Cosa stai cercando ?

venerdì 5 novembre 2010

LINGUINE ALLE ACCIUGHE E PANE FRITTO

 

IMG_2195

Ecco amici miei un piatto che vi salverà tutte le volte che, come la notte scorsa, non avevo voglia di spadellare alla grande. Cinque minuti di orologio e realizzerete un piatto economico, gustoso e senza troppi fronzoli. Adatto insomma a tutte quelle situazioni ordinarie in cui non è richiesto un piatto da 12 stelle Michelin. E poi sto conservando gli assi nella manica per l’ imminentissimo compleanno del blog ! Ah non lo sapevate ? Beh stay tuned !!Tornando alla ricetta, non è nel mio classico stile proporvi preparazioni di questo tipo, ma vi assicuro che ne sarà valsa la pena. Tante volte le cose più veraci e autentiche hanno un sapore tutto particolare… e di veracità in questo piatto ne abbiamo da vendere ! Che entrino in campo le formazioni :

dosi per 4 persone, considerandolo un primo piatto relativamente leggero da accompagnare con un ghiotto secondo:
- 400 g di Linguine
- 16 Filetti di Acciughe sott' Olio
- 2 spicchi d' Aglio
- abbondante Pangrattato
- una spolverata di Pecorino grattugiato
- Sale, Pepe Nero in grani

Non lasciatevi ingannare dalla semplicità della ricetta e dalla povertà degli ingredienti: questo è un piatto che non stanca mai, ve lo assicura uno che è venuto su a pasta e acciughe. Dunque, prendete le vostre acciughe; se erano sotto sale dissalatele e asciugatele su carta assorbente. Fatele sciogliere in un 2 cucchiai d’ Olio con gli spicchi d’ aglio tritati molto finemente. Scolate la pasta bella al dente e passatela nella padella con i filetti d’ acciuga. Aggiungetevi abbondante pangrattato e un po’ di pecorino e continuate a saltare a fiamma viva finche’ il pane diventa bello dorato, formando delle crosticine con le acciughe. Mettete nel piatto spolverizzando con pepe macinato e altro pecorino se gradite. Semplicissimo, no ? Gnam…. Mangiate e godetene tutti !

IMG_2197

giovedì 4 novembre 2010

SPIEDINI DI POLLO ALLO YOGHURT, CUMINO E CORIANDOLO

 

IMG_1951

Cari amici, scusate l’ emozione ma ormai il conto alla rovescia è imminente ! Ebbene, sabato sarà il compleanno del blog !!! E quale miglior modo di festeggiarlo che quello di fare una raffica di prelibatezze che allietino tutta la settimana seguente ?? E mentre vi crogiolate (e mi crogiolo) con questo pensiero in testa (a proposito…devo pensare cosa preparare…se avete suggerimenti sono i benvenuti) quest’ oggi affrontiamo una ricetta indiana piuttosto semplice, a patto che si reperiscano le tre spezie chiave: cumino, coriandolo e garam masala. Questo mi ricorda la primissima volta che mi accinsi a cucinare un piatto indiano. Fondamentalmente mi mancava tutto, però decisi di rinunciare a molte delle spezie di cui nemmeno conoscevo il nome….Sbagliatissimo ! Purtroppo e grazie al cielo, esistono ingredienti che non si possono sostituire e da cui non si può prescindere se si vogliono ottenere i risultati sperati. Questo è un invito a girare e a conoscere anche ingredienti dai nomi astrusi: vedrete che in un paio di serate avrete imparato a riconoscerne odore e sapore e a padroneggiarli. Basta, ho parlato anche troppo per oggi (sarà l’ emozione pre-compleanno) .. che entrino in campo le formazioni !

dosi per 8 spiedini, considerandolo un secondo piatto da accompagnare con sostanziosi companatici:
- 500 g di Filetto di Pollo
- 1/2 Cipolla
- 1 spicchio d' Aglio schiacciato
- 1/2 cucchiaio di Zenzero fresco grattugiato
- 1 cucchiaio di Succo di Limone
- 2 cucchiaini di Coriandolo in polvere
- 2 cucchiaini di Cumino in polvere
- 2 cucchiaini di Garam Masala (miscela di varie spezie indiane reperibile in negozi di alimentari asiatici)
- 1/3 tazza di Yoghurt Bianco
- un pizzico di Sale
- 8 spiedini di Bambù o di Metallo

