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venerdì 14 giugno 2013

COSTINE DI CONIGLIO IMPANATE AL ROSMARINO

 

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Carissimi buongustai ! Era un pezzo che non ci si sentiva ! Come sapete, ogni tanto devo tirare la cinghia con il cibo, altrimenti si straripa. Ma ecco che ritorno con una ricetta che vi farà leccare le dita. Ricetta che ho bellamente rubato in uno dei migliori tapas bar di Barcellona, al quale a questo punto vale la pena far pubblicità perché é veramente notevole: El Tapeo, in Carrer de Montcada. Non si tratta di una delle classiche tapas commerciali e turistiche che si trovano dappertutto. Nossignori. Queste costine di coniglio sono a dir poco epiche e alquanto speciali. Cominciamo ? Che entrino in campo le formazioni dunque !

dosi per 4 persone, considerandolo che dev' essere solo uno stuzzichino, ma che genera una pericolosa dipendenza:
- 2 Selle di Coniglio con Costine (in totale circa 20-24 costine)
- abbondante Rosmarino fresco
- Farina
- Pangrattato
- 1-2 Uova
- Sale
- Pepe Nero in grani
- Olio d' Arachidi per friggere

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Dunque, per prima cosa, accertatevi di avere il taglio di carne giusto: se potete affidarvi a un macellaio, chiedete che vi tagli la sella in modo tale da non danneggiare le costine (già delicate per conto loro) e da lasciarvi attaccata un po’ di carne. Se non avete la sorte di avere un macellaio di fiducia, assicuratevi che il coniglio che comprate si presti a questa ricetta. Potete usare gli altri pezzi di carne per preparare lo spezzatino di coniglio con finocchi e ragu’ di salsiccia, il coniglio in agrodolce con olive e pinoli o ancora i tortelloni ripieni di coniglio arrosto al sugo di carciofi e bacon, tutte ricette che troverete nel blog e che vi lasceranno a bocca … chiusa … impegnata a sganasciare. Ma veniamo a noi. Tagliate le costine individualmente, separandole con un coltello affilato, facendo attenzione a non romperle e lasciando un po’ di carne e un filino di grasso attaccato. Asciugate le costine con carta assorbente e infarinatele. Passate le costine infarinate in uno o due uova sbattute con un pizzico di sale, uno di pepe nero macinato e allungate con un cucchiaio o due d’ acqua. Prendete il vostro bel mazzo di rosmarino e tritate un paio di cucchiai di aghi, fino a ridurli a pezzetti piccolissimi.

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Rigirate le costine nel pangrattato mescolato con il rosmarino sminuzzato. Scuotetele dal pane in eccesso e fate scaldare l’ olio in una padella.

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Friggete le costine nell’ olio bollente, rigirandole una volta e facendole dorare per benino da entrambi i lati. Aggiustate di sale se necessario. Glaaaaab !! Guardate che spettacolo !! Mangiatele immediatamente, belle calde, accompagnate da una bella coppa di vino bianco fresco Mangiate e godetene tutti.

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sabato 20 aprile 2013

FUSI DI POLLO AL SUGO DI CAPPERI E OLIVE

 

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Gentili seguaci, come spesso accade nei post di questo blog da emigrato all’ estero, vi ho abituato a cose abbastanza estreme. Del tipo, polpi, conigli e fiori di zucca che fanno la spola tra l’ Italia e l’ Olanda come se niente fosse in qualche tasca di un trolley. Ecco, sono stato in Italia solo pochi giorni fa e sono tornato con 40 kg di prelibatezze tra valigia in stiva e bagaglio a mano. Tra queste non poteva mancare un chiletto di ottimi pomodori perini da salsa, carnosi e polposi come non se ne trovano in Olanda. Non é un caso se li porto dall’ Italia; pomodorini ancora ancora, pomodori da insalata se ne trovano, ma quando bisogna preparare un sugo col pomodoro fresco é una vera tragedia ! E allora, non appena tornato ho deciso di fare un bel sughetto con questi pomodori per condire dei pezzi di pollo per un ghiotto e veloce secondo piatto. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un gustoso secondo piatto, da abbinare a un leggero antipasto o primo piatto:
- 1.5 kg di Cosce e Sovracosce di Pollo
- 1 kg di Pomodori Perini
- una manciata abbondante di Olive Nere
- un cucchiaio abbondante di Capperi Sotto Sale
- mezzo bicchiere di Vino Bianco
- 1 Cipolla grande
- 3-4 spicchi d' Aglio
- abbondante Prezzemolo fresco
- 2 Peperoncini Rossi
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- Sale

