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venerdì 20 aprile 2012

fagioli rossi ALLA COLOMBIANA

 

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Cari cow-boys, la ricetta di quest’ oggi è dedicata agli amanti dei film di Bud Spencer e Terence Hill (papi, se ci sei batti un colpo !) dove gli immancabili fagioli stufati sono un must. Non so voi, ma quando se li sbafavano direttamente dalla padella mi davano un’ invidia !! Poi viaggiando ho scoperto che in realtà i fagioli rossi con carne trita di manzo sono una celebrità praticamente in tutto il centro-sud America; questa ricetta viene nientepopodimeno ché dalla Colombia (ringrazio la mia Diana per condividere tanta saggezza) e sono un ottimo piatto unico se accompagnati con del riso o con del pane. Per questa ricetta vale il teorema per cui mangiati il giorno dopo sono ancora più buoni. Che ne dite ? Facciamo entrare le formazioni in campo ?

ingredienti per 4 persone, considerandolo un nutriente piatto unico:
- 250 g di Carne Trita di Manzo
- 250 g di Fagioli Rossi secchi
- 2 Cipolle
- 4 Cipollotti
- una decina di Pomodori Perini belli polposi
- un bicchiere di Vino Rosso
- un paio di rametti di Timo Fresco e profumato
- Sale
- Peperoncino in polvere o fresco tritato (a piacere)
- Zucchero
- Olio Extra-Vergine d' Oliva

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Guardateli, tutti lì allegri nel recipiente che li terrà a mollo per una notte intera ! Sì perché i bastardelli (scusate ma ci vuole) hanno bisogno di un’ eternità per cominciare ad ammorbidirsi e poi vanno comunque cotti per vario tempo. Come direbbe mio fratello, hanno le ossa. Non si prestano quindi ad attacchi di fame improvvisa dove, o mangiate entro i seguenti 10 minuti o collassate sul pavimento. Mangiare fagioli va pianificato con largo anticipo. Bisogna essere freddi calcolatori.  Ma andiamo con ordine; dunque, comprate dei fagioli rossi (o kidney beans dalla loro forma di piccoli renetti), sciacquateli in acqua fredda e lasciateli ammorbidire in acqua tiepida per la bellezza di 12 ore !! Il giorno dopo, o comunque sia, dopo le suddette 12 ore, scolateli, fate bollire una pentola d’ acqua leggermente salata e fateli bollire per un’ oretta circa. A parte, nel frattempo, tritate la cipolla e i cipollotti e fate rosolare il tutto in una padella con 2 cucchiai d’ olio. Aggiungete i pomodori a cubetti e privati della seme e della buccia (siccome sono pigro, leggete la procedura nella pasta alla Norma) e lasciate cuocere qualche minuto a fuoco vivo, aggiustando di sale, zucchero e peperoncino. 

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A questo punto aggiungete la carne trita e fatela rosolare bene. Probabilmente sarà necessario salare un altro po’. Sfumate la carne trita con un buon vino rosso, a voi la scelta. Fatela cuocere una decina di minuti abbassando la fiamma. Quando i fagioli si saranno inteneriti discretamente, scolateli e trasferiteli nella padella insieme alla carne trita e continuate a cuocerli un po’ a fuoco vivo, bagnando con un poca acqua e facendola assorbire bene prima di aggiungerne di nuova. Continuate a cuocere finche’ i fagioli saranno di vostro gradimento in termini di cottura. Mangiateli subito e/o (per me vale di solito ‘e’) il giorno seguente, magari accompagnandoli con del riso in bianco o, da buon italiano, con una piadina o del pane casereccio. Servite e mangiatene tutti. Amen.

