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domenica 3 giugno 2012

TARTUFI AL CIOCCOLATO AROMATIZZATO AL RUM, COCCO E CAFFE

 

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Tartufari accaniti, ecco una ricetta semplice e mortale come spesso avviene in questo blog. Siete alla ricerca di qualcosa di goloso ma non sapete esattamente che cosa e vagate senza meta come anime in pena dal frigorifero alla dispensa e dalla dispensa al frigorifero ? Ho quello che fa per voi ! Abbandonate la pigrizia, scendete a comprare un bricchetto di panna se non l’ avete già e tartufiamo !!! E con questo preambolo, che entrino in campo le formazioni !

dosi per 32 piccoli tartufi, considerandolo un violento dessert (violento in senso amichevole ...):
- 400 g di Cioccolato Fondente
- 25 cl di Panna fresca
- Cannella in stecche
- Cocco disidratato
- un bicchierino di Latte di Cocco in polvere
- essenza di Rum
- Cacao Amaro in polvere
- una mezza tazzina di Caffe'


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Per prima cosa tagliate il cioccolato a scaglie o, meglio ancora, se come il sottoscritto disponete di una tecnologica grattugia-formaggio a manovella dell’ Ikea, potete lavarla bene e grattugiare il cioccolato come nella foto qua in alto. A parte scaldate la panna liquida in un pentolino fino a portarla ad ebollizione. Dunque, versate la panna calda sulle scaglie di cioccolato e amalgamate bene. Se avete tagliato il cioccolato molto finemente, questo dovrebbe sciogliersi pressoché all’ istante. A questo punto separate il composto in 3 ciotoline ed in una aggiungete qualche goccia d’ essenza al rum, in un’ altra aggiungete una tazzina di caffè espresso molto concentrato (nel composto a cui aggiungerete il caffè siate meno generosi con la panna, o sarà troppo poco compatto per formare le palline) e nell’ altra del latte di cocco in polvere. Quando avrete un composto omogeneo, lasciatelo raffreddare affinché si compatti un poco. Quando sarà raffreddato formate delle palline con le mani bagnate e rotolatene alcune nel cocco disidratato, alcune altre nella cannella appena macinata e l’ ultima parte nel cacao amaro. Personalmente ho abbinato latte di cocco e cocco disidratato (ma va ??), caffè e cacao amaro e cannella con il rum. Potete sbizzarrirvi e cambiare queste combinazioni e aggiungerne di nuove. Un’ altro ottimo ingrediente in cui rigirare i vostri tartufi è la frutta secca; noci, pistacchi, mandorle, nocciole tritate finemente sono un ottimo involucro per i vostri tartufi ! Ed ora, glaab glaab, mangiate e godetene tutti !

lunedì 28 maggio 2012

PORTAFOGLI DI VITELLO CON PROVOLONE, PROSCIUTTO E SALVIA

 

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Amici stimati, la ricetta di quest’ oggi è tanto semplice quanto mortale. Munitevi di una buona carne di vitello, del buon provolone dolce o piccante che sia, del prosciutto crudo di buona qualità e della salvia profumata e il gioco è fatto ! Semplice, no ? Senza perderci in troppe smancerie oggi, andiamo subito a preparare questa prelibatezza che ho fameeeeee !!! Che entrino in campo le formazioni, e in fretta !

