per una mezzoretta a 160 gradi e nel frattempo preparate dei porcini freschi trifolati con aglio e prezzemolo e, perché no ?, delle patate al forno. Al diavolo l’ avarizia, é Natale per diamine ! Gli ultimi 10 minuti di cottura del polpettone aggiungete salvia e rosmarino spezzettati, alzate la temperatura e fate abbrustolire la parte superiore finché il lardo non sarà piacevolmente croccantino. Glaaab !

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A questo punto non vi resta che sformare cotanto ben di Dio e servirlo immediatamente bello caldo accompagnando con porcini trifolati e patate al forno. Glaaaab ! Mangiate e godetene tutti miei prodi !

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domenica 1 dicembre 2013

MONTE BIANCO

 

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Cari blogspettatori, quest’ oggi vi presento un dessert fatto da mio fratello il fisico; come spesso accade in famiglia, abbiamo unito i nostri sforzi e sinergicamente ne é uscito un pranzo da manuale in cui io ho preparato il piatto forte e Peppe il dessert. Il tutto nacque da un pacchetto di marroni già cotti che dovevo consumare al più presto. E qual modo migliore di sacrificarli che una saggia montagna di gustosi marroni al rhum ricoperta di panna e marmellata di castagne ? Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un mattonellico dessert pensato per chiudere un pasto leggero:
- 500 g di Marroni
- 1 piccolo barattolo di Marmellata di Castagne
- 10 g si Cacao in polvere
- Panna fresca da montare
- mezzo litro di Latte fresco
- un pizzico di Vanillina
- 150 g di Zucchero
- mezzo bicchierino di ottimo Rhum
- un pizzico di Sale

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Ecco qui gli incontrastati protagonisti di questa ricettona: marroni e rhum ! Precisiamo: io avevo un pacchetto di marroni già bolliti conservati sotto vuoto che si prestavano alla perfezione per questa ricetta. In caso non riusciate a trovarli, o preferiate comprarli freschi, dovrete procedere a bollirli e spelacchiarli solin soletti. E auguri ! Parte del doloroso processo é descritto nel post che rievoca la creazione dei marrones glaces. Facciamo che per questa volta useremo quelli già bolliti. Per quanto riguarda il rhum, io ho usato un Viejo de Caldas colombiano, rhum piacevolmente speziato, ma voi orientatevi sul vostro rhum preferito o semplicemente il più facilmente reperibile.

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Dunque, per prima cosa fate bollire i marroni (anche quelli prelessati come i miei) nel latte con metà dello zucchero e un pizzico di sale. Fateli bollire per una mezzoretta, finché i marroni si potranno schiacciare con una forchetta. Scolateli per benino e schiacciateli o passateli in un passa verdure mescolandoli al cacao e alla vanillina. Aggiungete anche il rhum.

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A questo punto dovreste avere davanti a voi una massa marrone dalla consistenza piuttosto densa e poco cremosa. Peppe ha utilizzato degli stampini a tronco di cono che si prestavano piuttosto bene per fare delle montagnette individuali. Posizionate della pellicola sul fondo degli stampini per far sí che sia piú facile sformarli nei piatti. Anche degli stampini da muffin potrebbero fare all’ abbisogna. Lavorate con la fantasia. Riempite gli stampini con il composto di marroni senza comprimere troppo e lasciateli raffreddare in frigorifero per qualche ora. Come sempre la parte piú difficile, l’ attesa straziante.

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All’ ultimo momento, 10 minuti prima di servire, capovolgete le vostre montagnette nei piattini individuali e ricopritele con strisce verticali di panna montata con la restante parte dello zucchero. Negli interstizi piazzate dei fiocchetti di marmellata di castagne. Quest’ ultima potete comprarla o seguire i passi dell’ incommensurabile marmellata di castagne al Rhum di Mamma Maria e farla da voi. In quest’ ultima fase cercate di usare una tasca da pasticcere per un effetto professional. Et voilá ! Servite e mangiatene tutti immediatamente !

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domenica 24 novembre 2013

TAGLIATELLE CON RAGU AROMATICO DI CAPRETTO E FAVE

 

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Miei avventurieri del fornello, quest’ oggi ci imbarchiamo in una ricettina niente male, di quelle sufficientemente originali per far la parte da leone in una cena tra amici in cui si vuol far bella figura, ma non pazzamente costosa o esotica da risultare quasi improponibile. Si tratta di preparare un ragù aromatico di carne di capretto tagliata a punta di coltello e marinata per una notte intera; il tutto con aggiunta di fave fresche e pecorino … Glaaab ! Fate entrare subito in campo le formazioni !!

