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domenica 3 novembre 2013

SCALOPPE DI VITELLO CON CAROTE ED ERBA CIPOLLINA

 

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Miei prodi cuochi fai da te, quest’ oggi vi suggerisco una ricetta che ho esumato da una delle riviste che più ho a cuore e che la fanno da padrone nella mia biblioteca. Nel suddetto articolo, si tratta di come trasformare una semplice fettina di vitello in un secondo piatto succulento e, perché no, originale. Tra tutti gli altri metodi di preparazione, oggi vi propongo quest’ abbinamento inusuale ma mooolto saporito che vede protagoniste le carote e l’ erba cipollina e che vi invito a provare immediatamente. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un ricco secondo piatto a cui abbinare un antipastino di carne o un dessert:
- 4 Scaloppe di Vitello da 200 g l' una
- 125 ml di Panna
- un cucchiaio o due di Curry in polvere
- 400 g di Carote fresche
- qualche stelo d' Erba Cipollina
- 1 Cipolla piccola
- una tazza di Farina
- 50 g di Burro
- Sale
- Pepe Nero macinato

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Ecco alcuni dei protagonisti di questa ricetta: le carote sceglietele possibilmente sottili, come quelle che della fotografia. In questo modo saranno più graziose esteticamente. Per il curry, non volevo fare pubblicità alla Merwanjee Poonjlajee & Sons, ma il messaggio é: comprate un curry buono, preferibilmente fatto in India o da voi a partire dalle spezie primigenie (andate nell’ antico post del curry forte di maiale per avere un’ idea di come si possa preparare). Detto questo, prendete le vostre fettazze di vitello, appiattitele con un batticarne, asciugatele, salatele e pepatele. Qualora fossero troppo grandi, suddividete ogni scaloppa in due parti. Indi, infarinate le fette di carne e fatele rosolare nel burro assieme alla cipolla tritata.

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Glaab ! Ci siamo quasi. Fate bollire per pochi minuti in acqua leggermente salata le carote pelate e tagliate a fettine (se carote grandi) o a tocchetti (se carote piccole). Scolatele cotte ma ancora al dente. Tornate nella padella con il vitello. Una volta rosolate tutte le fette (fate questo mestiere con un po’ di fettine alla volta o avreste bisogno di una padella delle dimensioni dell’ Oceano Atlantico), rimettetele in padella tutte insieme e fatele cuocere a fuoco basso con la panna. Aggiungete il curry e fate restringere ed amalgamare la salsa. Ariglaab ! Aggiustate di sale se necessario.

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Fate cuocere per circa 5-10 minuti, e verso fine cottura aggiungete le carote, mescolando bene per far insaporire il tutto. Servite immediatamente nei piatti, il tutto ben caldo, con una generosa manciata d’ erba cipollina tritata finemente. Mangiate e godetene tutti !

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domenica 15 settembre 2013

ANATRA IN SALSA HOISIN CON CAROTE CARAMELLATE

 

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Miei cinofili, quest’ oggi mi rivolgo a voi. E non agli amanti dei cani, bensì agli amanti della raffinata cucina cinese, che da troppo, troppissimo tempo é ahimè assente da questo pazzo blog. Ma la cucina cinese vede un trionfale ritorno con una ricettina semplice semplice ma letale in quanto a bontá; il connubio anatra-salsa hoisin é qualcosa che i cinesi hanno sviluppato attraverso millenni di saggezza e che io adesso propongo a voi, come Prometeo donó la conoscenza del fuoco alla razza umana, io dono a voi, blogofili, la conoscenza dell’ anatra alla salsa hoisin. Per i profani, pepe del Sichuan e salsa Hoisin sono giá stati usati, con effetti devastanti, nelle costine caramellate alle cinque spezie cinesi e negli straccetti di manzo al pepe del Sichuan e zenzero, ricette che vi invito a provare al piú presto. E dopo questo mare e mezzo di stupidaggini e non, lasciate che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un gustoso secondo piatto a cui associare dei ghiotti yum-cha (deliziosi quanto mortali antipastini asiatici):
- 4 Petti d' Anatra (se usate i petti come il sottoscritto) o 1 Anatra intera
- 600 g di Carotine di piccole dimensioni
- 2 spicchi d' Aglio
- 1 pezzetto di Zenzero fresco
- 1 cucchiaino di Pepe del Sichuan
- mezzo cucchiaino di Pepe Nero
- 4 cucchiai di Salsa di Soia chiara
- 4 cucchiai di Salsa Hoisin (Leggendaria salsa a base di prugne reperibile nei migliori supermercati asiatici)
- 2 cucchiai di Miele di buona qualitá
- una manciata d' Erba Cipollina tritata grossolanamente
- Sale Grosso
- 2 cucchiaini d' Olio di Sesamo