dosi per 4 persone, considerandolo un secondo piatto dotato della famigerata proprietà della ciliegia. Uno ne tira una camionata !
- 8 fettine di Fesa di Vitello (4 grandi da battere e tagliare a metà)
- 8 fette di Prosciutto Crudo
- 200 g di Provolone dolce o piccante (lascio scegliere a voi, visto come sono bravo ?)
- abbondanti foglie di Salvia
- un paio di ramoscelli di Rosmarino
- poca Farina
- mezzo bicchiere di Vino Bianco Secco o Marsala
- Sale
- Pepe Nero in grani
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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E su questa bella foto degli ingredienti principali, andiamo a vedere il procedimento. Intanto va detto che per questa ricetta potete utilizzare anche fettine di lonza di maiale o di tacchino, tagliate altrettanto sottili. Siccome, però, era da un pezzo che non usavo il vitello, ho deciso di lasciarmi andare alla scioglievolezza del suddetto. A voi l’ ardua scelta, io continuo con i miei portafogli, che ne ho proprio bisogno, in tutti i sensi ! Dunque, se le vostre fette di fesa sono spesse e grandi, non entrate in panico; tagliatele a metà e battetele fino a farle dello spessore adatto per essere arrotolate senza dover chiamare la Protezione Civile. Disponete su ogni fetta di vitello qualche foglia di salvia, una fetta di prosciutto crudo e qualche fettina di provolone. Sluuurp ! Adesso la parte più delicata, fatta la quale, é tutto in discesa. Arrotolate le scaloppine di vitello o semplicemente piegatele su se stesse da entrambi i lati, facendo ben attenzione a che non vi siano buchi da cui possa scappare il formaggio. Sarebbe un vero peccato. Se tutto è andato come previsto, dovreste avere qualcosa che assomigli vagamente alla foto qui in basso.

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Assicurate i portafogli (anche quelli veri, mi raccomando) con degli stuzzicadenti, almeno un paio per ogni creatura. In alternativa potete usare refe da cucina (avevo sempre sognato di dirlo !). Che dire ? Non ci resta che cuocerli adesso ! Passate i portafogli (non è un tentativo di rapina, lo giuro) nella farina e rosolatevi in una padella con poco olio. Sfumate col vino bianco, salate e pepate e aggiungete il rosmarino. A questo punto abbassate la fiamma, bagnate con poca acqua e cuocete coperto per una ventina di minuti, finché le scaloppine saranno cotte a puntino e il vostro ripieno …. scioglievole e tentatore. Servite immediatamente e godetene tutti come di consueto !

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domenica 27 maggio 2012

BOLITAS DE MADURO (bocconcini fritti di platano)

 

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Cari miei seguaci fedeli, quest’ oggi vi propongo un delizioso antipastino colombiano molto originale per rimpiazzare bruschette e affettati quando volete colpire i vostri commensali con qualcosa di esotico e meno scontato. Come nel caso dei patacones abbiamo visto come in realtà la banana, nella sua forma di platano si presti alla perfezione per la preparazione di gustosi piatti salati che la fanno da padrone nelle cucine del sud-est asiatico, dell’ Africa e dell’ area caraibica. Insomma, nel tempo ho sviluppato una sorta di amore “platanico” (se mi passate il gioco di parole) per questo nobile frutto. Che ne dite dunque ? Facciamo entrare in campo le formazioni ?

dosi per 4 persone, considerandolo un esotico antipastino per introdurre un' ammaliante cena etnica:
- 2 Platani maturi gialli (non verdi, gialli)
- 1 Uovo sbattuto
- 2 cucchiai di Burro
- 2 cucchiai di Farina
- 2 cucchiai di Formaggio grattugiato (a voi la scelta, io ho usato del parmigiano ma potete provare con altri tipi e farmi gentilmente sapere l’ esito)
- Zucchero
- Olio di Semi d' Arachidi per friggere

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Cari platanivori, fate bollire i platani in acqua non salata con la loro buccia finché non saranno molli a sufficienza da poterli schiacciare con una forchetta e farne una sorta di marmellata (vedi foto sopra). Mescolate il purè di platano con gli altri ingredienti (formaggio, uovo, farina, zucchero) e lavorateli per amalgamarli bene. A seconda della consistenza dei platani potreste aver bisogno di più o meno farina, quindi, a mio giudizio, partite con poca e, in caso sia necessaria, aggiungetene un altro cucchiaio. Formate con le palme (non quelle da cocco stavolta) delle mani leggermente unte delle palline e lasciatele scivolare in una padella d’ olio bollente. Lasciatele friggere finché non saranno belle dorate e servitele caldissime per aprire una voragine nello stomaco dei vostri commensali. Glaab. Mangiate e godetene tutti !

