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lunedì 15 novembre 2010

COSTINE DI MAIALE ALLA GUINNESS

 

IMG_2381 Cari amici, quest’ oggi rendiamo onore a due grandi invenzioni del Creatore: le costine di maiale e la Guinness. E quale miglior modo per onorarle che non quello di combinarle in questo sublime piatto della cucina Tex-Mex ? Si puo’ usare una birra scura qualsiasi, ma per gli appassionati di birra e irlandofili come il sottoscritto, esiste una birra scura per antonomasia: la Guinness per l’ appunto. Ricordo ancora con una lacrimuccia la prima volta che i miei dentini addentarono una ‘Baby Back Rib’ (costine in inglese) a Los Angeles alla tenera età di 18 anni. Un morso che cambiò per sempre la mia vita: da quel momento è stato un colpo di fulmine che spero di trasmettere a tutti quelli che si accingono per la prima volta a mangiare questo tipo di costine di maiale. Altro piacevole ricordo legato a questo piatto è quello della Guinness. Risale ad appena un paio di anni fa la nostra visita (Peppe, Diego se ci siete battete un colpo) alla Guinness Factory di Dublino. Che esperienza ! Per non citare gli aperitivi a Temple Bar…sigh…che bei ricordi. Eh si…questo lo definirei proprio così: il piatto dei ricordi ritrovati. Spero di riuscire a trasmettervi un po’ di quella poesia che in me risveglia parlare di costine di maiale e Guinness. Andiamo, come di consueto, ad elencare le formazioni in campo:

dosi per 4 persone, considerandole un secondo con la stessa strana proprietà delle ciliegie: una tira l'altra ...
- 20 Costine di Maiale o Maialino (meglio), circa 1.5 kg
- mezzo litro di Passata di Pomodoro
- 1 Guinness o altra anonima Birra Scura da 330 ml
- 50 g di Zucchero di Canna
- 2 Cipolle piccole
- 2 spicchi d’ Aglio
- 2 Peperoncini

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Quello che vedete nella foto qua sopra è ciò che dovrete cercare di fare; tritate cipolla, aglio e peperoncino, trasferiteli in una casseruola alta con la passata di pomodoro, la Guinness e lo zucchero di canna. Fate cuocere a fuoco basso con un coperchio per circa un’ ora, rigirando ogni tanto le costine. Lo so, durante tutto quel tempo la tentazione sarebbe quella di piantare una tenda davanti al fornello per accamparvi e non togliere gli occhi di dosso dalle vostre belle costine. Lo so, vi capisco. Succede anche a me. Abbiate un po’ di ritegno però ! Lasciatele cuocere in pace per un’ oretta, dicevamo, e spegnete il fuoco. Adesso viene la parte difficilissima della ricetta: lasciatele marinare per tutta la notte nella salsa di pomodoro. Avrete capito in cosa consiste la difficoltà, immagino :P. Sopravvissuti a quella notte, il giorno seguente scolate le costine dalla salsa e mettetele su un bel grill a grigliare, o meglio ancora su un bel barbecue il giorno della Pasquetta o Ferragosto. La salsa non va sprecata: fatela addensare sulla fiamma per qualche minuto e servitela per accompagnare le costine una volta pronte. Sluuurp….adesso potete mangiarle e goderne tutti….certo del fatto che ora avrete fatto vostra un po’ di quella poesia che vi citavo all’ inizio !

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sabato 13 novembre 2010

BOCCONCINI DI POLLO AL MIELE

 

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Miei carissimi amici, era una sera come tante e mi chiedevo cosa avrei potuto cucinare per cena. E perché non dei bocconcini di pollo al miele, mi sono detto ? Domanda legittima ! Ed eccomi qua a spiegarvi quel che ho appena cucinato. Adatto per gole avvezze ai sapori originali, questo piatto di scioglievoli bocconcini di pollo fritto in salsa caramellata non vi deluderà per nulla, anzi, solleticherà il vostro palato come poche altre ricette, ve lo assicuro. Si tratta, difatti, di un piatto piuttosto veloce, economico e di grande effetto, visivo e gustativo. Tanto per cominciare, elenchiamo come di consueto le formazioni in campo:

dosi per 4 persone considerandolo un delizioso secondo piatto da abbinare a un antipasto o un primo non troppo corposi:
- 6 Cosce di Pollo
- 1 tazza di Maizena
- 2 Uova
- mezzo cucchiaino di Lievito di Birra
- 2 cucchiaini di Salsa Chili dolce
- 2 cucchiai di Miele
- Olio per friggere