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Ed ecco in azione il magico mortaio che dovrete sempre portare con voi, anche in vacanza (in fondo, pesa solo una decina di chili, non siate schizzinosi). Dunque, mortaiate (scusate se ogni tanto invento nuovi verbi, ma mi sembra una cosa cosí creativa che non riesco a farne a meno…) senza pietá gli spicchi d’ aglio, lo zenzero, il sale grosso, il pepe nero e quello del Sichuan. La vostra cucina di riempirá molto presto di olezzi paradisiaci che vi inviteranno ad abbandonarvi a voi stessi e a dimenticare gli affanni della vita. Non cedete. Neanche di un centimetro. Nel frattempo, mentre soffrite, fate scaldare in un padellino miele, olio di sesamo, salsa di soia e salsa hoisin, fino ad ottenere una fluida salsa scura con cui marineremo l’ anatra per un paio d’ ore. Se usate un’ anatra intera potreste aver bisogno di molta piú marinatura affinché la carne sia ragionevolmente immersa nella salsa. Se usate l’ anatra a pezzi, dovrebbero andar bene le dosi indicate. Lasciate marinare la carne nella salsa con l’ aggiunta del battuto d’ aglio, zenzero e pepe e aspettate. Aspettate ho detto. Fatto ? Ok. Mentre aspettate, giá che ci siamo, fate sbollentare le carotine pelate e tiratele fuori bene al dente. Indi accendete il forno e sistemate l’ anatra in una pirofila, spennellandola con la marinata dentro e fuori. Infornatela a 190 gradi per una quarantina di minuti, rigirando la carne un paio di volte. Passati i 4o minuti, fate abbrustolire un po’ la carne sotto il grill per un altro quarto d’ ora.  Rigirate anche le carote nella marinata in eccesso e a metá cottura, e non prima, aggiungete anche le carotine nella pirofila da forno e lasciatele caramellare per benino. Il risultato dovrebbe essere simile alla fotografia. Glaaab ! Sfornate il tutto e lasciate rassettare, affinché i succhi della carne si redistribuiscano bene prima di tagliarla. Spolverizzate il tutto con un po’ d’ erba cipollina tritata e servite immediatamente. Mangiate e godetene tutti !

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domenica 10 marzo 2013

risotto alla milanese TRADIZIONALE in crosta di parmigiano

 

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Carissimi, mi aspettavo che cominciasse la primavera per il mio compleanno (13 marzo) ma mi sono bellamente sbagliato. Sembra che un secondo inverno sia alle porte, per almeno un’ altra settimana o due. Eh va beh, vorrà dire che mi toccherà preparare qualcosa per scaldare il cuore. Caso vuole (ma non é stato proprio proprio un caso, a dir la verità) che ieri ho comprato degli ossi a pezzi con tanto di midollo incorporato. Cose che non trovi ad ogni piè sospinto, ovviamente. E il midollo gridava per un risotto alla milanese alla maniera tradizionale, come ci piace a noi (passatemi il ‘ci piace’). Et voilà ! Detto, fatto e mangiato. Ma voi, andate a procurarvi i seguenti ingredienti. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un pesantuccio primo piatto, a cui associare ben poco, magari un dolce o un antipastino leggero:
- 320 g di Riso Carnaroli
- abbondante Parmigiano grattugiato
- 2 Scalogni
- qualche Osso di Bue da cui ricavare 50 g di Midollo freschissimo
- 50 g di Burro
- 1 cucchiaino di Stimmi di Zafferano
- mezzo bicchiere di Vino Bianco secco
- 3-4 dadi per preparare il brodo o, se preferite, fatelo da voi con gli ossi da cui estrarrete il midollo, magari un altro pezzo di carne, carote, cipolle e sedano
- Pepe Nero macinato

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Ed eccoli qua, come sempre, i fantastici protagonisti di questa imperdibile puntata ! Un paio di considerazioni su questi particolari ingredienti: nel risotto alla milanese si parla di midollo osseo, non spinale, fate attenzione. Fatevi rompere dal macellaio (qualora non dovessero essere facilmente reperibili) degli ossi di grosso calibro che siano molto freschi e rigorosamente di bue da cui andremo ad estrarre il midollo. Per lo zafferano va detto che sono moltissime le contraffazioni in circolazione, quindi fate attenzione. Quando andai in Egitto (e non lo sapevo a quei tempi) mi rifilarono dello ‘zafferano’ contraffatto e quando qualche tempo dopo andai in India, un esperto di spezie mi raccontò come fanno. Che ci crediate o no, il finto zafferano viene spesso fatto con fogli di giornale impregnati di colorante che vengono arrotolati in striscioline minuscole e fatte essiccare in forno. Ad un’ occhiata approssimativa, gli ‘stimmi’ si assomigliano effettivamente. Salvo il fatto che, ad un’ occhiata più attenta, un vero pistillo di fiore ha una struttura più articolata che un pezzo di giornale naturalmente non ha. Secondo, i veri pistilli non spariscono. Se li mettete in acqua calda e li estraete e li strofinate con un dito non spariranno. Rimarranno integri. Falsi pistilli il più delle volte tenderanno a sciogliersi in acqua o comunque a un leggero strofinio, non lasciando adito a dubbi. Vedete a cosa serve viaggiare ? Da quando ho imparato non mi faccio più fregare. Ma veniamo alla ricetta. Dunque, cominciate  a preparare il brodo di carne, che usiate il dado o della carne vera. Fatene almeno un litro e mezzo o due. Aggiungete gli ossi dopo che avremo estratto il midollo. Per questa operazione, lavate preventivamente gli ossi, quindi con una forchetta estraetene il midollo che avrà una consistenza pastosa e un po’ grassa al tatto.