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domenica 20 maggio 2012

GNOCCHI DI PATATE GRATINATI CON POMODORINI E MOZZARELLA DI BUFALA

 

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Cari amici, quest’ oggi vi propongo un piatto che dovete assolutamente provare per la sua italianità. Questo connubio di colori e sapori tipici delle nostre sponde ha pochi eguali nel panorama gastronomico italiano, credetemi. E’ stato amore a prima vista, quando adocchiai questa ricetta anni e anni orsono su una rivista che circolava in casa. Naturalmente potete fare da voi gli gnocchi, ma visto che, personalmente, il tempo che mi rimane per cucinare é piuttosto limitato, ho preferito utilizzare gnocchi di patate già pronti che, comunque, fanno la loro sporca figura :). Che ne dite, facciamo entrare le formazioni in campo ?

dosi per 4 persone, considerandolo un mortale primo piatto a cui abbinare una settimana di digiuno (no scherzo, un antipastino leggero o del pesce andranno benissimo)
- 600 g di Gnocchi di Patate
- 400 g di Pomodorini freschi
- 400 g di Mozzarella di Bufala
- abbondante Basilico
- 1 dl di Panna da cucina
- Grana grattugiato
- una noce di Burro
- una manciata di Pangrattato
- 1 spicchio d' Aglio
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Sale
- Zucchero
- Pepe Nero in grani

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Dunque, per prima cosa, lavate i pomodorini e tagliateli a metà. Fate soffriggere l’ aglio in padella con un cucchiaio o due d’ olio e aggiungete i pomodorini e il basilico spezzettato. Fate cuocere a fiamma viva per qualche minuto, aggiustando di sale, pepe e zucchero. Tendenzialmente lo zucchero potrebbe non essere necessario a seconda del grado di acidità dei vostri pomodorini, regolatevi. Dopo 5-6 minuti togliete dal fuoco. A parte tagliate la mozzarella di bufala e fatela sgocciolare affinché non annacqui la preparazione. Nel frattempo cuocete gli gnocchi in acqua salata, scolateli e versateli nella padella con il sugo di pomodorini; aggiungetevi anche la mozzarella a cubetti, la panna e mescolate bene. Lo so, vorreste già mangiarli così, ma sarebbe troppo facile; dovrete soffrire qualche altro minuto, ma, come sempre, ne sarà valsa la pena, credetemi.

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Predisponete una pirofila da forno ed imburratela bene in ogni angolo, spolverizzandola poi con del pangrattato. A questo punto, versate gli gnocchi nella pirofila, cospargendoli con una manciata di grana grattugiato e una macinata di pepe. Se avete fatto tutto come descritto e avete resistito fino a questo punto, dovreste avere qualcosa che ricordi la foto qua in basso.

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Dulcis in fundo, Infornateli a 200 gradi per circa dieci minuti, facendo abbrustolire per bene la superficie. Glaaab ! Lasciate rassettare (é l’ ultimissimo sacrificio che vi chiedo, ve lo prometto!) e mangiate e godetene tutti !!

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sabato 19 maggio 2012

FAGIOLINI AL BURRO E ACCIUGHE

 

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O anche chiamati più comunemente “alla genovese”, questa semplicissima ricetta vi solleverà dall’ arduo compito di pensare un contorno per la vostra cena. Alle volte ci piacciono le cose elaborate, ma tante altre, invece, nulla é impagabile tanto quanto una sana ricetta tradizionale, senza fronzoli e dall’ effetto assicurato, vero ? Beh, non mi perdo in altre vane chiacchiere ed elenchiamo subito in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un gustoso contorno a cui abbinare un degno secondo piatto:
- 600 g di Fagiolini freschi
- 3 Acciughe sotto sale
- Prezzemolo a volontà
- 2 spicchi d' Aglio
- 30 g di Burro
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Sale fino
- Pepe Nero in grani
 

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Su questa carrellata di ingredienti, andiamo a descrivere il procedimento che in questo caso é così semplice che mi vergogno perfino di chiamarlo “procedimento” ! Se usate fagiolini freschi come il sottoscritto (non che io sia fresco, però ho usato fagiolini freschi O_o), lavateli bene, privateli delle estremità e bolliteli per 8 minuti in acqua leggermente salata.  Lavate le acciughe sotto sale con acqua corrente, asciugatele, privatele delle lische e soffriggetele nel burro e un cucchiaio d’ olio con l’ aglio tritato finemente. Quando l’ aglio comincerà ad assumere un bel colorito dorato e le acciughe inizieranno a sciogliersi, aggiungete i fagiolini e saltateli qualche minuto, mescolando bene affinché si insaporiscano come Dio comanda. A questo punto aggiungete abbondante prezzemolo tritato e aggiustate di sale e pepe. Serviteli caldissimi accompagnando piatti di carne o di pesce o anche come antipasto. Mangiate e godetene tutti !