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domenica 4 marzo 2012

TIRAMISU AL CIOCCOLATO


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Cari amici, dopo la mia solita pausa di inattività che mi consente di rimettere insieme i pezzi, eccoci tornare con un cavallo di battaglia che ha atteso anche troppo a lungo per poter venire alla luce. Questo puledrino è nientepopodimeno che il nostro beneamato tiramisuuuuuuuuu !!!!! Quante versioni ne avremo provate nella nostra vita ?? Qualcuna irresistibile e indimenticabile, altre meno stellari ma sempre foriere di un sapore amico, casalingo e che, come dice il nome, mette un po’ di colore al termine di una giornata grigia e deprimente. Questa versione alternativa l’ ho scoperta da un libro di Trish Deseine (la dea del dessert) e vede l’ intervento del cioccolato a dare man forte al mascarpone che, poverino, da solo non sarebbe in grado di farcela. E quindi perché non andare a recuperare immediatamente le cose che ci servono per tirarci su ? Che entrino in campo le solite formazioni !
dosi per 8 persone, considerandolo un pericolosissimo dessert, con la famigerata proprietà una-teglia-tira-l'altra:
- circa 30 Savoiardi
- 6 Uova freschissime, appena espulse dalla gallina (in caso non possediate la gallina, fatevene prestare una)
- 500 g di Mascarpone
- 120 g di Zucchero Semolato
- 30 cl di Caffè Espresso
- un goccio di Liquore all' Amaretto
- abbondante Cacao in polvere per la decorazione
- 1 Stecca di Cioccolato Fondente
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E su questo bel primo piano di un albume sbattuto a neve come Dio comanda, vediamo come procedere. Dunque, per prima cosa, separate i rossi d’ uovo dagli albumi per l’ appunto. Operazione in cui ogni tanto mi imbrano, quindi prendetevi anche voi il tempo necessario. In una ciotola, frustate (poveriiiiii) i tuorli con lo zucchero fino a quando non avranno la consistenza di uno zabaione chiaro. Non sbattete troppo o la crema si smonterà. Indi incorporate il mascarpone senza pietà, mescolando con un cucchiaio o ancora con le fruste finche’ il tutto si sarà amalgamato. A parte sbattete a neve la metà degli albumi e incorporateli delicatamente alla cremona al mascarpone con un cucchiaio, mescolando dolcemente dall’ alto verso il basso. Nel frattempo decidete se volete fare tanti piccoli tiramisù individuali o uno o due grandi. Ho postato entrambe le realizzazioni da me effettuate così avrete un’ idea di cosa si stia parlando.
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Trovo la soluzione delle ciotoline/bicchierini individuali particolarmente stuzzicanti. Quando avete deciso, predisponete i contenitori e fate il caffè. Fatelo raffreddare e aggiungeteci un goccio di amaretto. Non abusate o il tiramisù sarà troppo alcolico. Imbevete il primo savoiardo nel caffe corretto e valutate se va bene o se ci vuole più alcol o se va invece diluito in altro caffè. Inzuppate alcuni savoiardi nel caffè da parte a parte e poneteli nei recipienti per il tiramisù a costituire il primo strato. Sul primo strato fate colare tipo cemento la crema sbrodolosa al mascarpone. Sciogliete il cioccolato fondente a bagnomaria e versatene un po’ qua e là per marmorizzare la crema. Glaaab ! Non perdiamo la concentrazione che ci siamo quasi ! Fate dunque un nuovo strato di savoiardi ed un ultimo strato di crema al mascarpone ed aggiungete il rimanente cioccolato sciolto.
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Lasciate rassettare i/il tiramisù in frigo per qualche ora prima di servirlo, cospargendolo solo all’ ultimo momento con il cacao in polvere setacciato in abbondanza al di sopra dell’ ultimo strato. Mangiate e godetene tutti, come sempre !
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lunedì 30 gennaio 2012