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Approssimativamente, estraete il midollo di due o tre pezzi d’ osso piuttosto spessi. A parte, andiamo a preparare i cestini di crosta di parmigiano. Grattugiate finemente abbondante parmigiano per poter riempire una padella con uno strato omogeneo di un paio di millimetri di formaggio. Distribuitelo uniformemente con il dorso di un cucchiaio. Scaldate a fuoco basso la padella (coperta) per far sì che il parmigiano si sciolga, cosa che dovrebbe richiedere pochissimi minuti.

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Nel frattempo, scegliete un recipiente adatto a dare la forma ai cestini di parmigiano. Io ho scelto una ciotola piuttosto profonda, ma dal fondo piatto, perfetta per lo scopo. Lasciate intiepidire per 30 secondi le cialde di parmigiano, quindi staccatele molto delicatamente dalla padella e adagiatele dentro o attorno al recipiente per dar loro la forma desiderata. Lasciatele raffreddare completamente in questa posizione mentre ci dedicheremo al nostro adorato risotto.

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A questo punto, fate rosolare gli scalogni tagliati finissimi in due terzi del burro. Quando gli scalogni saranno coloriti e morbidi, aggiungete il midollo triturato e fate rosolare bene il tutto. A questo punto, aggiungete il riso e fatelo tostare bene a fiamma medio-alta, sfumando per bene con il vino bianco. Lasciate evaporare. A questo punto, iniziate a bagnare con due mestolate di brodo bollente e non smettete mai di girare. Per i prossimi 15-18 minuti, continuate a girare il riso nella pentola aggiungendo un paio di mestolate di brodo quando quello precedente si sarà assorbito del tutto.

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Mentre cuocete il riso, mettete a mollo in due mestolate di brodo i pistilli di zafferano. Verso fine cottura aggiungete il brodo colorato e i pistilli, aggiustando il colore (se lo riterrete opportuno) con dello zafferano in polvere. Negli ultimi due minuti di cottura del risotto, mantecate con il burro rimasto e del parmigiano grattugiato. Se gradite, aggiungete poco pepe nero macinato. Servite ben caldo nelle ciotoline individuali al parmigiano e mangiate e godetene tutti, come di consueto ! Sluuuurp !

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giovedì 20 dicembre 2012

BISCOTTI DI PAN DI SPEZIE AL CIOCCOLATO (CHOCOLATE GINGERBREAD COOKIES)

 

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E’ verissimo ! Come dice Martha Stewart nel suo libro (da cui ho preso la ricetta e che venero come una dea), ‘dire che questi cookies sono memorabili é un eufemismo’, una minimizzazione che non rende giustizia all’ essenza di questi cookies spaziali. Non ci sono aggettivi per descriverli, solo la garanzia che facendoli mi ringrazierete, o meglio, ringrazieremo tutti la cara Martha per averci donato questa ricetta, un po’ come Prometeo donò agli uomini la conoscenza del fuoco. Ed ugualmente pericolosi come il fuoco, dovrete essere saggi e maturi e saper dire basta. Non fate come me che in pratica quanti ne ho davanti tanti ne mangio. E con un po’ di vergogna (ma neanche tanta in fondo), andiamo subito ad elencare le formazioni in campo !

dosi per circa 24 cookies, la mia merenda quotidiana:
- 160 g di Farina
- 120 g di Burro
- 200 g di Cioccolato Fondente
- 1 cucchiaio di Cacao in polvere
- un quarto di cucchiaino di Noce Moscata grattugiata
- un cucchiaino di Cannella in stecche grattugiata
- un cucchiaio di Zenzero fresco grattugiato
- un cucchiaino e un quarto di Zenzero in polvere
- un quarto di cucchiaino di Chiodi di Garofano macinati a pestello
- 30 g di Zucchero Semolato (quello bianco)
- 100 g di Zucchero Scuro (non quello di canna, uno marrone molto scuro, e dalla consistenza più soffice e appiccicosa); se non riusciste a trovarlo, ahimè vi consiglio di cambiare ricetta o i cookies non saranno ugualmente memorabili
- mezzo bicchiere di Melassa o Sciroppo scura/o (idem come sopra)
- un cucchiaino di Bicarbonato

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Quest’ oggi sono bello tonico, quindi non perdiamoci in chiacchiere e prepariamo questa creazione divina. Per prima cosa, setacciate la farina in una ciotola e aggiungete tutte le spezie grattugiate e il cacao. Non aggiungete ancora lo zenzero fresco. Mescolate tutti questi ingredienti fino ad ottenere una farina tendente al marroncino. A parte battete con delle fruste il burro ammorbidito con lo zenzero fresco grattugiato. Quando il burro sarà malleabile aggiungete lo zucchero scuro e continuate a sbattere fino ad amalgamare il tutto, dopodiché aggiungete la melassa e continuate a mescolare nuovamente per omogenizzare il composto.