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Per prima cosa, miei seguaci, scosciate le cosce di pollo, ossia tagliate la carne in tanti tocchetti o bocconcini di 3-4 cm. Preparate a parte una pastella con la maizena, il lievito di birra sciolto in un cucchiaio o due d’ acqua gelida e i due albumi sbattuti con una presa di sale. Caspita come sono stato tecnico ! :P E adesso, passate i tocchetti di pollo dapprima nella maizena e quindi nella pastella. Friggeteli in olio bollente e scolateli. Se tutto è andato come doveva andare, adesso davanti a voi avrete un’ invasione di cuscinetti vagamente gonfi (per via del lievito) e croccantini. Non cedete, siete quasi arrivati alla fine. In un wok fate liquefare il miele con la salsa chili dolce, aggiungete i bocconcini di pollo e saltateli un minuto o due a fuoco basso, amalgamandoli bene alla salsa di miele. Glabbb…..e adesso, armati di forchetta, bacchette o mani, prendete e mangiatene tutti accompagnando se volete con delle verdure al vapore.

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giovedì 11 novembre 2010

STRACCETTI DI MANZO AL PEPE DEL SICHUAN E ZENZERO

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Miei carissimi amici, quest’ oggi affrontiamo un altro impegnativo piatto della saggia cucina cinese. Impegnativo non a farlo, bensì a mangiarlo, nel senso che non sarà mai abbastanza, per voi e per i vostri commensali allupati. Almeno, questo è ciò che sempre mi succede ogni volta che preparo questi straccetti di manzo. Eh si, sono un recidivo, che ci posso fare ? Tanto per la cronaca, il Sichuan (Szechuan in lingua indigena) è una regione del Sud-Est della Cina, famosa per i panda. E oltre a quegli splendidi animali, altra perla del Sichuan è rappresentata da una spezia estremamente particolare nota appunto come Pepe del Sichuan e che troverete nei più forniti negozi di alimentari asiatici. Come a volte vi spiego, ci sono cose che possono essere sostituite ed altre no. Purtroppo il pepe del Sichuan ha un aroma talmente particolare che a mio giudizio non può essere rimpiazzato con niente; quindi vi toccherà procurarvelo. Nota: per quelli tra di voi a cui non piace il pepe, sconsiglio questa ricetta in quanto pepe nero e pepe del Sichuan la fanno assolutamente da padroni. Al contrario, per quelli, come il sottoscritto, appassionati sfegatati di questa spezia favolosa, vi assicuro che non ne saprete più fare a meno ! Ed ora, che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 bocche da sfamare, considerandolo un degno secondo piatto o anche un piatto unico, se accompagnato da una generosa porzione di riso:
- 600 g di Bistecche di Manzo (Scamone, Filetto, Fettine, ...)
- 2 Cipolle
- 2 spicchi d' Aglio
- 2 cucchiaini di Zenzero fresco grattugiato
- 3 Cipollotti
- 2 cucchiai di Salsa di Soia
- 2 cucchiai di Salsa d'Ostriche
- 3 cucchiai di Vino di Riso
- Olio di Sesamo
- 1 cucchiaino di Pepe del Sichuan in grani
- 1 cucchiaio di Pepe Nero in grani (per un sapore più delicato limitatevi a un cucchiaino)
- 3 cucchiaini di Zucchero