ROTOLINI DI SUSHI, NIGIRI E MAKI DI TONNO, SALMONE E AVOCADO


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Miei cari sushivori, e’ giunto il momento, tanto atteso, di sfoderare quest’ asso nella manica che da tempo tenevo in serbo (e anche in croato). Trattasi nientepopodimenoche’ degli amati e coloratissimi nonche’ viscidissimi rotolini giapponesi a base di pesce crudo. Ma non voglio prendermi nessun merito stavolta. Il lavoro sporco l’ ha fatto mio fratello Peppe. anche lui ciappofilo, a cui va tutta la nostra simpatia e riconoscimento in questo momento solenne. Peppe, grazie per la tua maestria nello sfilettamento del pesce ! L’ aggettivo viscidissimi non e’ campato per aria; il mio primo rapporto col sushi non fu dei piu’ poetici. Come molti di voi credo, sulle prime uno non capisce il perche’ del pesce crudo. Poi pero’, ci prende gusto e lo affronta sempre piu’ spesso, dissipando i dubbi iniziali, fino a non poterne piu’ fare a meno. Per altri, immagino, sia invece stato amore a prima vista. Questo prova il fatidico ed emblematico assioma che dice che il palato va educato (lascio l’ interpretazione di questa frase a voialtri, sono disponibile nei commenti per un confronto/affronto). Questa ricetta e’ per voi, dipendenti della sushimania ! Che entrino in campo le formazioni, dunque !
dosi per taanti pezzi di sushi/nigiri/maki (non ricordo quanti, chiedo venia):
- 250 g di riso
- 350 ml d'acqua fredda
- mezzo cucchiaino di zucchero
- mezzo di sale
- un cucchiaio di aceto di riso
- un cucchiaio di salsa di soia giapponese
- 200 g di tranci di Salmone fresco
- 200 g di tranci di Tonno fresco
- 100 g di Gamberi freschi
- pochi fogli di Alghe Nori (no non e' carta carbone, anche se ci assomiglia; sono algheee !)
- 1 Avocado mediamente maturo
- 2 Carote
- 1 piccolo Cetriolo
- Wasabi (salsa iperpiccante a base di rafano killer giapponese) in quantita' ridotta
- Prezzemolo Riccio per la decorazione
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E dopo questa deliziosa carrellata di alcuni tra gli ingredienti principali, vediamo come procedere. Per questa preparazione e’ consigliabile utilizzare del pesce decongelato in quanto questo garantisce lo sterminio di tutti i microbi eventualmente presenti nel pesce fresco. Io ho scritto fresco tra gli ingredienti, ma assicuratevi di congelarlo prima dell’ utilizzo qualora non fosse stato congelato al momento di essere pescato/trasportato. Lavate il riso ripetutamente in abbondante acqua fredda fino a che l’acqua di scolo non risulti quasi trasparente. Questa procedura garantisce che il riso perda gran parte dell’ amido che lo renderebbe altrimenti troppo colloso e molto meno digeribile. Preparate una pentola in cui metterete il riso con 350 ml di acqua fredda, quindi mettete sul fuoco e portate il tutto a ebollizione mescolando continuamente. Una volta che l’ acqua bolle abbassate il fuoco e mettete un coperchio e continuate a mescolare di tanto in tanto finche’ tutta l’ acqua non si sara’ assorbita. A questo punto il riso avra’ raggiunto un grado di cottura piu’ avanzata che non semplicemente al dente, altrimenti sarebbe impossibile assemblare i pezzi di sushi. Toglietelo dal fuoco e lasciatelo raffreddare. Ora preparate un’ emulsione (avevo sempre sognato di usarla questa parola) con l’ olio, l’ aceto di riso, una puntina di wasabi, sale e zucchero, con la quale condirete il riso precedentemente raffreddato. Ora procedete col tagliare le verdure alla julienne e il pesce in parte a fettine per il sushi e in parte a listarelle per i maki e i nigiri.
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A questo punto fate come nella foto qua sopra: prendete i fogli di alga nori, inumiditeli in modo da poterli piegare e stendeteli su un piano da lavoro pulito. Stendete uno strato di riso sull’ alga, distribuendolo in ogni dove. Al centro ponetevi un filetto di pesce per tutta la lunghezza dell’ alga e un paio di filetti di verdure crude. Cercate di assemblare colori diversi in modo tale da rendere i vostri rotolini di sushi piu’ allegri. A questo punto non vi resta che arrotolarli su se stessi fino ad ottenere un cilindro all’ esterno nero (alga), all’ interno bianco (riso) e con un cuore di pesce/verdure. Per le composizioni di nigiri formate con le dita una specie di ellisse o forma allungata di riso, quindi ponetevi al di sopra una fetta di pesce crudo larga e piatta e compattate il tutto con le dita. Per un ultimo tocco di fantasia, preparate i maki arrotolando i rotolini precedentemente preparati al rovescio, cioe’ con riso fuori, alga dentro e cuore di pesce/verdure. Cospargete quindi il riso esterno con semi di sesamo bianchi e tostati. Beh, i vostri antipastini giapponesi sono pronti ! Mangiate e godetene tutti accompagnandoli con del buon the’ verde giapponese o sake !
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lunedì 9 gennaio 2012