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In questa foto, per chi non l’ avesse mai visto, lo zucchero che dovete utilizzare; dev’ essere di quello grezzo, ben scuro e microcristallino. Ottimo. Adesso, cari miei sbavanti amanti dei cookies (come il sottoscritto d’ altronde, non sentitevi discriminati), fate bollire una tazzina d’ acqua in un pentolino, e scioglietevi il bicarbonato. Aggiungete metà del mix di farina e spezie al burro e zucchero, indi (caro vecchio amico) 1-2 cucchiaini di acqua e bicarbonato disciolto, e infine l’ altra metà del mix di farina. Mescolate il tutto per benino con le fruste. Aggiungete al composto il cioccolato fondente tagliato a pezzettini di mezzo centimetro. Come da manuale.

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Stendete un po’ di pellicola sul piano da lavoro e versate al centro il composto dei cookies. Già adesso, in un attimo di debolezza potreste sbafarvelo in quattro e quattro otto. Un gioco da ragazzi. Difficile, invece, sarà resistere a questa tentazione. Ma io ho fiducia in voi. Se mi avete seguito fino adesso é perché avete capito che quando vi chiedo uno sforzo é per il vostro stesso bene. Ok, e dopo questo interludio filosofico, proseguiamo. Avvolgete l’ impasto dei cookies nella pellicola e appiattitelo ad ottenere un mattoncino marrone di 2 centimetri di spessore e rotti. Adesso il momento clou. Dovete congelare l’ impasto per almeno un paio d’ ore, ma io vi consiglio una notte intera. La notte porta consiglio; e questo permetterà alle spezie di sprigionare tutto il loro aroma all’ interno della massa burrosa-melassosa-cioccolatosa. Glaaaab ! Mi sta venendo voglia di rifarli immediatamente ! La mattina dopo tirate fuori l’ impasto, tagliate via un pezzetto e lavoratelo tra le palme inumidite delle mani fino a dargli forma tondeggiante. Sistemate una teglia con carta da forno e appoggiate le palline di circa 3-4 cm di diametro così ottenute a 5-6 cm di distanza l’ una dall’ altra. Non affollate la teglia. C'è posto per tutti. Come da foto.

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Con la base di un bicchiere schiacciate leggermente le palline sulla carta da forno e cospargetele con un pizzico di zucchero semolato bianco. Infilate la teglia così com’é per altri 10-15 minuti nel congelatore mentre scalderete il forno a 160 gradi. Direttamente dal congelatore passate le teglie di biscotti (ovviamente potete rendere il tutto più efficiente lavorando in serie) nel forno per una decina di minuti, girandole dall’ altro lato a metà cottura. Se volete i biscotti belli soffici e scioglievoli come quelli della foto, tirateli fuori non appena l’ impasto si sarà dilatato in forno e la superficie del cookie si sarà iniziata a crepare.

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Glaaab ! Tirateli fuori, lasciateli rassettare cinque minuti, sollevateli delicatamente con una spatola e lasciateli raffreddare per altri 5-10 minuti su una griglia. Consiglio: servite immediatamente, ancora caldi all’ interno sono una bomba atomica di bontà. In alternativa, chiusi in un recipiente ermetico si manterranno comunque per qualche giorno. Sono perfetti per i freddi pomeriggi sotto Natale, quando fa buio presto e la voglia di biscotti di pan di spezie al cioccolato (chocolate gingerbread cookies) si fa più forte che mai. Mangiate e godetene tutti, come sempre !

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martedì 4 dicembre 2012

STINCO DI MAIALE AL FORNO CON CANNELLA E ROSMARINO

 

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Carissimi, con la ricetta di oggi torniamo un po’ alle origini, quando l’ uomo era ancora per metà scimmia e si cibava di alimenti primordiali e semplici. Questo risveglia in me preparare uno stinco. Il classico pezzone di carne alla Obelix con l’ osso é indiscusso sinonimo di animalità, di ritorno alle origini, di indomita passione. E con questi nobili sentimenti nel cuore mi accingo a spiegarvi come preparare questa leccornia sublime nella sua semplicità, almeno quanto nel gusto. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un secondo di tutto rispetto che, se accompagnato da un adeguato contorno, farà il piatto forte della serata:
- 2 Stinchi di Maiale crudi
- abbondante Rosmarino fresco
- 4-5 Stecche di Cannella
- 80 g di Burro
- 1 bicchiere di Vino Bianco Secco
- Pepe Nero in grani

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Eccolo qui il pezzone di carne primordiale che andremo a preparare ! Io ho rimosso la cotenna (lo so, lo so, alcuni tra voi mi staranno già dando dell’ eretico, ma l’ ho fatto a fin di bene) ma voi potete pure lasciarla. Dunque, il procedimento é di una facilità disarmante: fate sciogliere il burro in una pentola dai bordi alti, piuttosto capiente. Rosolate 3-4 rametti di rosmarino e 2-3 stecche di cannella nel burro. Aggiungete lo/gli stinco/chi e rigirateli bene facendoli rosolare a fuoco vivo su tutti i lati. Sfumate con il vino bianco e aggiustate con pepe nero macinato.