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domenica 13 maggio 2012

MACCHERONI AL TORCHIO ALLA CARBONARA

 

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Cari amici, quest’ oggi uno dei piatti in assoluto più classici del panorama gastronomico italiano. Dal momento che, per l’ appunto, è un classico dei classici, potreste sbizzarrirvi a renderlo originale facendo una carbonara con qualche formato di pasta particolare. Io avevo in casa dei maccheroni al torchio rimasti dal giorno prima … e qual miglior modo di impiegarli se non in questa semplice ricetta che non manca mai di appassionare qualsiasi palato ? E quindi invitiamo subito in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un primo piatto molto ricco a cui abbinare magari un antipasto o un secondo leggeri:
- 400 g di Maccheroni al Torchio
- 4 Uova
- 150 g di Guanciale o Pancetta a tocchetti
- abbondante Pecorino grattugiato
- Basilico o Prezzemolo tritato (facoltativo)
- abbondante Pepe nero macinato
- Sale

Per prima cosa, cari i miei prodi, fate soffriggere il guanciale/pancetta in un filo d’ olio d’ oliva. Nel frattempo preparate la pasta. Il condimento a  base d’ uovo va difatti preparato all’ ultimissimo momento, a freddo. Quando la pasta è quasi al punto, sbattete le uova. C'è chi usa solo i tuorli e c'è chi usa le uova intere. Io solo per le uova intere, ma lascio a voi questa scelta di vita. Aggiungete alle uova sbattute abbondante pepe macinato e una generosa manciata di pecorino. Scolate la pasta e conditela con il guanciale e l’ uovo, mantenendo opportunamente da parte una mestolata d’ acqua di cottura della pasta che potrebbe servire per rendere più fluido il condimento, qualora fosse necessario. Mantecate velocemente la pasta, aggiungete un tocco di basilico o prezzemolo tritato se vi aggrada (a me aggrada eccome) e servitela immediatamente, cospargendo i piatti con altro pecorino. L’ idea è che l’ uovo non si cuocia, ma rimanga semi crudo. Per questo dovete essere svelti e mescolare la pasta non più sul fornello, altrimenti l’ uovo si solidificherebbe e perdereste la mitica cremosità della carbonara. Facile, no ? Mangiate e godetene tutti !

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domenica 6 maggio 2012

STINCO GLASSATO ALL’ ARMAGNAC

 

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Miei prodi seguaci, ecco una ricetta che lessi anni e anni fa su una rivista di cucina e che vi voglio proporre quest’ oggi, in un’ uggiosa giornata olandese (nel frattempo mi ero trasferito in Olanda, ve l’ avevo detto ? Mmm…mi sa di no O_o). Già perché niente ti tira su il morale più di un sano stinco al forno fatto come Dio comanda. Questa ricetta è particolarmente gustosa in quanto si provvede a formare una crosticina glassata sulla carne e ad accompagnare il tutto con una salsa mozzafiato. Vi ho fatto venire fame ? Allora elenchiamo le formazioni in campo, perdinci bacco !

dosi per 4 persone considerandolo un secondo piatto corposo degno di un bis e un tris:
- 2 Stinchi di Maiale precotti (in alternativa potete provare con quelli crudi)
- un bicchiere di Vino Bianco
- un bicchierino di Armagnac (un tipo di Brandy originario della Guascogna)
- 2 cucchiai di Miele
- la Scorza di un' Arancia
- qualche Chiodo di Garofano
- 1-2 cucchiaini di Curry in polvere
- 1 cucchiaio di Senape dolce
- mezzo cucchiaino di Paprika dolce
- 1 cucchiaino di Fecola
- un pezzettino di Zenzero fresco
- Sale
- Pepe Nero in grani