La ricetta, come vi dicevo, è piuttosto semplice; non esagererei se riassumessi il tutto con “tritate tutti gli ingredienti in un mixer”. Di fatto, dovete fare esattamente questo. Prendete spezie, cipolle, zenzero, aglio e succo di limone e amalgamate il tutto con un mixer elettrico o un blender. Quando avrete ottenuto una pasta intensamente odorosa, aggiungetevi lo yoghurt e regolate di sale. L’ intruglio delizioso che dovrebbe risultarne dovrebbe avere pressappoco questa faccia:

IMG_1922

Lo so, il colore non è dei più invitanti ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze. Non è il colore a fare la salsa. Ma dal momento che giustamente anche l’ occhio vuole la sua parte, potete aggiungere alla marinata qualche goccia di colorante alimentare rosso per dare un po’ di colore. Nel frattempo ponete gli spiedini (se usate quelli di legno) sott’ acqua per una mezzoretta; questo li manterrà umidi, evitando che si brucino nel forno. Indi (ti adoro), tagliate a tocchetti il pollo ed infilzatelo sugli spiedini come da foto.

IMG_1917  Adesso mettete gli spiedini in un piatto grande e sommergeteli di gustosa marinata, lasciandoveli almeno per una notte in frigorifero. Glabbb.

IMG_1949

Il giorno dopo aprite il frigo e il vostro piatto sprigionerà  già radiazioni speziate nel raggio di 5 metri. Grigliate senza pietà i vostri spiedini di pollo finche’ non avranno fatto una piacevole crosticina. Accompagnate con riso biryani (ci arriveremo non temete), focaccine naan o delle semplici verdure di contorno. E adesso miei prodi, mangiate e godetene tutti !!

IMG_1953

mercoledì 3 novembre 2010

GUACAMOLE

 

IMG_2116

Come vi avevo anticipato, ho dedicato uno spazio più ampio alla meritata e famosissima salsa messicana nota come guacamole. Questa ricetta l’ ho rubata in un ristorante messicano a Dallas, in Texas, dove lo preparavano fresco davanti alla clientela in un ampio pestellone. Usate ingredienti freschissimi e consumatelo immediatamente perché l’ avocado si ossida subito e perde il suo bel colorito verde. Ecco le formazioni in campo:

dosi per 4 persone considerandolo uno stuzzichino per riscaldare lo stomaco:
- 1 Avocado ben maturo
- un ciuffo di Menta fresca
- un ciuffo di Coriandolo fresco
- 1 Pomodoro maturo privato di pelle e semi
- 1 Cipolla Rossa
- il succo di mezzo Lime
- 2 Peperoncini Rossi
- 1 cucchiaio d' Olio extra-vergine d'Oliva
- un pizzico di Sale e uno di Zucchero

IMG_2105

Se l’ avocado è acerbo lasciatelo maturare fuori dal frigorifero qualche giorno. Sarà pronto quando la sua polpa sarà morbida al tatto. Sbucciatelo e schiacciatelo con una forchetta in un piatto o in una terrina. A questo punto semplicemente aggiungete tutti gli ingredienti sopra descritti e omogeneizzate il tutto. Come vedete era di una semplicità disarmante ! Consumatelo con dei nachos piccanti o con dei patacones de platano davanti a un buon film e a una buona birra. In alternativa usatelo come accompagnamento per piatti di carne e riso messicani. Mangiate e godetene tutti ! 

domenica 31 ottobre 2010

GNOCCHETTI SARDI CON ZUCCA, NOCI E SALAMELLE

 

IMG_2137

Cari amici, eccoci ad un altro di quei primi che solo a leggerne gli ingredienti ti esce la bavetta a lato della bocca come nei cartoni animati giapponesi. Sbaaav… Con aria trasognata tuffiamoci nuovamente nel magico mondo della zucca per un altro favoloso connubio autunnale che arricchirà le vostre tavole di profumi e sapori campagnoli DOC. Scusate questo proliferare di immagini idilliache ma questo è per me il classico piatto che risveglia profumi e sapori d’ altri tempi e d’ altri luoghi; una sorta di macchina dello spazio-tempo con cui viaggiare nel mondo del gusto in compagnia dei vostri commensali. E dopo questo doveroso sproloquio, che entrino le formazioni in campo !