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Dopo una decina di minuti, scaldate il forno a 180 gradi e trasferite lo stinco in un recipiente più piccolo, assieme al suo intingolo. Spennellatelo per benino con quest’ ultimo. Glaaaab ! Aggiungete nuovo rosmarino fresco e altre stecche di cannella. Dovreste trovarvi di fronte qualcosa che assomiglia pressappoco alla foto qui in basso:

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Fate cuocere lo stinco per almeno un’ ora e mezza (anche di più), rigirandolo spesso e bagnandolo in continuazione con il liquido sul fondo del recipiente. Verso fine cottura, gli ultimi 10-15 minuti, passate al grill in modo tale da farlo dorare per benino. Ariglaaaab (scusate ma era d’ obbligo alla vista di cotanto ben di  Dio)! Il vostro stinco é pronto, potete scatenare i vostri istinti animaleschi su questo bel pezzo di carne, accompagnandolo con delle patate saltate o delle mele al forno. Mangiate e godetene tutti, come di consueto !

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sabato 24 novembre 2012

PETTO DI POLLO AL PATE DI FEGATINI E DRAGONCELLO

 

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Cari amici, l’ altro giorno non sapevo cosa fare, avevo un po’ di scarti e, come a volte accade ai cuochi dilettanti, ho deciso di mischiarli e vedere cosa ne saltava fuori. In realtà non andavo proprio a naso; penso di aver messo insieme sapori che si sposano molto bene, ma l’ ardua sentenza la rimando ai posteri. Sarebbe bello ricevere il parere di qualche persona che ha provato a riprodurre questa leccornia. Il paté di fegatini vi consiglio di realizzarlo il giorno prima con la semplicissima procedura dell’ altro post. Ebbene, che squillino le trombe ed entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un gustoso anche se non troppo pesante secondo piatto (potete tranquillamente abbinare antipasto e/o primo piatto):
- 500 g di Petto di Pollo
- 2-3 cucchiai di Paté di Fegatini (consulta l' altro post per la procedura); preparatelo il giorno prima e conservatelo in frigorifero avvolto in pellicola da cucina
- un ramoscello di Dragoncello fresco
- una manciata abbondante di Pinoli
- 2 stecche di Cannella
- una grattata di Noce Moscata
- un bicchierino di Marsala
- 2 Scalogni
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Che delizia il dragoncello con quell’ aroma tra l’ anice e la liquirizia ! Perfetto per conferire un gusto fuori dall’ ordinario  e solleticare anche i palati più incontentabili. Per prima cosa, tagliate il petto di pollo a pezzi non troppo piccoli, rosolate gli scalogni tritati in due cucchiai d’ olio e fate rosolare anche il pollo a fuoco vivace. Aggiungete i pinoli interi e sfumate con il marsala. Abbassate la fiamma e aggiungete anche le stecche di cannella e, una grattata di noce moscata e il dragoncello in foglie. Sentite anche voi quello che sento io? Un profumino speziato che solletica le vostre papille gustative ? Non ancora, manca poco. Fate cuocere per 5-10 minuti e verso la fine aggiungete il paté di fegatini e mantecate nuovamente a fuoco vivo fino a che si sarà sciolto completamente. Glaaabbb ! Adesso, si ! Potete servire in tavola, bello caldo. Con il paté in eccesso fate dei crostini da presentare come antipasto. Mangiate e godetene tutti !

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martedì 20 novembre 2012

STRUDEL DI MELE CON CREMA PASTICCERA

 

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Gentili spettatori di blog, quest’ oggi affrontiamo un nuovo, impegnativo dolce; occupa a fagiuolo un buco di dessert lasciato dalle mini millefoglie con crema allo zafferano che avevano allietato una giornata di fine settembre che ormai sembra lontanissima. Dicevo, una ricetta impegnativa che ci litighiamo con gli austriaci, e che fa decisamente all’ abbisogna in queste fredde giornate d’ autunno. Ma bando alle famigerate ciance, e che entrino in campo le formazioni !