Dunque, se usate uno stinco precotto come ho fatto io, estraetelo dal sacchetto, lavatelo ed eliminate la gelatina che lo ricopre qua e là. Mettetelo dunque in una casseruola in forno a 200 gradi bagnandolo costantemente con del vino bianco per mantenerlo umido. In tutto fatelo cuocere almeno una quarantina di minuti. A parte preparate la salsa killer (perché’ è troppoooo buonaaaa) grattugiando lo zenzero fresco e mescolandolo con paprika, curry e pepe macinato. In una ciotolina a parte fate sciogliere e amalgamare il miele, la senape e l’ Armagnac; grattugiateci dentro la scorza d’ arancia e unite e mescolate le altre spezie precedentemente preparate. Dopo circa 20 minuti di cottura, tirate fuori gli stinchi dal forno e infilatevi una manciata di chiodi di garofano in profondità. Dunque spennellate con la salsa preparata e rimettete in forno. Ogni 5-10 minuti tirate fuori gli stinchi, rigirateli e spennellateli di continuo affinché si formi la glassa. Quando gli stinchi saranno cotti a puntino, tirateli fuori, filtrate la salsa in eccesso e fatela addensare in un pentolino scaldato, aggiungendo un po’ di fecola di patate. Potete accompagnare lo stinco con delle ottime patate al forno per esempio, o qualsiasi altro contorno vi venga in mente. Variante: potete glassare allo stesso modo altri tipi di carne, perché non provare per esempio con un bel blocco di prosciutto cotto o spalla di maiale ? Beh, servite tutto bello caldo e godetene tutti !

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martedì 1 maggio 2012

CURAҪAO SCUBA DREAM

 

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Carissimi, appena tornato dalla suddetta isola (Curaçao, guardate la foto più in basso e non odiatemi, vi prego) non potevo fare rientro senza una bottiglia dell’ omonimo liquore, ottimo per i dolci (quello trasparente) ma soprattutto per i cocktail nella versione blu elettrico. Piccola nota storica, il curaçao si ricava dalla macerazione delle scorze di una qualità di arancia amara importata dagli spagnoli nel ‘500 ed è disponibile più o meno in tutti i colori. Avete mai sentito parlare dell’ Angelo Azzurro ? Ecco, si fa col curaçao ! Questa semplicissima ma squisita ricetta è una mia personale alterazione (incluso l’ immaginifico nome di battesimo che gli ho affibbiato) del Cyclone Attack, cocktail più o meno famoso noto agli addetti ai lavori. Beh, andiamo ad elencare le formazioni in campo ?

dosi per 4 bicchieri, tenete conto che uno tira l'altro !
- 100 cl di Blue Curaçao
- 50 cl di Succo di Lime ( più uno per le decorazioni)
- 50 cl d'Acqua
- 100 g di Zucchero (o a gusto)
- Ciliegine da cocktail a volontà
- Ombrellini ? Mah si dai ...

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Spremete i lime e allungate il succo con l’ acqua fredda. Aggiungete lo zucchero e fate sobbollire in un pentolino per qualche minuto. Lasciate raffreddare il succo. Quando sarete pronti per servire, versate abbondanti cubetti di ghiaccio e ciliegine sul fondo dei bicchieri e distribuitevi il succo di lime. Aggiungete il curaçao, una fetta decorativa di lime, un ombrellino e il gioco è fatto ! Nota bene: se non mischiate, succo di lime e curaçao non si mescoleranno, dando un gradevole effetto sfumato dal bianco-giallino al blu elettrico. Se invece mescolate come ho fatto io, il blu elettrico del liquore sarà stemperato in un azzurro molto simile al colore del mare della foto. ;) Bevete alla mia salute !

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domenica 29 aprile 2012

LASAGNE ALLA BOLOGNESE

 