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Quello che vedete qui sopra è un ingrandimento quasi a livello atomico dei miei adorati chicchi di pepe. La prima operazione da fare sarà difatti quella di pestellare a dovere i grani di pepe nero e pepe del Sichuan. Assolutamente impossibile spiegarvi a parole l’ aroma pungente ed esotico che uscirà da ogni vostra pestellata. Dovete provarlo. Terminato ciò, passate a tagliare a listarelle il vostro manzo. Riunitelo in una ciotola con le cipolle affettate, l’ aglio e lo zenzero grattugiati, tutte le salse, zucchero e i grani di pepe schiacciati. Lasciate rigirate bene il manzo nella marinata per almeno 2 ore (vedi foto in basso). Se non siete disposti a spendere di più per un pezzo di carne più costoso, potete comprarne uno più economico ed aggiungere un pizzico (non di più) di bicarbonato alla marinata. Il bicarbonato ha l’ effetto di intenerire la carne; questa tecnica viene molto usata dai cinesi, però badate che il bicarbonato altera anche il sapore e il colore della carne, quindi il mio suggerimento è: state in campana. Nella mia esperienza, usare un pezzo intero di scamone (o delle bistecche), che non è certamente il taglio più pregiato ma nemmeno il più scarso, andrà benissimo, specialmente se battete le fettine con un batticarne prima di tagliarle a straccetti.

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Chiuso questo inciso sulla carne, quando questa è pronta, scolatela dalla marinata e rosolatela nel wok con l’ olio di sesamo. Unite i cipollotti tagliati in diagonale. Fate cuocere solo qualche minuto, aggiungendo la salsa della marinata e lasciandola addensare sul fuoco fino a rendere gli straccetti teneri e di vostro gradimento. Nota: più tempo passa dopo aver cucinato il piatto, più i grani di pepe libereranno un’ aroma irresistibile, provare per credere.  A questo punto divorate i vostri straccetti accompagnati da del riso bianco o, per un fantastico piatto unico, a lato di una bella porzione di vermicelli di riso con pollo e verdure. Slurppppp ! Mangiate e godetene tutti !!

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martedì 9 novembre 2010

MOUSSE DI CAFFE’ E CIOCCOLATO

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Cari seguaci, quello di oggi è il secondo dolce che vi propongo in questo pazzo blog. E devo dire che ci sto prendendo gusto…in tutti i sensi ! Difficile descrivere a parole quello che proverete quando il cucchiaino si avvicinerà alla vostra bocca sbavante e desiderosa di assaggiare questa creazione divina. Credetemi, nessuna parola basterebbe; vi tocca provare, mi dispiace. Quindi, bando alle famose ciance (che cacchio saranno poi, boh ???), rimboccatevi le maniche e che entrino in campo le formazioni !!!

dosi per 6 mousse, considerandolo lo spuntino pomeridiano di uno stomaco come il mio (no scherzo, però calcolate che vi chiederanno bis, tris e quadris!):
- 200 g di Cioccolato Fondente
- 100 g di Cioccolato al Latte
- 60 g di Zucchero
- 120 ml di Panna Fresca da montare
- 3 Uova
- 1 tazzina di Caffè Espresso

Desiderosi di produrre al più presto ciò che i vostri occhi famelici hanno scorto nella foto in alto, cominciate a tritare grossolanamente i due tipi di cioccolato e scioglieteli a bagnomaria; per fare ciò prendete una casseruolina, riempitela per due terzi d’ acqua e mettetela a bollire. Al di sopra ponetevi un padellino con il cioccolato tritato e lasciatelo sciogliere lentamente amalgamando delicatamente con un cucchiaio di legno. Aggiungetevi la tazzina di caffè e continuate a mescolare ogni tanto. Ogni tanto ho detto. Non fate come me che non riesco a togliere il cucchiaio di legno dal padellino e a distogliere gli occhi, ormai divenuti due volute spiraleggianti. Voi potete ancora controllarvi. Dovete farlo, perché il peggio deve ancora venire. Separate i tuorli dagli albumi. Montate a neve con delle fruste elettriche (se non le avete, buona fortuna e tanto olio di gomito) gli albumi con lo zucchero e teneteli da parte. In un altro contenitore sbattete i tuorli con 3 cucchiai di zucchero finche’ non ne viene fuori uno zabaione cremoso e giallino. Ci siamo quasi. Montate la panna fresca. A questo punto, nell’ ordine, unite il cioccolato raffreddato ai tuorli sbattuti. Unite quindi la panna montata e continuate a frustare per amalgamare. Alla fine, senza più frustare (che violenti che siete…) incorporate dolcemente gli albumi montati a neve al resto del composto. Mentre li incorporate gradualmente mescolate piano con un cucchiaio. Siate delicati altrimenti si smonteranno. Adesso, se tutto è andato come doveva, davanti a voi avrete una spuma cioccolatosa e profumata che vi inviterà a dimenticarvi degli affanni della vita e a consolarvi con le suadenti note del cacao. Invito allettante senza dubbio. Ma prima di cedere, vi consiglio di resistere altre 3 ore. Tanto è il tempo che dovrete lasciare la mousse in frigorifero per far sì che si rapprenda quel tanto che basta per divorarla con un cucchiaino. Fate in questo modo: prendete degli stampini come quelli di stagnola che ho usato io, foderateli di pellicola, versatevi la crema cioccolatosa e ricopriteli con un altro strato di pellicola. Quindi in frigo per 3 ore. Al momento di divorarli, tirateli fuori e ribaltateli delicatamente in un piattino. Potete decorarli con delle scaglie di cioccolato e zucchero a velo. A questo punto saranno loro a ribaltare voi ! Mangiate e godetene tutti !! Sluuurp !