dosi per 4 persone, considerandolo un nutriente primo piatto a cui abbinare un leggero secondo:
- 400 g di Gnocchetti Sardi
- 200 g di Salamelle di Maiale
- 200 g di Zucca
- 1 litro di Brodo
- 150 g di Panna da cucina
- un bicchiere di Vino Bianco
- 1 Cipolla
- 1 spicchio d' Aglio
- un ciuffo di Maggiorana
- Noce Moscata
- 30 g di Burro
- Grana grattugiato
- Sale, Pepe Nero

Miei cari adepti, vediamo come preparare questo piatto casereccio dall’ autentico sapore contadino: innanzitutto, pelate la zucca e infornatela per una ventina di minuti per far evaporare un po’ di liquidi. Quindi tagliatela a cubetti e rosolatela nel burro insieme alla cipolla e all’ aglio tritati. Dopo una decina di minuti schiacciate la zucca nella padella con l’ aiuto di una forchetta e fatene una deliziosa pappetta arancione. Slurp. A questo punto aggiungete le salamelle spellate e sbriciolate, irrorate di vino bianco e sfumate a fuoco vivo. Se tutto è andato come previsto, adesso la vostra cucina sarà invasa da vapori odorosi difficilmente descrivibili. Non demordete. Questo è solo l’ inizio. Quando il tutto comincia ad asciugarsi aggiungete gli gnocchetti secchi e un paio di mestolate di brodo. La pasta deve cuocersi a fuoco lento insieme al suo condimento. Ogni qualvolta evaporano i liquidi, aggiungete un altro po’ di brodo e continuate la cottura per almeno 20 minuti o fino a che gli gnocchetti non saranno di vostro gradimento. Regolate anche si sale. Ecco qua sotto un passaggio intermedio in cui gli gnocchetti erano finiti in padella da poco:

IMG_2126

Quando il tutto è cotto, togliete dal fuoco e aggiungete i gherigli di noce tritati, noce moscata, pepe, e panna. Continuate a mescolare e aggiungete anche una bella manciata di profumatissima maggiorana e mantecate con il grana grattugiato. Ecco, adesso potrete cedere alle voluttuose volute di fumo che si innalzano dal piatto, infiltrandosi nelle vostre narici: è pronto !! Mangiate e godetene tutti !!

IMG_2136

venerdì 29 ottobre 2010

MARRON GLACE’

 

Cari ragazzi e ragazze, mi sono reso conto che pian piano questo piccolo grande blog si andava riempiendo di ricette ma che non c’era nemmeno un dolce a rappresentare la categoria. Non mi sono mai particolarmente cimentato nei dolci, son sempre stato più talentuoso nel mangiarli; tuttavia, era una vergogna che non vi facesse parte nessuna delle prelibatezze che ho intenzione di presentare nei mesi a venire. E quindi, incominciamo da una di quelle cose che non sono mai abbastanza, che uno tira l’ altro e un altro ancora e si finisce a mangiarsene un’ intera scatola. Stiamo parlando nientepopodimenoche …. dei marron glacé. Un minuto di doveroso silenzio per rendere grazie a quel genio che un giorno si svegliò e disse giustamente: “Ma perché non affogare le castagne nello zucchero ???” Giustissima osservazione. E così faremo noi. Ed andiamo ad elencare la formazione in campo !

dosi per 20 marron glacé, circa l' equivalente di uno spuntino per una persona (eh eh):
- 20 Marroni
- 200 g di Zucchero semolato e 100 g a velo 
- un pizzico di Vanillina

CIMG3631 C’ è una cosa che avrei dovuto dirvi a proposito dei marron glacé fatti in casa: sono un incubo. Sì perché le castagne vanno private della buccia esterna e questa operazione va fatta senza danneggiare la buccia e il frutto all’ interno. Fin qui nessun problema. Quindi bollite i marroni in una casseruola per alcuni minuti. Dovete tirarli fuori ancora “al dente” altrimenti vi si sgretoleranno tra le mani. Diciamo che un quarto d’ ora sul fuoco dovrebbe andar bene indicativamente. Adesso fate attenzione, viene la parte frustrante. Non scolate i marroni: lasciateli a mollo nell’acqua di cottura e ad uno ad uno tirateli fuori con le ditina ustionate e tra un urlo e un altro togliete la pellicola che li ricopre. La parte frustrante è che, se vi andrà bene, un buon terzo dei vostri marroni vi si sgretolerà comunque tra le dita non appena toglierete loro la pellicina marrone che li teneva insieme. Se vi andrà male o avete la delicatezza di un carpentiere le cose potrebbero mettersi mooolto peggio. Vi siete chiesti perché vendono nei supermercati confezioni di ‘pezzi’ di marrones glacé ?? Sono quelli fatti dai suddetti carpentieri per l’ appunto.