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Ed eccoli qua, i bei pomodorazzi, giá pelati, sbollentati e privati di quella poca seme che contenevano. Faremo un sughetto ‘puro’ alla vecchia maniera. Lo so, lo so; quando ero in Italia anch’ io non mi sarei dilungato in cosí tante lodi per dei banali pomodori. E tuttavia, da quando vivo all’ estero nulla ha piú il sapore dell’ Italia che un bel pomodoro da salsa come non se ne trovano al di fuori dei nostri confini. Quindi, portate pazienza e lasciatemeli assaporare a pieno. Grazie. Dunque, dicevo, lavate, incidete e sbollentate i pomodori per pochi secondi. Privateli della buccia, tagliateli a cubetti e privateli dei semi, lasciandoli sgocciolare in un colino. Come da manuale. Dopo oltre 150 ricette, ormai abbiamo imparato i trucchi Winking smile. A questo punto tritate finemente aglio e cipolla e fateli rosolare in 2-3 cucchiai d’ olio, assieme al peperoncino. Aggiungete i pezzi di pollo con la pelle e lasciateli rosolare per bene su tutti i lati.

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Glaaab. Aggiungete il vino bianco e lasciatelo sfumare per qualche minuto. Aggiungete quindi i pomodori a pezzetti e abbassate la fiamma. Da questo momento fate cuocere il pollo per una mezzoretta abbondante. bagnando con poca acqua qualora la salsa dovesse asciugarsi troppo.

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A dieci minuti dalla fine aggiungete le olive nere intere e i capperi dissalati sotto acqua corrente e asciugati. Spolverate con abbondante prezzemolo tritato e togliete dal fuoco. Servite immediatamente accompagnando con pane o focaccia. Mangiate e godetene tutti, come sempre miei prodi !

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domenica 14 aprile 2013

ORECCHIETTE CON RUCOLA POMODORINI E OLIVE AL FORNO


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Carissimi, quest’ oggi vi presento un piatto della nostra adorata Puglia. Un piatto dai sapori forti e sinceri, che sposa alla perfezione alcuni ingredienti tipici di quella regione, come le olive nere al forno (sublimi), la ricotta dura (incantevole), la rucola (imperdibile). Armatevi subito degli ingredienti e, senza perderci in chiacchiere, procediamo che qui abbiamo fame ! Che entrino in campo le formazioni:
dosi per 4 persone, considerandolo un nutriente primo piatto, non particolarmente pesante, a cui potete abbinare un secondo piatto di carne, o un ricco antipasto:
- 400 g di Orecchiette fresche
- 200 di Pomodorini
- 400 g di Rucola fresca
- due manciate di Olive Nere al forno
- poco Pangrattato
- una generosa grattata di Ricotta Dura
- 2 spicchi d' Aglio
- 2 Peperoncini Piccanti
- Sale
- Olio Extra Vergine d' Oliva
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Guardateli, gli splendidi protagonisti di questa puntata !! Dunque, per prima cosa, lavate bene rucola e pomodorini sotto acqua corrente. Fate bollire una pentola d’ acqua leggermente salata dove tufferete la rucola per sbollentarla 30 secondi. Una volta sbollentata, scolatela e strizzatela bene. Tagliate i pomodorini a metá. In una padella fate rosolare gli spicchi d’ aglio tritati in un paio di cucchiai d’ olio e il peperoncino. Aggiungete le olive snocciolate e tagliate grossolanamente e i pomodorini. Fate saltare a fuoco vivo per qualche minuto. Aggiungete la rucola, se volete, tagliata grossolanamente. Davanti a voi dovrebbe stendersi uno spettacolo di questo tipo:
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Glaaab ! Aggiustate di sale e fate saltare il tutto velocemente, mentre a parte metterete a bollire l’ acqua (salata) per le orecchiette. Una volta pronte, scolate le orecchiette al dente e riversatele nella padella con il sugo di rucola e pomodorini. Mescolate bene per lasciar insaporire e spolverizzate con pangrattato e ricotta dura grattugiati. Gnamgnam. A questo punto, servite nei piatti, con una dose addizionale di ricotta dura. Mangiate e godetene tutti, come sempre !
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sabato 6 aprile 2013

SPIEDINI DI PIOVRA ALLA GRIGLIA

 