dosi per 8 persone, considerandolo un gustoso e nutriente dessert, perfetto per la stagione fredda:

per la crema pasticcera:
- 2-3 Uova (intere o solo i tuorli, come preferite voi)
- 50 cl di Latte fresco
- 3 cucchiai di Farina
- Zucchero a piacere (in media 7-8 cucchiai)
- un pizzico di Vanillina

per la pasta dello strudel:
- 1 Uovo
- 80 g di Burro
- mezzo bicchiere di Latte
- 70 g di Zucchero+ Zucchero a velo per decorare
- un pizzico di Sale

per il ripieno dello strudel:
- 1 kg di Mele Renette
- abbondante Cannella appena grattugiata
- 50 g di Pangrattato
- due manciate di Uva Passa
- 3 cucchiai di Rum di buona qualità
- 100-150 g di Zucchero (a seconda dell' acidità/dolcezza delle mele)
- 60 g di Burro
- Scorza di Limone grattugiata

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Caspita ! Non mi era mai capitato di scrivere una lista di ingredienti così lunga ! Ma non scoraggiatevi, fare uno strudel da combattimento é più facile di quanto crediate ! Per prima cosa, impastate la farina setacciata su un ripiano da lavoro, fate la fontana con lo zucchero, l’ uovo, il burro ammorbidito e spezzettato e il sale. Cominciate ad impastare a mano, incorporando a filo il latte. Mescolate bene l’ impasto fino a renderlo omogeneo ed elastico e lasciatelo riposare una mezzoretta coperto da un panno.

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Nel frattempo sbucciate le mele (servitevi di un pelapatate; fa miracoli !), tagliatele in quattro ed affettatele finemente.

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Rosolatele in una padella capiente con il burro e sfumatele con il rum. Dopo qualche minuto, aggiungete zucchero, pangrattato e scorza di limone e cannella grattugiata. Sentite anche voi quello che sento io ? Zaffate moleste esalare dalla padella del peccato ? Non cedete. Voi siete più forti, posso dimostrarvelo. Fate rinvenire le uvette in acqua tiepida, strizzatele e aggiungetele al composto di mele che nel frattempo sarà diventato una marmellata con pezzetti di mela. Dopo 10 minuti di cottura totali, spegnete e lasciate raffreddare il ripieno.

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Nel frattempo, recuperate la pasta dello strudel. Lavoratela sul ripiano di prima, magari infarinato per risparmiare qualche in…zzatura. Anzi, vi dirò di più: se volete risparmiarle tutte le in….zzature, lavoratelo direttamente su un ampio foglio di carta da forno. Questo renderà più semplice sollevare lo strudel per piazzarlo sulla placca. Io non ho usato questo accorgimento e mi sembrava di sollevare un’ orca arenata sulla spiaggia. Non ne voleva sapere di sollevarsi. Ma lassamo perde’. Dicevo, Stendetelo in una forma rettangolare e posizionate il ripieno, livellandolo, lungo il lato più lungo (lo so, mi ripeto, ma non trovavo un sinonimo di lungo O_o).

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Chiudete lo strudel avvolgendo entrambi i lembi della pasta su se stessi a libro. Se vi garba di più, potete anche mettere il ripieno vicino ad un’ estremità e arrotolare il mostro tipo uno strudel (eh già, perché, cosa stavamo facendo ?). Posizionate lo strudel su una placca da forno (adesso mi capite perché dicevo di usare l’ accorgimento della carta da forno, altrimenti non riuscirete mai a spostarlo dal ripiano alla placca senza romperlo. Io ce l’ ho fatta, non so come, infatti sto pensando di entrare in un circo per le mie doti acrobatiche). Bagnate lo strudel con poco latte e infornatelo per un buon 40 minuti a 180 gradi e spolverizzatelo di zucchero a velo. Per la crema pasticcera, la farò molto breve; mescolate a freddo le uova con lo zucchero e aggiungete la farina setacciata. Continuate a mescolare energicamente per evitare la formazione di grumi. Mettete sul fornello a fuoco molto basso e aggiungete tutto il latte poco alla volta, senza mai smettere di girare. Quando dico mai, significa mai. Fate addensare la vostra crema e aggiungete un pizzico di vanillina per darle profumo. Glaaaab ! Servite lo strudel ben caldo con una mestolata generosa di crema pasticcera. L’ opera omnia é terminata; mangiate e godetene tutti ! Auf wiedersehen !

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domenica 22 luglio 2012

INFUSO DI ZENZERO, CANNELLA E NOCE DI COCCO

 

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Cari seguaci, mi faccio pena da solo, nel bel mezzo dei ben 7 gradi che ci é toccato sopportare ieri sera in terra d’ Olanda. Decisamente ottimistico chiamarla estate, mi sono ridotto a preparare uno scaldabudella di origine indonesiana che voi potrete decisamente gustare nel lontano inverno italiano, e che a me tocca trangugiare nella ‘dolce estate olandese’. Spero che sia di vostro gradimento, così come lo é per me, sempre alla ricerca di strani intrugli speziati con cui deliziare il palato. E allora, andiamo ad elencare subito le formazioni in campo:

dosi per 4 tazze, da accompagnare a qualche dolcetto pomeridiano:
- 1 Noce di Cocco
- 1 pezzetto di Zenzero
- 1 cucchiaio di grani di Pepe Nero
- 2 stecche di Cannella
- 2 cucchiai di Zucchero di Palma