CIMG3637

Finito questo passaggio delicato non abbassate la guardia: il rischio di frantumare i delicati marroni in un puzzle da ricomporre rimane alto durante la seconda fase della preparazione. Preparate uno sciroppo versando lo zucchero semolato, poca acqua di cottura dei marroni (ormai diventata scurissima) e la vanillina in una casseruola. Fatelo fondere a fuoco lento. Quando lo sciroppo sarà liquido immergetevi i marroni o, meglio ancora, ponete questi sul fondo di un altra pentolina e versatevici sopra lo sciroppo, così li maneggerete meno… Badate che questi sono consigli preziosi dedotti dopo non so quanti marroni sgretolati: fatene buon uso ! Fate andare sulla fiamma i marroni affogati nello sciroppo per 5 minuti.

IMG_1978

A questo punto andate a dormire (ma come ??? Proprio adesso che iniziavano a sprigionare un’ aroma inebriante per tutta la casa ???) lasciandoli a mollo nello sciroppo. Si signori. E il giorno seguente rimetteteli sul fuoco nello stesso pentolino sciroppato per altri 10 minuti. E il giorno seguente ancora. Ripetete questa noiosa operazione per 4-5 giorni, finche’ non resisterete più a vederli e sentirete la necessità di mangiarli. La foto qua in alto risale al terzo giorno di canditura, giusto per darvi un’ idea di come dovrebbero apparire strada facendo. Questo lungo processo è necessario per candire bene la polpa dei marroni e dargli quella consistenza leggermente gommosa che è tanto irresistibile al palato. L’ ultimo giorno togliete i marroni dallo sciroppo e lasciateli a sgocciolare su una griglia per un giorno intero. A questo punto ricoprite nuovamente i marron glacé con lo sciroppo preparato con lo zucchero a velo e poca acqua, sgocciolateli e infornateli per 2 minuti: quest’ ultima operazione darà quel classico aspetto traslucido e professionale ai marron glacé.  Volete sfruttare al massimo la vostra fatica ? Confezionateli individualmente in carte da cioccolatini o in scatoline di cartoncino decorate e vendeteli a 5 euro l’ uno !! Solo voi saprete che li valgono fino all’ ultimo centesimo !  Mangiate e godetene tutti !

IMG_2081

mercoledì 27 ottobre 2010

MEZZELUNE CON FILETTO E PISTACCHI IN CREMA DI FINFERLI

 

IMG_2072

Carissimi, oggi credo di essermi immortalato. Era il lontano 2005 quando un numero di Sale & Pepe con uno speciale sulle paste fresche ripiene cambiò per sempre la mia vita. Era un sassolino nella scarpa. Volevo farla già da qualche anno ma non mi ero mai risolto a realizzarla per la non facilissima reperibilità di alcuni suoi ingredienti. E alla fine eccomi qui ! Con una ricetta fresca e originale che sicuramente lascerà  a bocca aperta i vostri commensali, anche i più esigenti ! Andiamo subito ad elencare le formazioni in campo:

dosi per 6 persone, considerandolo un primo piatto eccezionalmente nutriente a cui associare al massimo un antipastino leggero:

Per la pasta:
- 300 g di Farina
- 3 Uova
- Sale

Per il ripieno:
- 500 g di Filetto di Maiale
- 30 g di Burro
- 40 g di Pistacchi
- 1 Uovo extra
- abbondante Grana grattugiato
- mezzo bicchiere di Vino Bianco
- Brodo
- Sale, Pepe Nero in grani

Per il condimento:
- Erba Cipollina
- 2 dl di Panna
- 3 Cipollotti
- 500 g di Finferli (funghi gialli noti anche come Cantarelli)
- 40 g di Pistacchi
- 30 g di Burro
- Brodo vegetale