dosi per 4 persone, considerandolo un nutriente primo piatto a cui associare un secondino (non una guardia carceraria, mi raccomando O_o) o un antipastino di carne:
- 350 g di Tagliatelle all' Uovo
- 400 g di Spalla di Capretto
- 2 Carote
- 2 gambi di Sedano
- 2 Cipolle piccole
- 300 g di Fave fresche
- 4 Pomodori Perini maturi
- abbondante Pecorino fresco a scaglie
- 2-3 rametti di Rosmarino fresco
- 1 rametto di Salvia fresca
- 1 rametto di Timo fresco
- qualche foglia d' Alloro
- 2 rametti di Maggiorana
- 1 bicchiere di Vino Bianco
- 2 spicchi d' Aglio
- 1 Dado da Brodo (opzionale)
- Sale
- Pepe Nero macinato
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Per prima cosa, cari chef, tagliate grossolanamente in pochi pezzi la carne: per questa ricetta potete usare una spalla, una coscia o anche dei pezzi variegati. Una volta tagliata la carne, mettete i pezzi in una ciotola ed aggiungete una generosa spruzzata d’ olio d’ oliva, le erbe aromatiche spezzettate grossolanamente, il vino bianco, l’ aglio schiacciato, sale e pepe a gusto. Come sempre, la parte più difficile é la marinatura; non perché sia difficile in se, bensì perché é una tortura vedere tanto ben di Dio e dover aspettare per potercisi tuffare. Ma voi ci siete abituati, vero ? Dopo un giorno intero di marinatura (o una notte), scolate i pezzi di carne dall’ intingolo (che conserverete, mi raccomando) e fateli rosolare in una padella con un altro spicchio d’ aglio e il rosmarino a pezzetti. Fate dorare su entrambi i lati i pezzi di carne. Glaaab !

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A parte, preparate una dadolata di verdure (cipolla, sedano e carote); distribuite la dadolata sul fondo di una pirofila, aggiungete i pezzi di capretto rosolati ed irrorate con la marinatura. A questo punto infornate il tutto per un paio d’ ore a una temperatura di 120 gradi. Di tanto in tanto rigirate i pezzi di carne assicurandovi che non si secchino aggiungendo dell’ altra marinata o del brodo di carne. Ariglaaab ! Se sentite odori molesti provenire dal forno, chiamate i ghostbusters. Da soli non ce la farete a resistere alla tentazione.

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Trascorse le agognate 2 ore, prelevate i pezzi di carne dal forno, disossateli e tagliateli a pezzettini a punta di coltello, come da foto in basso. Nel frattempo, togliete la pellicina ai pomodori, tagliateli a cubetti ed eliminate la seme. Sgranate le fave e fatele sbollentare in acqua leggermente salata. Fatele intiepidire ed eliminate la buccina esterna.

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A questo punto, l’ assemblaggio finale: in una padella antiaderente fate scaldare la dadolata di verdure, il ragù di carne a punta di coltello, i pomodori e le fave. Fate cuocere le tagliatelle e scolatele al dente direttamente nella padella con il sugo. Glaaaaab !!! Che bbueennee !

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Fate amalgamare per benino la pasta al condimento e servite immediatamente, accompagnando il piatto con una generosa manciata di pecorino fresco a scaglie. Mangiate e godetene tutti subito !

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domenica 17 novembre 2013

FETTINE DI ZUCCA IMPANATA ALLA LOMBARDA

 

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Cari amici in letargo…questo periodo dell’ anno in cui ci si prepara al Natale é l’ ideale per sfoderare piatti energetici da primi giorni freddi (io sono in Olanda, e qua inizia già a far piuttosto freddo) come tanti altri piatti che fanno ormai la loro parte da leone nel nostro blog. Ecco una new entry; le fettine di zucca impanata sono tipiche della mia terra natale (Milano-Lombardia) e ogni tanto é il caso di fare qualcosa di nostrano per mantenere alte le tradizioni della propria regione. Io ne ho due (Puglia, da dove vengono entrambi i genitori) da foraggiare; questa volta si mangia al Nord però. Che entrino in campo le formazioni!

dosi per 4 persone, considerandolo un ghiotto e nutriente antipasto a cui associare un piatto di pasta come Dio comanda:
- 200-300 g di Zucca
- 100 g di Burro
- 1-2 bicchieri di Latte fresco
- mezza tazza di Farina
- 2 Uova
- abbondante Pangrattato
- Pepe Nero macinato
- Noce Moscata grattugiata
- Sale

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Dunque, ricetta: tagliate la zucca in fettine sottili, ma non troppo. Diciamo 3-4 mm. Se siete fortunati, usate un’ affettatrice, vi aiuterà a tagliare le fette tutte dello stesso spessore e a garantire cotture uniformi. Se siete sfigati (per modo di dire, ovviamente), andate  di coltello. Tagliate la zucca secondo la sezione che preferite per ottenere delle fettine rettangolari, arcuate, triangolari. Fate scaldare il latte in una padella e fate sobbollire le fettine di zucca per 3-5 minuti, salando e pepando. Scolatele dal latte ancora belle al dente.

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Nel frattempo fate sciogliere il burro in una padella. Infarinate ad una ad una le fettine di zucca, passatele nelle uova sbattute con aggiunta di due cucchiai d’ acqua, sale e noce moscata grattugiata ed infinte nel pangrattato. Fatele dorare uniformemente da entrambi i lati e servitele caldissime come antipastino scalda-stomaco in un giorno uggioso e freddo di novembre. Mangiate e godetene tutti come sempre !

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