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domenica 7 novembre 2010

VERMICELLI DI RISO CON POLLO, CIPOLLOTTI E GERMOGLI DI SOIA

 

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Buon Compleanno Blog !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ebbene sì, nonostante la lunga pausa di qualche mese siamo comunque riusciti ad arrivare ad un anno di blog. Una piccola soddisfazione personale e un grazie a quelli che mi seguono e che mi invogliano, dandomi l’ ispirazione per scrivere. Eh già. E dopo un sospiro poetico, ributtiamoci tra i fornelli. Quest’ oggi vi presento uno dei miei cavalli di battaglia con cui ho steso orde di amici affamati. Trattasi di una ricetta di tagliatelle asiatiche a base di riso che troverete di vostro gradimento, ci scommetto i baffi !  Questa ricetta viene da Singapore per essere esatti, ma ve ne sono di più o meno simili in tutto il continente asiatico. I vermicelli in questione sono ricavati dall’ amido del riso, ma ve ne sono anche a base di soia, con consistenza leggermente diversa. Non spaventatevi tirandoli fuori crudi dal sacchetto; al tatto vi sembrerà di mangiare della plastica, a giudicare dalla consistenza e dal colore trasparente. Abbiate fede nel sottoscritto. Si trasformeranno come una farfalla in una splendida creazione da divorare. Tirate fuori il vostro wok ed elenchiamo la formazione in campo !!

dosi per 4 persone, considerandolo un primo piatto relativamente leggero a cui abbinare gustosi antipastini orientali o un buon piatto di curry
- 300 g di Vermicelli di Riso
- 2 Carote
- 3 Cipollotti
- 3 Gambi di Sedano
- 100 g di Germogli di Soia
- 300 g di Petto di Pollo
- 2 spicchi d' Aglio
- 2 cucchiaini di Zenzero fresco grattugiato
- 60 ml di Salsa di Soia
- 60 ml di Salsa d' Ostriche
- 2 cucchiai di Curry dolce o leggermente piccante in polvere
- Olio di Sesamo

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E su questo bel primo piano delle verdure coinvolte in questa ricetta, passiamo a vedere il procedimento: per prima cosa prendete i vermicelli di riso e annegateli in acqua fredda per mezzora. Indi (eh eh) tagliate il filetto di pollo a listarelle e mettetelo a marinare in una ciotola con l’ aglio tritato, lo zenzero fresco grattugiato, 2 cucchiai di salsa di soia e 1 di salsa d’ ostriche. Lasciatelo marinare anch’ esso una mezzoretta. Nel frattempo la fase più penosa della ricetta: tagliate in diagonale i cipollotti e a fiammifero le carote e le coste di sedano. Se avete una diavoleria meccanica per realizzare quest’ impresa, tanto meglio per voi. Altrimenti mettete in preventivo quelle 5-6 ore a tagliuzzare come dei certosini. No scherzo, non ci vorrà così tanto, però abbiate un po’ di sana pazienza e magari qualche collaboratore dotato di pollice opponibile per maneggiare il coltello. Fatto questo grosso modo sarà ora di togliere la pasta dall’ acqua. Stendetela ad asciugare su uno strofinaccio pulito. Togliete anche il pollo dalla marinata e con la sua salsina rosolatelo in una padella con l’ olio di sesamo, come dettato dalla seguente foto:

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Quando il pollo si è colorato un po’ aggiungete carote, sedano e metà dei cipollotti e continuate a cuocere a fiamma viva. Insaporite con il curry e continuate abbassando la fiamma. A questo punto aggiungete i vermicelli di riso (tagliateli a metà con delle forbici se sono troppo difficili da gestire e da mescolare), il resto delle salse, i germogli di soia e l’ altra metà dei cipollotti. Rivoltate bene sul fuoco, assicurandovi che i vermicelli si mescolino bene al condimento (operazione non semplicissima); vi sarà più facile quanto più grande sarà la padella (o meglio ancora wok) che state utilizzando. Fatto questo miei cari, potete impiattare o inciotolare come ho fatto io e … mangiate e godetene tutti !

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venerdì 5 novembre 2010

LINGUINE ALLE ACCIUGHE E PANE FRITTO

 

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Ecco amici miei un piatto che vi salverà tutte le volte che, come la notte scorsa, non avevo voglia di spadellare alla grande. Cinque minuti di orologio e realizzerete un piatto economico, gustoso e senza troppi fronzoli. Adatto insomma a tutte quelle situazioni ordinarie in cui non è richiesto un piatto da 12 stelle Michelin. E poi sto conservando gli assi nella manica per l’ imminentissimo compleanno del blog ! Ah non lo sapevate ? Beh stay tuned !!Tornando alla ricetta, non è nel mio classico stile proporvi preparazioni di questo tipo, ma vi assicuro che ne sarà valsa la pena. Tante volte le cose più veraci e autentiche hanno un sapore tutto particolare… e di veracità in questo piatto ne abbiamo da vendere ! Che entrino in campo le formazioni :

dosi per 4 persone, considerandolo un primo piatto relativamente leggero da accompagnare con un ghiotto secondo:
- 400 g di Linguine
- 16 Filetti di Acciughe sott' Olio
- 2 spicchi d' Aglio
- abbondante Pangrattato
- una spolverata di Pecorino grattugiato
- Sale, Pepe Nero in grani

Non lasciatevi ingannare dalla semplicità della ricetta e dalla povertà degli ingredienti: questo è un piatto che non stanca mai, ve lo assicura uno che è venuto su a pasta e acciughe. Dunque, prendete le vostre acciughe; se erano sotto sale dissalatele e asciugatele su carta assorbente. Fatele sciogliere in un 2 cucchiai d’ Olio con gli spicchi d’ aglio tritati molto finemente. Scolate la pasta bella al dente e passatela nella padella con i filetti d’ acciuga. Aggiungetevi abbondante pangrattato e un po’ di pecorino e continuate a saltare a fiamma viva finche’ il pane diventa bello dorato, formando delle crosticine con le acciughe. Mettete nel piatto spolverizzando con pepe macinato e altro pecorino se gradite. Semplicissimo, no ? Gnam…. Mangiate e godetene tutti !

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giovedì 4 novembre 2010

SPIEDINI DI POLLO ALLO YOGHURT, CUMINO E CORIANDOLO

 

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Cari amici, scusate l’ emozione ma ormai il conto alla rovescia è imminente ! Ebbene, sabato sarà il compleanno del blog !!! E quale miglior modo di festeggiarlo che quello di fare una raffica di prelibatezze che allietino tutta la settimana seguente ?? E mentre vi crogiolate (e mi crogiolo) con questo pensiero in testa (a proposito…devo pensare cosa preparare…se avete suggerimenti sono i benvenuti) quest’ oggi affrontiamo una ricetta indiana piuttosto semplice, a patto che si reperiscano le tre spezie chiave: cumino, coriandolo e garam masala. Questo mi ricorda la primissima volta che mi accinsi a cucinare un piatto indiano. Fondamentalmente mi mancava tutto, però decisi di rinunciare a molte delle spezie di cui nemmeno conoscevo il nome….Sbagliatissimo ! Purtroppo e grazie al cielo, esistono ingredienti che non si possono sostituire e da cui non si può prescindere se si vogliono ottenere i risultati sperati. Questo è un invito a girare e a conoscere anche ingredienti dai nomi astrusi: vedrete che in un paio di serate avrete imparato a riconoscerne odore e sapore e a padroneggiarli. Basta, ho parlato anche troppo per oggi (sarà l’ emozione pre-compleanno) .. che entrino in campo le formazioni !