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Miei stimati mangioni, quest’ oggi presentiamo una ricetta che ho inspiegabilmente tardato fino ad oggi a proporvi (imperdonabile davvero). Una ricetta che è il nostro inno nazionale, in Italia quanto all’ estero. Un emblema, più che un piatto.Credo che qualcosa di più italiano di cosi non si poteva trovare ! Vi parlo nientepopodimeno ché delle lasagne con ragù alla bologneseee !!!! Non ho la presunzione di proporvi la ricetta DOC (se anche ne esistesse una), ma la versione che ho imparato da mia madre (la Santa Mamma Maria) e che il mio palato ha imparato ad apprezzare da subito. Spero piaccia anche a voi, perché vado subito a chiamare in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un piatto unico da mangiare in abbondanza, o un primo piatto se avete pianificato altre delizie:
- 125 g di Lasagne secche o fresche (personalmente preferisco le seconde, per le ragioni che vi spiegherò)
  200 g se volete aggiungere uno strato intermedio
- 400 g di Passata di Pomodoro
- 500 g di Carne trita di Manzo
- 2 Cipolle grandi
- 2 Carote grandi
- 2 costole di Sedano
- mezzo bicchiere di Vino Rosso
- 1 Mozzarella o Scamorza (anche in questo caso preferisco la seconda, in quanto rilascia meno liquidi)
- 100 g di Prosciutto Cotto
- abbondante Parmigiano Grattugiato
- 2 bicchieri di Latte
- Farina secondo necessità
- 50 g di Burro
- Pepe Nero in grani
- Noce Moscata
- Sale fino
- Zucchero
- Olio Extra-Vergine d'Oliva

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E dopo questa carrellata infinita di ingredienti, mettiamoci al lavoro. Non vi spaventate; con l’ aiuto del nostro blog le lasagne saranno senz’ altro più semplici. Per prima cosa precisiamo un paio di cose a cui accennavo. Fresche o secche le lasagne ? Dunque, potendo scegliere quelle fresche, il mio consiglio è, fatelo ! Vi semplificherà la vita notevolmente, senza però danneggiare in alcun modo il sapore, anzi ! Difatti, cuocere una ad una le lasagne secche in acqua bollente e calcolare quando tirarle fuori in modo tale che non siano ne troppo ne’ troppo poco cotte una volta estratte dal forno, sono difficoltà che scoraggerebbero molti.  Niente paura, le lasagne fresche, ormai disponibili praticamente ovunque vi verranno in aiuto. Secondo punto da precisare. Quanti strati ? Ne ho viste con 3, 4,5 e chi più ne ha più ne metta. Personalmente trovo che troppi strati di pasta e meno condimento rendano il piatto meno appetibile, quindi io sarei per 2, massimo 3 strati di pasta. Si, avete sentito bene, 2. Spesso faccio delle lasagne relativamente sottili come quelle della mia foto con 2 strati di pasta appena e una superficie croccante per persona di gran lunga superiore. A voi la scelta. Ed ora, cominciamo. Preparate il ragù facendo soffriggere in un paio di cucchiai d’ olio extra vergine d’ oliva cipolla, carote e sedano tritati finemente. Una volta rosolati aggiungete la carne trita, alzate la fiamma a sfumate con il vino rosso. Aggiungete la passata di pomodoro con una quantità uguale d’ acqua e lasciate cuocere per almeno 1 ora e mezza o 2. Lo so che è noioso vedere una salsa cuocere senza poter fare altro che aspettare. Lo so, vi capisco e sono con voi, ma più tempo aspetterete, più il vostro ragù sarà degno di nota. Di tanto in tanto, man mano che la salsa si asciugherà. aggiungete altra acqua. Spegnete quando la salsa avrà raggiunto la consistenza che più vi piace; a me personalmente piacciono le salse belle dense, e a voi ? Alla fine aggiustate di sale, pepe e zucchero e lasciate raffreddare.

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Tanto per la cronaca, ecco le tre fasi del mio mitico ragù. Passiamo dunque alla seconda fase; la preparazione delle lasagne. Scegliete una o più teglie che avranno l’ onorevole ma oneroso compito di accompagnare le lasagne nel forno. Fatto ? Bene, ora prepariamo la besciamella. Fate fondere il burro a bagnomaria, aggiungetevi il latte e setacciatevi la farina continuando a mescolare con l’ altra mano. Non fermatevi o formerà terribili grumi che distruggeranno l’ esito delle vostre lasagne. No, scherzo, non sarebbe una tragedia, ma una consistenza setosa della besciamella è comunque più palatabile. Bene, aggiustatela di sale, pepe e noce moscata e versatene un cucchiaio sul fondo di ogni teglia. Versate anche un cucchiaio o due di ragù e distribuiteli bene in tutti gli angoli.