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E, come al solito, sulla scia dei protagonisti di questa puntata, andiamo a vedere il rapido procedimento. Prima di tutto, bisogna pulire la noce di cocco. Siccome é la prima volta nel blog che ci occupiamo di una noce di cocco intera. sarà il caso di vedere come procedere per pulirla a dovere. Spero ne abbiate scelta una con molta acqua, così potrete gustarla al naturelle, o magari in qualche cocktail. Per prima cosa, con un cavatappi realizzate un buco in una delle piccole depressioni scure che si trovano ad un’ estremità della noce. Estraetene l’ acqua, filtrandola con un colino e gustatela bella fresca. Ah ! Ci voleva proprio, non trovate ? Adesso prendete un batticarne e tenete ben ferma la noce di cocco in una mano, afferrandola con un panno da cucina. Questo eviterà che vi si pizzichi la pelle delle dita nella scorza legnosa una volta rotta la noce, risparmiandoci urla selvagge che potrebbero intimidire i vicini. Colpite ripetutamente la noce con il batticarne fino a creparne l’ involucro legnoso. A questo punto dovreste essere in grado di aprire la noce; lavatela bene all’ interno. Con un coltellino a lama piatta e possibilmente flessibile, fate leva per separare la parte carnosa del frutto dalla scorza legnosa. Questa tediosa operazione sarà tanto più facile se avrete l’ arnese adatto. Una volta separata la polpa di cocco, tagliatela a falde, sistematela in un recipiente con dell’ acqua fresca e mettetela in frigo. Nel frattempo prendete 4 tazze d’ acqua e mettetele a bollire in un  pentolino. Aggiungete 3-4 cm di zenzero fresco tritato, i grani di pepe e la cannella intera. Dopo qualche minuto aggiungete lo zucchero di palma. Fate sobbollire l’ infuso a fuoco basso finché lo zucchero sarà completamente sciolto e la cannella e lo zucchero stesso avranno conferito all’ acqua un tenue colore bruniccio. Sluuurp ! Servite l’ infuso filtrato in tazze individuali sul cui fondo avrete sistemato delle falde di cocco. Apprezzate il piacevole aroma speziato e piccantino ! Godete e bevetene tutti !!

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sabato 30 giugno 2012

ARANCINI DI RISO CON RAGU D’ AGNELLO E PISELLI

 

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Cari amici, questa settimana sono stato molto preso a preparare l’ International Dish Party con i miei colleghi di lavoro. Si é svolto oggi questo tour de force de la magnata e ognuno ha cucinato qualcosa del suo paese. E volevi non fargli una parmigiana spezzaginocchia ? Di quelle belle cariche ? Detto fatto, li ho stesi. Sono ancora lì agonizzanti a chiedersi cos’ hanno mangiato, ed io, fresco come una rosa (non é vero, ho magnato parecchio pure io, ahimè) ecco che vi propongo un’ altra ricettina niente male, di quelle che saziano come Dio comanda ! Trattasi di una delle 654 versioni degli arancini oggigiorno in circolazione. Questa versione fu strappata da mio fratello a una vecchina siciliana; da lui passò a me ed io adesso la condivido con il mondo intero per il progresso dell’ umanità. Ed ecco, che scendano in campo le formazioni !

dosi per taaanti arancini (non chiedetemi quanti, ho perso il conto ! O_o):
- 1/2 kg di Riso arborio
- Stimmi (da tempo sognavo di usare questa parolona) di Zafferano
- 150 g di Piselli surgelati
- 200 g di Carne trita d' Agnello
- 750 ml di Passata di Pomodoro
- 1 Cipolla grande
- qualche foglia di Basilico
- abbondante Pecorino grattugiato
- mezzo bicchiere di Vino Rosso
- abbondante Pangrattato
- 4 Uova
- Sale
- Zucchero
- Pepe Nero in grani
- Olio Extra Vergine d' Olia
- Olio d' Arachidi per friggere

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Dunque, miei prodi aranciofili; rimboccatevi le maniche perché abbiamo del lavoro da svolgere. Per prima cosa, accendete un cero a Santa Rosalia, la protettrice dell’ arancino. In questo modo attireremo su di noi la benevolenza divina e i nostri arancini saranno supremi (era uno scherzo naturalmente, non dovrete accendere alcun cero…e dubito che Santa Rosalia si occupi di arancini O_o). Ok, adesso basta stupidaggini. Cominciate a preparare il ragù: rosolate la carne trita d’ agnello in un cucchiaio d’ olio dove avrete prima fatto appassire una cipolla tritata. Fate rosolare per qualche minuto aggiustando di sale e pepe e sfumate con il vino, facendolo evaporare. A questo punto, aggiungete la bottiglia di salsa, versate ugual quantità d’ acqua e fate sobbollire. Il ragù, come tutti i ragù che si rispettano, dovrà cuocere per ore, mettendo a dura prova la vostra pazienza. Non demordete però, sapete che non vi ho mai deluso. Fatela cuocere per almeno 2 ore, facendola restringere e regolando di sale e zucchero. Verso fine cottura aggiungete il basilico e i piselli e fateli insaporire bene. Spegnete e lasciate raffreddare completamente il vostro bel ragù. Vi consiglio di riassaggiarlo a freddo, perché é lì che si vede la vera consistenza e la giusta sapidità (erano anni che sognavo di usare questa parola !). Alla fine il vostro ragù dovrebbe assomigliare a quello in alto nella mia foto. Adesso prepariamo il riso.