GNOCCHI DI PATATE GORGONZOLA E RADICCHIO

 

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Miei cari, oggi un classico dei classici, un evergreen gastronomico che non mi annoio mai di fare o di mangiare: gli gnocchi gorgonzola e radicchio…slaab ! In effetti mi chiedo come abbia fatto ad indugiare fino ad ora per inserirli nel blog, ma va beh, ho solo due mani alla volta. Ebbene si’, trattasi di una bomba cremosa dalle soavi note dolciastre del gorgonzola che si sposano meravigliosamente con le caratteristiche acidule e amarognole del radicchio. In una parola: bombaaa !!! Per chi non li avesse mai provati (esistera’ questo archetipo di persona? mah, dubito), correte a dotarvi del necessario, per chi fosse un fedele accolito della suddetta ricetta, correte a rifarli. Ed ecco, entrare in campo le formazioni:

dosi per 4 persone, considerandolo un nutriente primo piatto, da accompagnare con un antipastino o un leggero secondo:
- 500 g di Gnocchi di Patate (fateli da voi o comprateli)
- 2-3 cespi piccoli di Radicchio Rosso o 1 grande (a seconda della varieta' di radicchio che usate, ma io mi butterei su quello di Treviso)
- 100 g di Gorgonzola Dolce
- 2-3 Scalogni
- un goccio di Latte
- Parmigiano grattugiato a volonta'
- Noce Moscata
- Pepe Nero in grani
- un filo di Olio Extra-Vergine d' Oliva
- Sale

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E sulle note rossastre di questo bel radicchietto mignon che trovai in un supermercato di Londra ai tempi della foto, vediamo come procedere per realizzare questa semplice ma mortale ricetta. Notare che gli gnocchi li ho comprati al supermercato, non li ho fatti io, ma nulla vieta di farli voi stessi, magari prossimamente mi cimentero’ e pubblichero’ la ricetta per la base degli gnocchi di patate, ma per ora chiedo venia e procediamo. Dunque, per prima cosa tritate lo scalogno e saltatelo in padella con un po’ d’ olio d’ oliva. A questo punto tagliuzzate il vostro radicchio e saltate anch’ esso a fuoco vivo con olio d’ oliva, sale e pepe macinato. Dopo 3-4 minuti toglietelo dal fuoco, aggiungete il gorgonzola dolce a tocchetti e lasciatelo sciogliere a fuoco bassissimo con un goccio di latte. Aggiungete la noce moscata macinata. Nel frattempo, mettete a bollire gli gnocchi in acqua leggermente salata. State in campana perche’ entro pochi minuti saranno cotti e saliranno a galla, cercando disperatamente di saltare nella vostra padella gorgonzolosa. Man mano che gli gnocchi salgono a galla, tirateli su con una schiumarola, scrollate l’ acqua in eccesso e versateli nella padella con radicchio e gorgonzola. Mantecate per 1-2 minuti gli gnocchi nella padella mescolando bene con il condimento e abbondante parmigiano grattugiato. A questo punto servite e cospargete con un’ ultima manciata di parmigiano e un pizzico di pepe e noce moscata. Scusate, ma io ho la fissa di ritoccare il piatto finale a livelli maniacali. Chiedo nuovamente venia. E, indi, mangiate e godetene tutti come sempre !