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A questo punto distribuite il primo strato di lasagne fresche, una accanto all’ altra, evitando sovrapposizioni ma cercando di non lasciare buchi. Si, più o meno vi sto chiedendo di fare un mosaico lasagnoso. Indi (non vi mancava ??), cospargete abbondante ragù (stendendolo bene) e bombardate con pezzetti di mozzarella/scamorza e prosciutto.

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Stendete il secondo strato di lasagne o, se preferite 3 strati, ripetete l’ operazione altre due volte. Il concetto è che, dopo mozzarella e prosciutto, dovreste ricoprire con un altro strato di lasagne (il secondo ed ultimo per me) e stendere un ultimo strato di ragù accompagnato da altra besciamella qua e là (personalmente preferisco essere parsimonioso con la besciamella, per questioni di gusto, ma, se credete, siate di manica più larga che la mia e mettetecela anche dentro). Sopra di esso grattugiate abbondante parmigiano e versatevi un filo d’ olio e una grattugiata di noce moscata.

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Adesso infornate le lasagne a 180-200 gradi fino a che la superficie avrà formato una crosticina bruna che vi inviterà a lasciare dietro di voi gli affanni della vita e ad abbracciarla in un avvinghio morboso. Resistete. La regola infatti vuole che, una volta cotte, le lasagne andrebbero lasciate rassettare per una decina di minuti e più. So che ciò che sto per dire ha dell’ incredibile ma…ne vale la pena ! Addirittura rientrano tra quei piatti a mio modesto giudizio che, mangiati il giorno seguente, sono ancora più buoni. Beh, spero di essere stato sufficientemente chiaro e….mangiate e godetene tutti !!

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domenica 22 aprile 2012

FRITTATINE DI ZUCCHINE

 

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Cari seguaci, questa ricetta viene dal saggio bagaglio culturale di Mamma Maria, e la riporto tale e quale con tanti preziosi consigli dettati dalla sua e dalla mia esperienza, da centinaia di crocchette venute male e dalla perseveranza e dai trucchi imparati dopo tanti errori. Trattasi di un ottimo antipasto che segue la celebre legge delle ciliegie; una ne tira altre cento. Quindi regolarsi sulle dosi o porre un tetto limite ad ogni commensale. Detto ciò, andiamo ad evocare le formazioni in campo:

dosi per una ventina di frittatine, un robusto antipasto per 4 persone:
- un paio di Zucchine piuttosto grandi o 4-5 più piccole
- 1-2 Uova
- un cucchiaio o due di Farina
- 2 spicchi d'Aglio
- abbondante Prezzemolo tritato
- Sale
- Pepe Nero macinato
- Olio d'Arachidi per friggere

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Dunque, prendete le vostre zucchine e, come da foto, tritatele molto finemente. Più fini le triterete, migliore sarà il risultato, quindi non siate pigri e datevi da fare. Cercate di scegliere delle zucchine ragionevolmente dolci e non troppo grandi in quanto quelle troppo grandi tendono ad essere più amarognole e a contenere più acqua, la quale, come vedremo, é la grande nemica di questa ricetta.  Difatti, dopo aver tritato le zucchine dovrete metterle in uno scolapasta e comprimerle con un piatto fondo e un peso sovrastante (un batticarne andrà benissimo) affinché rilascino buona parte dell’ acqua che contengono. Cercate di lasciarle almeno un’ oretta o finché non espelleranno più acqua. Detto fatto, trasferitele in una ciotola con un uovo sbattuto o due (vedete voi, dovranno essere sufficientemente coese per dar loro una forma a crocchetta), facendo attenzione a non eccedere con le uova. Aggiungete anche un cucchiaio o poco più di farina e amalgamate bene il tutto a dare un impasto coeso a cui potrete dare forma. Aggiustate di sale e pepe. Aggiungete anche dell’ aglio e del prezzemolo tritati per dare un po’ di profumo.

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A questo punto scaldate dell’ olio d’ arachidi in una padella e quando avrà raggiunto la temperatura giusta lasciatevi cadere una cucchiaiata abbondante di composto di zucchine, schiacciandolo leggermente per appiattirlo. Friggeteli ad uno ad uno fino a dorarli bene e serviteli ancora belli caldi. Slaaab. Mangiate e godetene tutti alla salute di Mamma Maria !

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