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Gentili polpacci, é a voi che mi rivolgo. Per polpacci intendo ‘amanti dei cefalopodi oltre ogni misura’, come il sottoscritto. Talmente amante che ben due polpi hanno viaggiato oltralpe per arrivare in Olanda da me. Ma non da soli, ovviamente Winking smile. Comunque non é questo il punto. Il punto é che quel che mi appresto a presentarvi quest’ oggi é un titanico esemplare di piovra che ha sfamato ben cinque bocche. Degno di nota. Questa ricettina é mutuata dal grande Jamie Oliver, ma con qualche modifica sostanziale del sottoscritto. Vediamo come procedere: che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un ottimo antipastino con il pericolosissimo inconveniente delle ciliegie: uno ne tira diecimila O_o
- 1 Polpo/Piovra gigante (1.5-2 kg), fresco/a o decongelato/a
- 24 Stecchini di Legno
- il succo di mezzo Limone
- 2-3 spicchi d' Aglio
- abbondante Prezzemolo fresco
- 2-3 Peperoncini Rossi sott'olio
- due manciate di Pangrattato
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- poco Sale

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Guardate che splendore ! Se avete la fortuna di trovare un polpaccio del genere, approfittatene subito e fatelo a spiedini. Dunque, per prima cosa, evirate il polpo delle viscere contenute nella testa, rimuovete il becco e tagliate gli occhi e lavatelo accuratamente. Fatelo cuocere in acqua inizialmente fredda, rigorosamente non salata in una pentola coperta. Da quando l’ acqua raggiungerà l’ ebollizione, fate cuocere il polpo per almeno una quarantina di minuti, magari anche più. Questo dipenderà dalla consistenza delle sue carni; solitamente, dopo aver pescato un polpo, questo viene ripetutamente scagliato con forza sugli scogli per intenerirlo. Se poi usate polpi congelati, il decongelamento ha solitamente lo stesso effetto, quindi potrebbe essere necessaria una minor cottura. C’ é chi, come mia madre, lo cuoce con un paio di tappi di sughero; leggende popolari dicono che i tappi rendono più morbide le carni del polpo. Indipendentemente dalla veridicità del fatto, trovo assolutamente interessanti e affascinanti questi vecchi trucchi delle nonne, residui di una tradizione che sta ormai scomparendo. Ma torniamo al nostro polpo. Dopo la cottura, scolate e asciugate il polpo. Tagliatelo completamente a tocchetti delle dimensioni di un boccone. A parte, in una padella versate abbondante olio d’ oliva, aglio e prezzemolo tritati finemente, peperoncino sminuzzato e succo di limone. Cominciate a scaldare l’ intingolo e tuffateci i pezzi di piovra. Fateli cuocere a fiamma alta, rigirando spesso e lasciando che la carne si insaporisca per benino. Se tutto é andato come previsto, dovreste avere di fronte qualcosa di simile.

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Adesso, come al solito, la parte più difficile: resistere resistere resistere. Non potete ancora mangiare il vostro polpo olimpico. Infilate i pezzetti di polpo su degli spiedini di legno, rigirateli nel pangrattato e adagiateli sulla griglia cosparsa d’ olio. Lasciate grigliare per 5 minuti su ogni lato e sfornateli belli caldi. Mangiateli immediatamente, accompagnando con fette di limone e un buon vino bianco. L’ antipasto ideale ! Mangiate e godetene tutti !

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mercoledì 3 aprile 2013

INSALATA DI TACCOLE CON PECORINO SARDO, NOCI E MIELE DI CASTAGNO

 

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Carissimi amici, di ritorno nella terra natia, quest’ oggi vi propongo un piattino piacevolmente primaverile per celebrare finalmente una giornata degna di tal nome. Non mi voglio lanciare in pronostici porta-jella, ma spero proprio che i giorni freddi e grigi siano alle porte perché non ce la si fa veramente più ! Ma non mi dilungo troppo nei preamboli, stasera ho fretta. Beccatevi questa ricca insalatina dove il connubio tra verdure fresche, miele gustoso, pecorino e noci darà una ventata primaverile anche a voi ! Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un gustoso antipastino non particolarmente pesante:
- 400 g di Taccole piccole
- 80 g di Pecorino Sardo
- 3-4 cucchiai di Miele di Castagno
- una manciata abbondante di Noci sgusciate e pulite
- Pepe Nero in grani
- 2 Scalogni
- 1 spicchio d' Aglio
- Sale
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Dunque, per prima cosa lavate per benino le nostre taccoline e fatele bollire in acqua leggermente salata con gli scalogni e l’ aglio. Lasciatele bollire per una decina di minuti o comunque fino a che saranno cotte ma ancora al dente. Scolate le taccole e versatele in una padella con un filo d’ olio. Fatele saltare per qualche minuto e adagiatele quindi nei piatti individuali, formando una montagnetta. Cospargete le taccole in ciascun piatto con scaglie di pecorino sardo, gherigli di noci tritati e un cucchiaio di miele versato a filo. Aggiustate con pepe nero macinato a piacere e servite immediatamente. Glaaab. Piattino leggero leggero ma ottimo come antipastino, preludio di qualcosa ancora più sublime. Mangiate e godetene tutti !