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sabato 7 gennaio 2012

smoothie al mango e latte di cocco

 

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Cari amanti dei cocktail tropicali … un po’ fuori stagione (ma dipende da dove vi troviate) ci tuffiamo in questa semplicissima ricetta rinfrescante e dalle ammalianti note esotiche (wow mi ha fatto venire voglia nuovamente). E mentre vado a prepararmene un altro, procuratevi i seguenti ingredienti:

dosi per 4 bicchierazzi, considerandolo una nutriente merenda in un afoso pomeriggio estivo:
- 1 Mango grande o 2 piccoli
- 120 ml di Latte di Cocco
- il succo di 1 Arancia grande o 2 piccole
- Ghiaccio a volonta'
- Zucchero a gusto (se il mango e' gia' molto dolce, evitate di diabetizzarvi ulteriormente)
- qualche foglia di Menta fresca per guarnire

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Rifatevi gli occhi con questi mangazzi giganti ! La scelta del mango e’ fondamentale: dunque, evitate quelli troppo duri al tatto, 9 su 10 sono acerbi e parecchio insipidi. Buttatevi, invece, su quelli maturi; generalmente le qualita’ piu’ piccole sono piu’ dolci e succose. Esistono manghi piccolissimi e iperdolci che personalmente non ‘sprecherei’ in uno smoothie, quelli danno il meglio di se mangiati cosi’, nature. Quindi cercate un compromesso, un mango buono ma senza esagerare. Poi, ovviamente, il cocktail e’ vostro, usate un po’ quel che vi pare. Passsate al mixer la polpa del mango con il succo d’ arancia e il latte di cocco (comprate quello in lattina che si trova ormai in tutti i supermercati) e aggiustate di zucchero nel caso il mango non sia particolarmente dolce. Triturate anche il ghiaccio e aggiungetelo allo smoothie. Servite in bicchieri individuali, decorando con una fetta di mango fresco e qualche foglia di menta. Ah, la freschezza e’ assicurata. Bevente e godetene tutti !

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giovedì 5 gennaio 2012

BOCCONCINI DI AGNELLO ROGAN JOSH

 

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Gentili telespettatori, lo so, mi sono fatto desiderare fin troppo a lungo dai pochi rimasti a seguirmi…ma sapete che per me questo blog e’ un puro sfogo per la creativita’ e la fame, di spirito e di stomaco. Ed e’ proprio per questo che mi accingo a dare sfogo a questo agnello rogan josh, delizia indiana relativamente meno conosciuta rispetto ad altri piatti. A proposito di India, ci sono stato per la prima volta pochi mesi orsono e sono rimasto sbalordito. Troppe cose da dire in proposito…dovrete essere pazienti ed attendere il vostro turno. Per adesso, beccatevi questo agnellino:

dosi per 4 persone come piatto unico piuttosto pesantuccio, da accompagnare con pane/riso:
- 600 g di Cosciotto d' Agnello disossato
- 1 cucchiaio di Coriandolo in semi
- 1 cucchiaino di Peperoncino in polvere
- mezzo cucchiaino di Zenzero fresco grattugiato
- 6 chiodi di Garofano
- 3 cucchiai di Burro
- 1 tazza di Yoghurt bianco
- mezzo cucchiaino di Noce Moscata grattugiata
- mezzo cucchiaino di Cardamomo pestato
- 3 cucchiaini di Garam Masala
- un pizzico di Zafferano in polvere
- mezza tazza di Panna fresca
- un pugno di Mandorle tostate in scaglie