dosi per 8 spiedini, considerandolo un secondo piatto da accompagnare con sostanziosi companatici:
- 500 g di Filetto di Pollo
- 1/2 Cipolla
- 1 spicchio d' Aglio schiacciato
- 1/2 cucchiaio di Zenzero fresco grattugiato
- 1 cucchiaio di Succo di Limone
- 2 cucchiaini di Coriandolo in polvere
- 2 cucchiaini di Cumino in polvere
- 2 cucchiaini di Garam Masala (miscela di varie spezie indiane reperibile in negozi di alimentari asiatici)
- 1/3 tazza di Yoghurt Bianco
- un pizzico di Sale
- 8 spiedini di Bambù o di Metallo

La ricetta, come vi dicevo, è piuttosto semplice; non esagererei se riassumessi il tutto con “tritate tutti gli ingredienti in un mixer”. Di fatto, dovete fare esattamente questo. Prendete spezie, cipolle, zenzero, aglio e succo di limone e amalgamate il tutto con un mixer elettrico o un blender. Quando avrete ottenuto una pasta intensamente odorosa, aggiungetevi lo yoghurt e regolate di sale. L’ intruglio delizioso che dovrebbe risultarne dovrebbe avere pressappoco questa faccia:

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Lo so, il colore non è dei più invitanti ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze. Non è il colore a fare la salsa. Ma dal momento che giustamente anche l’ occhio vuole la sua parte, potete aggiungere alla marinata qualche goccia di colorante alimentare rosso per dare un po’ di colore. Nel frattempo ponete gli spiedini (se usate quelli di legno) sott’ acqua per una mezzoretta; questo li manterrà umidi, evitando che si brucino nel forno. Indi (ti adoro), tagliate a tocchetti il pollo ed infilzatelo sugli spiedini come da foto.

IMG_1917  Adesso mettete gli spiedini in un piatto grande e sommergeteli di gustosa marinata, lasciandoveli almeno per una notte in frigorifero. Glabbb.

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Il giorno dopo aprite il frigo e il vostro piatto sprigionerà  già radiazioni speziate nel raggio di 5 metri. Grigliate senza pietà i vostri spiedini di pollo finche’ non avranno fatto una piacevole crosticina. Accompagnate con riso biryani (ci arriveremo non temete), focaccine naan o delle semplici verdure di contorno. E adesso miei prodi, mangiate e godetene tutti !!

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mercoledì 3 novembre 2010

GUACAMOLE

 

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Come vi avevo anticipato, ho dedicato uno spazio più ampio alla meritata e famosissima salsa messicana nota come guacamole. Questa ricetta l’ ho rubata in un ristorante messicano a Dallas, in Texas, dove lo preparavano fresco davanti alla clientela in un ampio pestellone. Usate ingredienti freschissimi e consumatelo immediatamente perché l’ avocado si ossida subito e perde il suo bel colorito verde. Ecco le formazioni in campo:

dosi per 4 persone considerandolo uno stuzzichino per riscaldare lo stomaco:
- 1 Avocado ben maturo
- un ciuffo di Menta fresca
- un ciuffo di Coriandolo fresco
- 1 Pomodoro maturo privato di pelle e semi
- 1 Cipolla Rossa
- il succo di mezzo Lime
- 2 Peperoncini Rossi
- 1 cucchiaio d' Olio extra-vergine d'Oliva
- un pizzico di Sale e uno di Zucchero