IMG_2052

Quello che vedete qui in alto è il sublime filetto di maiale: tagliatelo in tranci e mettetelo in una casseruola con dei fiocchi di burro, sale e pepe. Quindi infornatelo a 200 gradi per mezzora. A metà cottura irrorate con del vino bianco e girate le fette. Quando il filetto è ben cotto, toglietelo dal forno, lasciatelo intiepidire e passatelo al mixer insieme alla metà dei pistacchi, un cucchiaio d’ olio e abbondante grana grattugiato. Se la carne risulta troppo asciutta, aggiungete all’ impasto qualche cucchiaiata di brodo vegetale. Alla fine regolate di sale e pepe se necessario e passate a preparare la pasta delle mezzelune. Fate a fontana la farina e al centro sgusciatevi le uova leggermente sbattute. Impastate così tutto energicamente, come già avevamo visto nei   ravioloni di radicchio e ricotta su crema di cannellini e bottarga. Fate riferimento a questa ricetta per tutto il processo. Come per quella volta, son tornato a fare uso della vecchia, cara macchinetta per far la pasta che potete vedere qui sotto in tutto il suo scintillio (non li dimostra i suoi quasi 25 anni, eh ?):

DSCN4452Realizzate la sfoglia esattamente come descritto in quel vecchio post del 18 Novembre 2009 (quasi un anno facciamo…) solo che invece dei ravioloni rotondi, questa volta mi sono orientato su delle simpatiche mezzelune. Se siete dotati dello stampino circolare, semplicemente ponete il ripieno sul bordo piegato di un lembo di pasta e schiacciate con mezzo cerchio per dare una forma a mezzaluna. Se non siete dotati dello strumento apposito, allora fate un cerchio con un bicchiere per esempio, mettete il ripieno, ripiegate a mezzaluna e sigillate con del bianco d’ uovo sbattuto. Ma alla fine non è la forma ad essere importante, bensì la sostanza (quello che c' è dentro, slurp !). Man mano che date vita alle vostre mezzelune deponetele in una teglia da forno infarinata.

IMG_2063

Ed eccoli qui i miei piccoli ! Tutti belli cicciotti e sorridenti ! Non sono carini ? E vedrete come lo saranno quando galleggeranno su una deliziosa salsa ai finferli…. Andiamola a preparare.

Pulite meticolosamente i finferli senza passarli sotto l’ acqua corrente, ma facendo attenzione a rimuovere bene tutto il terriccio. Tritateli insieme ai cipollotti e fateli rosolare nel burro in una padella capiente. Irrorate il tutto con una tazza di brodo vegetale e lasciate cuocere circa una mezzoretta. Terminato ciò, prelevate quasi tutti i finferli già cotti e frullateli nel mixer. Rimetteteli in padella insieme a quelli rimasti integri ed aggiungetevi la panna e dell’ erba cipollina tritata. Se tutto è andato come previsto, davanti a voi dovrebbe stendersi uno straziante panorama di questo tipo:

IMG_2069

Non cedete alla tentazione di infilarci tutta la mano. Manca pochissimo.  Nel frattempo mettete a bollire i ravioli e, una volta cotti, serviteli con la salsa preparata, spolverizzando il tutto con i rimanenti pistacchi tritati e l’ erba cipollina tritata. Servite e godetene tutti, come di consueto !