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Dunque cari discepoli, prendete il vostro cosciotto o spalla d’ agnello e riducetelo a tocchetti, come per uno spezzatino. Se siete degli stakanovisti come il sottoscritto, pelate e scagliate (no, non fuori dalla finestraaa !!!) le vostre mandorle e tostatele in padella voi stessi finche’ saranno leggermente imbrunite. Se invece andate di fretta e non conoscevate il minatore russo, compratele gia’ scagliate e possibilmente tostate. In una padella antiaderente, poi, tostate insieme il peperoncino e i semi di coriandolo. Toglieteli dal fuoco quando avranno preso un po’ di colore e macinate il tutto senza indugio con il vostro pestello di fiducia (se vi ricordate, il mio e’ un mastodonte da 20 kg a cui sono affezionatissimooo). A questo punto fate sciogliere il burro in una pentola e aggiungetevi zenzero tritato e chiodi di garofano, ponendovi dunque anche la carne che farete rosolare per benino da tutti i lati, aggiungendo dopo un paio di minuti peperoncino e coriandolo tostati. Sentite le mefitiche esalazioni infernali chiamarvi a raccolta per godere dei piaceri della carne ? Siete sul cammino giusto. Aggiungete anche noce moscata e cardamomo e indi (ci mancavi) anche lo yoghurt. A questo punto lasciate cuocere qualche minuto (4-8) e aggiungete una tazza d’ acqua all’ intingolo (che splendida parola, credo di non averla mai utilizzata prima….un minuto di silenzio per lei) e lasciate sobbollire per 1 ora circa. Se utilizzerete il coperchio, il piatto risultera’ piu’ cremoso/liquido, senza coperchio sara’ un po’ piu’ asciutto, ai posteri l’ ardua sentenza. A questo punto, e solo a questo punto, unite il garam masala, che non e’ una tecnica ayurvedica, bensi’ una miscela di spezie indiana alla base di molti piatti deliziosi. Fate sciogliere lo zafferano nella panna e unitela all’ agnello. Slaaab. Fate restringere la salsa a fuoco bassissimo per 2-4 minuti. Togliete dal fuoco e cospargete con le mandorle a scaglie. Mentre vi commuovete alla vista di questo piatto, pensate a come consumarlo. Io suggerisco un semplice riso bianco e l’ immancabile pappadam, ma anche un naan fara’ all’ abbisogna, specie se all’ aglio. Mangiate e godetene tutti e soprattutto, bentornati !

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lunedì 30 maggio 2011

ASPARAGI GRATINATI CON PANCETTA E provolone

 

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Miei cari estimatori, quest’ oggi un piatto piuttosto versatile e veloce da preparare, ma non per questo meno gustoso. L’ ho classificato come contorno o come piatto unico; potete farne l’ uso che preferite. Anche colazione o spuntino pomeridiano non starebbe male, adesso che ci penso….E mentre rimugino su questa esilarante scoperta, beccatevi le formazioni in campo:

dosi per 4 persone, considerandolo un nutriente contorno a cui abbinare del pesce o una carne leggera:
- 2 mazzi di Asparagi (circa 20-24)
- 8 fette di Pancetta fresca
- 1 fetta di Provolone a cubetti (100 g)
- una manciata di Pangrattato
- 1 spicchio d' Aglio
- una manciata di Prezzemolo tritato
- una generosa manciata di Pecorino grattugiato
- Sale, Pepe Nero macinato
- un filo d' Olio extra vergine d' Oliva

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Miei prodi, procedete per prima cosa a pelare gli asparagi come da fotografia: con un pelapatate eliminate la buccia esterna lasciando scoperta la parte piu’ tenera del gambo. Siate piu’ conservativi nella parte alta e dateje dentro alla base dell’ ortaggio, dove il gambo si fa piu’ coriaceo. Bene. Sciacquate i vostri asparagi e sbollentateli 5 minuti in acqua leggermente salata.

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Quando li tirerete fuori dovrebbero avere pressapoco questa faccia: ancora elastici ma non coriacei. A questo punto raggruppateli in mazzetti da 3 e avvolgeteli a spirale con una fetta di pancetta. Glaaab. Preparate una teglia da forno, ungetela e adagiatevi i mazzetti impancettati.

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Tagliuzzate un paio di asparagi e disponete i tocchetti ottenuti sopra i mazzetti. A questo punto, il tocco finale: aggiungete il provolone a pezzetti, pangrattato, pecorino, aglio tritato e prezzemolo e terminate con un filino d’ olio.

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Sluuurp ! A questo punto non vi resta che infornare la vostra bella teglia a 200 gradi per 10-15 minuti, finche’ non si sara’ formata un’ irresistibile gratinatura attorno ai vostri mazzetti di asparagi. Questa versione si presta discretamente ad essere un piatto unico (se abbondante ed accompagnata con del pane), ma puo’ anche fungere da contorno se siete parsimoniosi con bacon e formaggio (che follia !). Servite e mangiatene tutti !!