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Se l’ avocado è acerbo lasciatelo maturare fuori dal frigorifero qualche giorno. Sarà pronto quando la sua polpa sarà morbida al tatto. Sbucciatelo e schiacciatelo con una forchetta in un piatto o in una terrina. A questo punto semplicemente aggiungete tutti gli ingredienti sopra descritti e omogeneizzate il tutto. Come vedete era di una semplicità disarmante ! Consumatelo con dei nachos piccanti o con dei patacones de platano davanti a un buon film e a una buona birra. In alternativa usatelo come accompagnamento per piatti di carne e riso messicani. Mangiate e godetene tutti ! 

domenica 31 ottobre 2010

GNOCCHETTI SARDI CON ZUCCA, NOCI E SALAMELLE

 

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Cari amici, eccoci ad un altro di quei primi che solo a leggerne gli ingredienti ti esce la bavetta a lato della bocca come nei cartoni animati giapponesi. Sbaaav… Con aria trasognata tuffiamoci nuovamente nel magico mondo della zucca per un altro favoloso connubio autunnale che arricchirà le vostre tavole di profumi e sapori campagnoli DOC. Scusate questo proliferare di immagini idilliache ma questo è per me il classico piatto che risveglia profumi e sapori d’ altri tempi e d’ altri luoghi; una sorta di macchina dello spazio-tempo con cui viaggiare nel mondo del gusto in compagnia dei vostri commensali. E dopo questo doveroso sproloquio, che entrino le formazioni in campo !

dosi per 4 persone, considerandolo un nutriente primo piatto a cui abbinare un leggero secondo:
- 400 g di Gnocchetti Sardi
- 200 g di Salamelle di Maiale
- 200 g di Zucca
- 1 litro di Brodo
- 150 g di Panna da cucina
- un bicchiere di Vino Bianco
- 1 Cipolla
- 1 spicchio d' Aglio
- un ciuffo di Maggiorana
- Noce Moscata
- 30 g di Burro
- Grana grattugiato
- Sale, Pepe Nero

Miei cari adepti, vediamo come preparare questo piatto casereccio dall’ autentico sapore contadino: innanzitutto, pelate la zucca e infornatela per una ventina di minuti per far evaporare un po’ di liquidi. Quindi tagliatela a cubetti e rosolatela nel burro insieme alla cipolla e all’ aglio tritati. Dopo una decina di minuti schiacciate la zucca nella padella con l’ aiuto di una forchetta e fatene una deliziosa pappetta arancione. Slurp. A questo punto aggiungete le salamelle spellate e sbriciolate, irrorate di vino bianco e sfumate a fuoco vivo. Se tutto è andato come previsto, adesso la vostra cucina sarà invasa da vapori odorosi difficilmente descrivibili. Non demordete. Questo è solo l’ inizio. Quando il tutto comincia ad asciugarsi aggiungete gli gnocchetti secchi e un paio di mestolate di brodo. La pasta deve cuocersi a fuoco lento insieme al suo condimento. Ogni qualvolta evaporano i liquidi, aggiungete un altro po’ di brodo e continuate la cottura per almeno 20 minuti o fino a che gli gnocchetti non saranno di vostro gradimento. Regolate anche si sale. Ecco qua sotto un passaggio intermedio in cui gli gnocchetti erano finiti in padella da poco:

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Quando il tutto è cotto, togliete dal fuoco e aggiungete i gherigli di noce tritati, noce moscata, pepe, e panna. Continuate a mescolare e aggiungete anche una bella manciata di profumatissima maggiorana e mantecate con il grana grattugiato. Ecco, adesso potrete cedere alle voluttuose volute di fumo che si innalzano dal piatto, infiltrandosi nelle vostre narici: è pronto !! Mangiate e godetene tutti !!