IMG_2074

lunedì 25 ottobre 2010

INVOLTINI DI PESCE SPADA AI PINOLI, CAPPERI E OLIVE NERE


IMG_2018
Miei adorati, come vi avevo promesso, ecco che fine ha fatto il pesce spada di cui vi avevo accennato nel post della caponata alla pantesca. Da tempo volevo fare degli involtini, ma per riuscirci bisogna avere delle fette di pesce spada eccezionalmente sottili, cosa estremamente difficile da verificarsi a parte in Calabria o in Sicilia. Essendo a Milano, la risposta del pescivendolo alla mia richiesta è stata: “Mi spiace, ma non lo tagliamo così sottile. Si deve arrangiare...” Ed eccomi arrangiato. Compro il pezzo che vedete nella foto sotto e con risolutezza torno a casa schiaffandolo nel congelatore. A carni semi congelate sarà molto più semplice tagliarlo finemente. Lo tiro fuori semi congelato per l’ appunto. Il pescione mi guarda con la solita aria di sfida; non scommette un centesimo sul fatto che riuscirò a tagliarlo talmente sottile da poterlo arrotolare a involtino… e invece …. con un buon coltello alla mano e tanta pazienza … mio padre ci riesce ! Doveva pur guadagnarsi la pagnotta ! E poi, scusate, non posso mica far tutto io, no ? Io nel frattempo stavo preparando il ripieno. Ma cominciamo con ordine, elenchiamo le formazioni in campo:
IMG_1993
dosi per 12 involtini, direi un sontuoso secondo per 4 persone:
- 6 grandi fette di Pesce Spada (come peso, tanto per rendervi l' idea, quel pezzone della foto in alto pesava 1 kg !)
- 150 g di Olive Nere tipo Greco
- 2 cucchiai di Capperi sotto sale o sott' aceto
- 3-4 cucchiai di Pangrattato
- una manciata abbondante di Mandorle tostate
- una manciata abbondante di Pinoli
- abbondante Prezzemolo fresco
- 1/2 Limone spremuto
- Olio extra-vergine d' Oliva
- 2 spicchi d' Aglio
- Sale, Pepe Nero in grani
Per prima cosa miei prodi pescatori, torniamo indietro a parlare di come affettare sottile il pesce spada, che è poi la chiave di tutta la ricetta. Compratene un trancio unico se ci riuscite. Se comprate già le classiche fette alte un paio di centimetri vi sarà impossibile farne degli involtini ed altrettanto impossibile assottigliarle ulteriormente. Un solo trancio dunque. Congelatelo e fategli capire da subito chi comanda. Tiratelo fuori semi congelato al momento della preparazione ed affettatelo in fettine sottili tipo carpaccio per poterlo avvolgere ad involtino. Vi sarà più facile con un’ affettatrice, ma, in mancanza di questa, una buona lama affilata farà il lavoro sporco. Se le fette sono troppo grandi (come nel mio caso) tagliatele in due metà più piccole. Quando avrete le 12 fette mettetele a marinare in un recipiente ampio e basso con succo di limone, sale e pepe su ogni fetta. Lasciatele a marinare una ventina di minuti mentre preparate il ripieno. Tritate su un tagliere olive nere snocciolate, capperi dissalati, abbondante prezzemolo, pinoli e aglio. Riunite in un recipiente e lavorate il ripieno con il pangrattato. Regolate di sale se necessario, ma non dovrebbe esserlo per via delle olive e dei pinoli. A questo punto prendete ogni fetta di pesce spada, stendetela su un tagliere e metteteci sopra una cucchiaiata di ripieno. Adesso delicatamente avvolgete il pesce a involtino, chiudendolo con un paio di stuzzicadenti o con dello spago da cucina per non far uscire il ripieno. Io ho preferito usare gli stuzzicadenti. Mettete tutti gli spiedini in una casseruola da forno oleata, come ho fatto io nella foto qui in basso:                                                                            
IMG_2013
Ricoprite gli involtini con altro pangrattato, aglio e prezzemolo tritati. Quindi una manciata generosa di mandorle tritate e infine un filo d’ olio d’ oliva. Mettete la casseruola in forno a 180 gradi per 20 minuti e poi trasferitela al piano di sopra per abbrustolire i vostri involtini per un’ altra decina di minuti. Glab. Se tutto è andato come previsto, il forno dovrebbe lanciare dei richiami irresistibili che vi terranno ipnotizzati a fissarlo come se vi stessero trasmettendo la semifinale Inter-Barcellona della scorsa stagione. Non è un televisore. Smettete di rimanere lì imbambolati e preparate la tavola nel frattempo. Se volete il colpo di grazia, preparate la suddetta caponata alla pantesca, a mio modesto parere il contorno ideale per un piatto del genere. Mangiate e godetene tutti !
IMG_2023

domenica 24 ottobre 2010

CAPONATA ALLA PANTESCA

 

IMG_1989

Miei cari seguaci, quest’ oggi vi propongo un classico della cucina sicula: la caponata. Nella fattispecie questa versione di Pantelleria è più rapida di quella tradizionale ma non sarà da meno, credetemi. L’ idea di fare questo contorno è stata obbligata dall’ acquisto di un monoblocco da un kilo di pesce spada che vi proporrò questa settimana in una ricetta golosa. La presenza del pesce spada mi obbligava ad abbinarvi un piatto armoniosamente siculo che arricchisse la delicatezza del pesce. E che c’ è di meglio di una sana caponata ?? Che entrino le formazioni in campo !!

dosi per 4 persone, considerandolo un nutriente contorno da abbinare a un piatto di pesce o carne leggeri:
- 1 Cipolla grande
- 6 cucchiai di Salsa di Pomodoro
- 3 gambi di Sedano
- 15-20 Olive Nere tipo Greco
- 1 cucchiaio di Capperi sotto sale o sott'aceto
- 2 Melanzane
- 2 Peperoni Rossi
- Aceto di Vino
- Sale, Zucchero
- Olio extra vergine d' Oliva