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sabato 28 maggio 2011

BRACIOLINE DI COPPA E COSTINE CARAMELLATE ALLE CINQUE SPEZIE CINESI

 

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Signore e signori, quest’ oggi vi presento un cult, una leggenda senza uguali. Sto parlando delle fantomatiche e inarrivabili costine caramellate cinesi. Glaab. Solo a rivedere la foto in alto mi si annoda lo stomaco per la fame…con le ultime energie prima di entrare in una crisi d’ astinenza da costine cinesi, vi descrivo come realizzare questo piatto cosmico, facendo, come di consueto, entrare le nostre formazioni in campo:

dosi per 4 persone, considerando che, come le ciliegie, una dozzina tira l' altra:
- 24 Costine di maiale (lo so, sono poche...) e un pezzo di Coppa da 500 g
- 2 spicchi d' Aglio
- 1 cucchiaino di Sale
- 1 pezzetto di Zenzero (diciamo 4-5 cm)
- 2 cucchiai di Salsa di Soia Scura
- 2 cucchiai di Miele
- 1 cucchiaio di Vino di Riso Cinese
- 1 cucchiaio di Salsa Hoisin
- mezzo cucchiaino di 5 Spezie Cinesi (potete fare voi la miscela: procuratevi Anice Stellato,  Cannella, Chiodi di Garofano, Pepe del Sichuan, Semi di Finocchio)

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Se, come il sottoscritto, avete avuto problemi a reperire le 5 Spezie Cinesi, procuratevi le singole spezie sopra indicate e ben rappresentate in questa foto del mio mitico pestello. Maciullatele senza pieta’ fino a farne una polvere aromatica che risvegliera’ i morti, ve lo garantisco. Per le porzioni regolatevi voi, ma io suggerisco un cucchiaino di pepe del Sichuan, uno di semi di finocchio, mezzo di chiodi garofano, 2-3 bastoncini di cannella e 3-4 baccelli di anice stellato.

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Bene, siamo a meta’ dell’ opera. Lavate il pestello ora, asciugatelo e pestellate gli spicchi d’ aglio con il sale (puo’ essere sia grosso che fino, non importa).  In un recipiente mischiate sapientemente tutti gli ingredienti: aglio e sale pestati, zenzero tritato finissimo, salsa di soia, salsa hoisin, miele, vino di riso e la miscela di spezie. Tagliate la coppa in bracioline alte 1 cm e mescolatele con le costine nella marinatura, come da foto:

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Coprite bene la carne con la marinatura, coprite con pellicola e mettete in frigo per una notte. Lo so, e’ la parte piu’ difficile, avete tutto il mio appoggio. Ma dovete fare questo sforzo; il giorno dopo il tutto sara’ ancora piu’ memorabile, garantito.

Il giorno seguente, ormai in preda a spasmi incontrollabili, aprite il frigo e saggiate le ventate aromatiche a pieni polmoni. Ottimo. Ora scaldate il forno a 200 gradi. Preparate una teglia piena d’ acqua calda e sistematela nel forno, al piano inferiore. In alto, quando il forno avra’ raggiunto la temperatura di 200 gradi, stendete delicatamente la carne marinata su una griglia e mettetela a cuocere. Ogni 1o minuti togliete la griglia, rigirate la carne e spennellatela costantemente con la marinata avanzata. In 30-40 minuti dovrebbe essere cotta a puntino; lasciate che la marinatura crei un caramello abbustolito intorno alla carne. Glaaaab, non ce la faccio piu’, devo andare a nutrirmi… Servitele ardenti accompagnate da riso bianco e verdure saltate. Mangiate e godetene tutti alla mia salute !