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Fate bollire il riso in acqua non troppo salata e cuocetelo molto. Dovrà avere una consistenza piuttosto collosa per poterlo assemblare bene. Non fate l’ errore di scolarlo al dente o i vostri arancini non prenderanno mai forma. Ok, adesso aggiungete un po’ di zafferano sciolto in un mignolino d’ acqua (unità di misura che sta ad indicare una quantità ridicola d’ acqua). Fate intiepidire il riso ed aggiungete abbondante pecorino grattugiato e una o due uova sbattute. Mescolate bene il riso e lasciatelo raffreddare per benino. A questo punto la parte più difficile: prendete una manciata di riso, appiattitelo tra le due mani bagnate, dandogli una forma un po’ concava. Metteteci una cucchiaiata di ragù d’ agnello e ricoprite con un altro strato di riso appiattito tra le dita. Date loro la forma di una pallotta o, come vuole la tradizione, di una montagnetta (io ho preferito la pallotta). Compattate bene facendo attenzione a non far fuoriuscire il ripieno. Magari mettetene meno se siete in difficoltà. Lo so, vi capisco, anch’ io vorrei metterne una pentolata in ogni arancino, ma vi sono ovvie ragioni logistiche che ce lo impediscono. Fatto ? Ok, adesso immergete gli arancini uno ad uno in un altro paio di uova sbattute con sale. Da qui passatele nel pangrattato e friggetele in olio d’ arachidi bollente.

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Glaaab. Se tutto é andato come previsto, adesso dovreste trovarvi di fronte un esercito di piccole pallette minacciose pronte ad essere mangiate. Beh, non fatele aspettare ! Il nostro momento é arrivato; mangiate e godetene tutti !

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domenica 3 giugno 2012

TARTUFI AL CIOCCOLATO AROMATIZZATO AL RUM, COCCO E CAFFE

 

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Tartufari accaniti, ecco una ricetta semplice e mortale come spesso avviene in questo blog. Siete alla ricerca di qualcosa di goloso ma non sapete esattamente che cosa e vagate senza meta come anime in pena dal frigorifero alla dispensa e dalla dispensa al frigorifero ? Ho quello che fa per voi ! Abbandonate la pigrizia, scendete a comprare un bricchetto di panna se non l’ avete già e tartufiamo !!! E con questo preambolo, che entrino in campo le formazioni !

dosi per 32 piccoli tartufi, considerandolo un violento dessert (violento in senso amichevole ...):
- 400 g di Cioccolato Fondente
- 25 cl di Panna fresca
- Cannella in stecche
- Cocco disidratato
- un bicchierino di Latte di Cocco in polvere
- essenza di Rum
- Cacao Amaro in polvere
- una mezza tazzina di Caffe'


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Per prima cosa tagliate il cioccolato a scaglie o, meglio ancora, se come il sottoscritto disponete di una tecnologica grattugia-formaggio a manovella dell’ Ikea, potete lavarla bene e grattugiare il cioccolato come nella foto qua in alto. A parte scaldate la panna liquida in un pentolino fino a portarla ad ebollizione. Dunque, versate la panna calda sulle scaglie di cioccolato e amalgamate bene. Se avete tagliato il cioccolato molto finemente, questo dovrebbe sciogliersi pressoché all’ istante. A questo punto separate il composto in 3 ciotoline ed in una aggiungete qualche goccia d’ essenza al rum, in un’ altra aggiungete una tazzina di caffè espresso molto concentrato (nel composto a cui aggiungerete il caffè siate meno generosi con la panna, o sarà troppo poco compatto per formare le palline) e nell’ altra del latte di cocco in polvere. Quando avrete un composto omogeneo, lasciatelo raffreddare affinché si compatti un poco. Quando sarà raffreddato formate delle palline con le mani bagnate e rotolatene alcune nel cocco disidratato, alcune altre nella cannella appena macinata e l’ ultima parte nel cacao amaro. Personalmente ho abbinato latte di cocco e cocco disidratato (ma va ??), caffè e cacao amaro e cannella con il rum. Potete sbizzarrirvi e cambiare queste combinazioni e aggiungerne di nuove. Un’ altro ottimo ingrediente in cui rigirare i vostri tartufi è la frutta secca; noci, pistacchi, mandorle, nocciole tritate finemente sono un ottimo involucro per i vostri tartufi ! Ed ora, glaab glaab, mangiate e godetene tutti !

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