Prima di tutto, affettate la cipolla e i gambi di sedano puliti, tritate le olive nere e i capperi. Se utilizzate quelli sotto sale, sciacquateli per rimuovere il sale in eccesso e asciugateli. Rosolate nell’ olio cipolla, sedano, olive e capperi e aggiungete la salsa di pomodoro. Regolate di sale e lasciate cuocere una decina di minuti e togliete dal fuoco.  Intanto tagliate melanzane e peperoni a dadini. Cospargete le melanzane di sale e lasciatele spurgare una mezzoretta. Nel frattempo friggete i dadini di peperone in qualche cucchiaio di olio d’ oliva. Lasciateli cuocere a fuoco vivo finche’ si inteneriscono e cominciano a dorarsi. Finito questo, aggiungeteli alla salsa di pomodoro. La stessa cosa fate con i dadini di melanzane dopo aver rimosso il sale e averli asciugati. Alla fine rimettete la padella con pomodoro, peperoni e melanzane sul fuoco e continuate la cottura per altri dieci minuti a fuoco basso finche’ il tutto si rapprende. Verso fine cottura aggiungete un cucchiaio d’ aceto con mezzo cucchiaio di zucchero sciolto. Se avete usato capperi sott’ aceto potrebbe non essere necessario aggiungere altro aceto. Assaggiate per regolarvi di densità, sale e zucchero e quando vi aggrada lasciate raffreddare. Il sapore della caponata dovrebbe risultare piacevolmente agrodolce. In alcune versioni più conservative vi si possono aggiungere anche zucchine e patate, sempre fritte separatamente, come ho descritto, e poi aggiunte a fine cottura al delirio di verdure. Servite idealmente con un piatto di pesce o una carne bianca. Slurp. Adesso mangiate e godetene tutti.

IMG_1979

venerdì 22 ottobre 2010

PATACONES DE PLATANO CON CARNE MOLIDA, RIOGO Y GUACAMOLE

 

IMG_1174

Amici cari, oggi un altro tuffo nel fantastico paese della mia ragazza: la Colombia. Impareremo a preparare degli snack a base di platano estremamente diffusi in Centro e Sud America. Come vedete dalla foto e intuirete dal titolo (carne molida significa carne trita, riogo è una preparazione a base di cipolla, cipollotto e pomodoro), quello che può essere ‘venduto’ come antipasto può in realtà essere tranquillamente un veloce piatto unico se accompagnato da un companatico sostanzioso. In questo caso ci siamo limitati a preparare una porzioncina di carne trita ed una di guacamole, ma vi assicuro che in Colombia ho visto patacones delle dimensioni di un tavolo con sopra tutto ciò che vi viene in mente. Sappiatelo nel qual caso decideste di visitare questo splendido paese e di ordinare dei patacones. Abbiamo preferito (io e la mia ragazza) farne di più piccoli che sono più a portata di bocca e anche meno complicati da maneggiare. Dai, ho parlato anche troppo, che entrino in campo le formazioni !

dosi per 16 patacones, una ciotolina di carne trita ed una di guacamole, come nella foto:
- 2 Platani verdi: varietà di banana molto più grande e utilizzata più che altro in cucina nella preparazione di piatti salati 
- Olio per friggere
- Sale

CARNE MOLIDA Y RIOGO 
- 200 g di Carne trita
- 2 Pomodori maturi
- mezza Cipolla
- 3 Cipollotti

GUACAMOLE
- 1 Avocado maturo
- 2 Pomodori maturi
- mezza Cipolla Rossa piccola tritata
- poche foglie di Coriandolo fresco tritate
- poche foglie di Menta fresca tritate
- 1 cucchiaio di succo di Lime
- 1 Peperoncino fresco tritato
- Olio extra-vergine d'Oliva
- Sale, Zucchero (2 pizzichi)