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sabato 21 maggio 2011

GARGANELLI AL RAGU’ DI VITELLO CON UVETTE E PINOLI

 

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Cari golosoni, il piatto di quest’ oggi e’ piuttosto particolare e sono sicuro che vi lascera’ a bocca aperta, affinche’ possiate mangiarne ancora e ancora e ancora. L’ ho riscoperto in uno dei miei mille libri e devo dire che e’ assolutamente all’ altezza dei palati piu’ esigenti; originale, relativamente a buon prezzo e goloso, questi tenaci garganelli si prestano a qualsiasi evenienza. Ecco lo sapevo, faaameeee ! Va beh dai, pensiamo ad elencare le formazioni in campo … che e’ meglio:

dosi per 4 persone, considerandolo un primo piatto rinforzato a cui associare al massimo un antipastino leggero e un dessert:
- 400 g di Garganelli
- 350 g di Polpa di Vitello tritata
- 1 Carota
- 1 gambo di Sedano
- 1 Cipolla
- 1 tazzina di Marsala
- 40 g di Uva Passa
- 30 g di Pinoli
- 70 g di Burro
- Olio Extra-vergine d'Oliva
- un mazzetto di Maggiorana o Finocchietto selvatico
- Peperoncino
- Sale

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Carissimi, questo piatto non ve lo scorderete facilmente, uomini/donne avvisati, mezzi salvati: per prima cosa rosolate nel burro il soffritto in bella vista della foto in alto. Fatelo rosolare bene finche’ i suoi olezzi si saranno sparsi per tutta la campagna. Indi (mi mancavi vecchio mio) aggiungete la carne trita e continuate a rosolare a fuoco vivo, sfumando con il Marsala. Se necessario (se il soffritto si sta seccando troppo o si attacca), aggiungete una mestolata d’ acqua.

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Fate cuocere il soffritto per 20-30 minuti abbassando il fuoco dopo che avrete versato il Marsala e sfumato. A parte, mettete a mollo l’ uvetta in acqua fredda per qualche minuto per farla rinvenire dal suo sonno profondo. Lavate, asciugate e triturate la maggiorana/finocchietto e aggiungetela al ragu’ con le uvette triturate. Aggiustate di sale e peperoncino e continuate imperterriti a cuocere per altri 10 minuti. A questo punto cuocete i garganelli, scolateli e conditeli con il ragu’ di vitello, spolverizzando ancora con qualche fogliolina aromatica e condendo con i pinoli. Glaaab !Saltate la pasta per 1 minuto in una padella per far si’ che il condimento si amalgami (che paroloni oggi…) bene. Madonna santa sto svenendo solo a scrivere queste cose…. Servite e godetene tutti come di consueto …

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sabato 14 maggio 2011

CIOCCOLATA CALDA AL GIANDUIA

 

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Carissimi, chi di noi sentendo la parola ‘cioccolata calda’ non è riportato con la mente a un’ epoca in cui non esistevano preoccupazioni, non esistevano problemi, tutto era più bello e divertente e ogni cosa aveva un sapore molto più vero ? Beh, che ci crediate o no, questo è ancora l’ effetto che mi fa bere una cioccolata calda bella densa e ricca, meglio se preparata artigianalmente, e meglio ancora se davanti a un caminetto d’ inverno. Eh, i sapori di una volta ! Impareggiabili ! E con un sospiro nostalgico andiamo a vedere come preparare questa ghiottoneria senza precedenti. Che entrino in campo le formazioni !!  

dosi per 2 cioccolate, considerandolo un dessert piuttosto mattonellico, perfino per il sottoscritto:
- 75 g di Gianduiotti (glaaab!) a pezzetti
- 1 cucchiaino di Zucchero (potete anche evitarlo visto che i Gianduiotti sono gia' zuccherati)
- mezza bustina di Vanillina per dolci
- 30 cl di Latte fresco
- 15 cl di Panna liquida
- per decorare: ciuffetti di Panna Montata e scaglie di Cioccolato/Gianduiotto

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Cari fanatici della cioccolata, procedete come indicato: fate sciogliere i gianduiotti a bagno maria in una casseruolina. Versate lentamente il latte e cominciate a mescolare, quindi il resto degli ingredienti, sempre mantenendo la cioccolata cremosa ed evitando i grumi. A parte frustate la panna (povera !) e create qualche ciuffo di panna montata, adagiandolo dolcemente sulla superficie lasciva della cioccolata. Terminate di decorare con scaglie di cioccolato e servite bollente. Glaaab …… fatemi sapere poi se e’ stata di vostro gradimento. Godete e mangiatene tutti come sempre !

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