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venerdì 29 ottobre 2010

MARRON GLACE’

 

Cari ragazzi e ragazze, mi sono reso conto che pian piano questo piccolo grande blog si andava riempiendo di ricette ma che non c’era nemmeno un dolce a rappresentare la categoria. Non mi sono mai particolarmente cimentato nei dolci, son sempre stato più talentuoso nel mangiarli; tuttavia, era una vergogna che non vi facesse parte nessuna delle prelibatezze che ho intenzione di presentare nei mesi a venire. E quindi, incominciamo da una di quelle cose che non sono mai abbastanza, che uno tira l’ altro e un altro ancora e si finisce a mangiarsene un’ intera scatola. Stiamo parlando nientepopodimenoche …. dei marron glacé. Un minuto di doveroso silenzio per rendere grazie a quel genio che un giorno si svegliò e disse giustamente: “Ma perché non affogare le castagne nello zucchero ???” Giustissima osservazione. E così faremo noi. Ed andiamo ad elencare la formazione in campo !

dosi per 20 marron glacé, circa l' equivalente di uno spuntino per una persona (eh eh):
- 20 Marroni
- 200 g di Zucchero semolato e 100 g a velo 
- un pizzico di Vanillina

CIMG3631 C’ è una cosa che avrei dovuto dirvi a proposito dei marron glacé fatti in casa: sono un incubo. Sì perché le castagne vanno private della buccia esterna e questa operazione va fatta senza danneggiare la buccia e il frutto all’ interno. Fin qui nessun problema. Quindi bollite i marroni in una casseruola per alcuni minuti. Dovete tirarli fuori ancora “al dente” altrimenti vi si sgretoleranno tra le mani. Diciamo che un quarto d’ ora sul fuoco dovrebbe andar bene indicativamente. Adesso fate attenzione, viene la parte frustrante. Non scolate i marroni: lasciateli a mollo nell’acqua di cottura e ad uno ad uno tirateli fuori con le ditina ustionate e tra un urlo e un altro togliete la pellicola che li ricopre. La parte frustrante è che, se vi andrà bene, un buon terzo dei vostri marroni vi si sgretolerà comunque tra le dita non appena toglierete loro la pellicina marrone che li teneva insieme. Se vi andrà male o avete la delicatezza di un carpentiere le cose potrebbero mettersi mooolto peggio. Vi siete chiesti perché vendono nei supermercati confezioni di ‘pezzi’ di marrones glacé ?? Sono quelli fatti dai suddetti carpentieri per l’ appunto.

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Finito questo passaggio delicato non abbassate la guardia: il rischio di frantumare i delicati marroni in un puzzle da ricomporre rimane alto durante la seconda fase della preparazione. Preparate uno sciroppo versando lo zucchero semolato, poca acqua di cottura dei marroni (ormai diventata scurissima) e la vanillina in una casseruola. Fatelo fondere a fuoco lento. Quando lo sciroppo sarà liquido immergetevi i marroni o, meglio ancora, ponete questi sul fondo di un altra pentolina e versatevici sopra lo sciroppo, così li maneggerete meno… Badate che questi sono consigli preziosi dedotti dopo non so quanti marroni sgretolati: fatene buon uso ! Fate andare sulla fiamma i marroni affogati nello sciroppo per 5 minuti.

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A questo punto andate a dormire (ma come ??? Proprio adesso che iniziavano a sprigionare un’ aroma inebriante per tutta la casa ???) lasciandoli a mollo nello sciroppo. Si signori. E il giorno seguente rimetteteli sul fuoco nello stesso pentolino sciroppato per altri 10 minuti. E il giorno seguente ancora. Ripetete questa noiosa operazione per 4-5 giorni, finche’ non resisterete più a vederli e sentirete la necessità di mangiarli. La foto qua in alto risale al terzo giorno di canditura, giusto per darvi un’ idea di come dovrebbero apparire strada facendo. Questo lungo processo è necessario per candire bene la polpa dei marroni e dargli quella consistenza leggermente gommosa che è tanto irresistibile al palato. L’ ultimo giorno togliete i marroni dallo sciroppo e lasciateli a sgocciolare su una griglia per un giorno intero. A questo punto ricoprite nuovamente i marron glacé con lo sciroppo preparato con lo zucchero a velo e poca acqua, sgocciolateli e infornateli per 2 minuti: quest’ ultima operazione darà quel classico aspetto traslucido e professionale ai marron glacé.  Volete sfruttare al massimo la vostra fatica ? Confezionateli individualmente in carte da cioccolatini o in scatoline di cartoncino decorate e vendeteli a 5 euro l’ uno !! Solo voi saprete che li valgono fino all’ ultimo centesimo !  Mangiate e godetene tutti !

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