Dunque, prendete i vostri bei platani verdi, sbucciateli e spezzateli in 8 pezzi l’ uno aiutandovi ad inciderli con un coltello. A questo punto strofinate i pezzi di platano con acqua e sale, lavate via il sale e asciugateli.  Friggete i pezzi cilindrici di platano in abbondante olio bollente e ritirateli dall’ olio quando sono di un bel color giallo-oro. Asciugateli su carta assorbente. Adesso viene l’ operazione delicata: con un piatto piano di dimensioni medio-piccole schiacciate ogni pezzo di platano su un tagliere. Schiacciate bene uniformemente. Deve diventare una specie di frittella bidimensionale e ben coesa. Affinché questo succeda, dovete lasciarli friggere al punto giusto precedentemente altrimenti si sfalderanno durante lo schiacciamento. Non tirateli fuori se non hanno raggiunto quel color giallo oro che dicevamo. A questo punto avrete delle fantastiche frittelle ben appiattite contro il tagliere. E adesso dovete staccarle da lì. Con l’ aiuto di un coltello staccateli facendo attenzione a non distruggerli. Qualcuno di voi ha mai letto Rat-Man ? Qual era il suo hobby preferito ? Ecco, dovete cercare di imitarlo al meglio (per chi non lo sapesse si documentasse, o mi scrivesse). Quando avete staccato le frittelle, rifriggetele nuovamente nell’ olio. Questa volta se tutto è andato a buon fine, dovrebbero raggiungere colore e consistenza di quelle che vedete nella foto qui in basso. Asciugateli su carta assorbente e teneteli in caldo. Potete fare patacones di dimensioni maggiori spezzando il platano in 4 parti invece che 8, ma tenete conto che sono meno maneggevoli e più inclini a sfaldarsi nel processo di schiacciamento.

IMG_1173

Adesso potete preparare le salse d’ accompagnamento, o meglio ancora preparatele prima dei patacones così saran pronti per essere mangiati. Slurp. Per il riogo, in un paio di cucchiai d’ olio d’ oliva soffriggete cipolla e cipollotti tritati e aggiungete i pomodori privati della pelle e dei semi e tagliati a cubetti finissimi. Lasciate sul fuoco per una mezzora, quindi aggiungete la carne trita rosolata a parte e fate restringere. Insaporite con sale e pepe e, se volete, noce moscata, vino … o quel che più vi aggrada. 

Per il guacamole mescolate in una ciotola, schiacciandoli con una forchetta, tutti gli ingredienti descritti in alto (credo che nei prossimi giorni posterò un articolo esclusivamente per il guacamole, con qualche bella foto in primo piano di questa delizia).

Adesso avete composto un piatto degno di un restaurante caraibico; consumatelo preferibilmente accompagnato da un mojito su una spiaggia tropicale, ma in mancanza d’ altro anche il vostro salotto andrà benissimo !  Mangiate e godetene tutti !!

P.S. Pronto la traducción en español !!!!

giovedì 21 ottobre 2010

BARCHETTE DI PATATE DORATE CON SALSA DI YOGHURT E FORMAGGIO

 

IMG_1845

E chi non vorrebbe imbarcarsi in una barchetta del genere ? Guardatele come sorridono con il loro prezioso carico ! Eh eh amici miei, la ricetta di oggi è tratta dalla mia Bibbia di cucine internazionali e oggi vi porto niente meno che in Messico. E ci andiamo via mare come avrete dedotto dal titolo. Che ne dite ? Ci mettiamo in viaggio ? Che entrino le formazioni:

dosi per 4 bocche fameliche, considerandolo un piatto piuttosto pesantuccio, da abbinare a qualcosa di molto leggero:
- 6 Patate di medie dimensioni
- 200 g di Asiago o qualsiasi altro tipo di formaggio fondente
- 200 g di Yoghurt Greco
- 2 Cipolle
- 30 g di Burro
- 1 Peperoncino
- 1 Spicchio d'Aglio
- Olio per friggere

Per prima cosa, lavate le patate e, con tutta la buccia, infornatele a 200 gradi per un’ oretta. Dopodiché, ancora calde, toglietele dal forno e tagliatele in 4 spicchi nel senso della lunghezza. Scavate ogni spicchio con l’ aiuto di un coltello o di un cucchiaino fino a dargli la forma della suddetta barchetta. State attenti a non romperla mi raccomando; lasciate circa 1 cm o meno dal bordo della patata, conservando la polpa rimossa.  A questo punto friggete le patate in abbondante olio bollente e mettetele da parte. Dovrebbero grosso modo assomigliare a quelle della foto qua in basso:

IMG_1839

In una padella capiente preparate la salsa: fate sciogliere il burro e rosolate aglio e peperoncino per un minuto. Quindi aggiungete le cipolle affettate e la polpa delle patate e cuocete a fuoco alto per qualche minuto. Togliete dal fuoco e aggiungete lo yoghurt e il formaggio a cubetti e rimettete sulla fiamma bassa per far sciogliere e amalgamare il tutto.

Quindi servite le barchette in un piatto abbondantemente ricoperte dalla salsa. Glub … solo a descrivere il procedimento mi torna la fame … Mangiate e godetene tutti come al solito !

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...