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domenica 24 marzo 2013

SFOGLIATA ALLA CRESCENZA E TIMO FRESCO

 

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Amici miei, quest’ oggi un piatto di una semplicità devastante, ma non per questo meno buono. Fa parte del magico mondo delle torte salate, dove chi più ne ha, più ne metta. E tempo fa mi imbattei in questa ricettina facile facile che solleticava la mia voglia di formaggio. Sì perché questa ricetta é per gli amanti hardcore del suddetto. Qualora, gentile lettore, non fossi appassionato di formaggio a livelli maniacali, astenersi dalla lettura. Per i pazzi come il sottoscritto, quelli che pensano che più un formaggio é invecchiato e puzza tanto meglio, e per chi vorrebbe erigere un monumento a quel santo che casualmente inventò il gorgonzola, allora proseguite la lettura e procuratevi i seguenti ingredienti. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un nutriente e corposo antipasto a cui associare un primo o secondo piatto mooolto leggeri:
- un Rotolo di Pasta Sfoglia già pronta
- 300 g di Crescenza freschissima
- abbondante Grana Padano grattugiato
- un Tuorlo d' Uovo
- un bel rametto di Timo fresco
- Pepe Nero macinato
- Sale
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Dunque, per prima cosa stendete la pasta sfoglia e scegliete un contenitore circolare o rettangolare delle dimensioni adatte. Io ho usato uno dei miei magici contenitori di silicone, ma se usate delle tradizionali teglie da forno, ungetela prima di stendervi la pasta. Al centro di quella che sarà la nostra torta salata stendete la crescenza a pezzetti e abbondante grana grattugiato. Aggiustate di pepe e sale, e cospargete con foglioline di timo fresco, senza lesinare. A questo punto accendete il forno a 180 gradi. Ripiegate il bordo della sfogliata su se stesso a mo’ di cordoncino, e spennellatelo con il tuorlo sbattuto con acqua e sale. Infornate per 10-15 minuti fino al totale scioglimento del formaggio. Glaaaaab ! Mangiate e godetene tutti immediatamente !

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domenica 10 marzo 2013

risotto alla milanese TRADIZIONALE in crosta di parmigiano

 

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Carissimi, mi aspettavo che cominciasse la primavera per il mio compleanno (13 marzo) ma mi sono bellamente sbagliato. Sembra che un secondo inverno sia alle porte, per almeno un’ altra settimana o due. Eh va beh, vorrà dire che mi toccherà preparare qualcosa per scaldare il cuore. Caso vuole (ma non é stato proprio proprio un caso, a dir la verità) che ieri ho comprato degli ossi a pezzi con tanto di midollo incorporato. Cose che non trovi ad ogni piè sospinto, ovviamente. E il midollo gridava per un risotto alla milanese alla maniera tradizionale, come ci piace a noi (passatemi il ‘ci piace’). Et voilà ! Detto, fatto e mangiato. Ma voi, andate a procurarvi i seguenti ingredienti. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un pesantuccio primo piatto, a cui associare ben poco, magari un dolce o un antipastino leggero:
- 320 g di Riso Carnaroli
- abbondante Parmigiano grattugiato
- 2 Scalogni
- qualche Osso di Bue da cui ricavare 50 g di Midollo freschissimo
- 50 g di Burro
- 1 cucchiaino di Stimmi di Zafferano
- mezzo bicchiere di Vino Bianco secco
- 3-4 dadi per preparare il brodo o, se preferite, fatelo da voi con gli ossi da cui estrarrete il midollo, magari un altro pezzo di carne, carote, cipolle e sedano
- Pepe Nero macinato

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Ed eccoli qua, come sempre, i fantastici protagonisti di questa imperdibile puntata ! Un paio di considerazioni su questi particolari ingredienti: nel risotto alla milanese si parla di midollo osseo, non spinale, fate attenzione. Fatevi rompere dal macellaio (qualora non dovessero essere facilmente reperibili) degli ossi di grosso calibro che siano molto freschi e rigorosamente di bue da cui andremo ad estrarre il midollo. Per lo zafferano va detto che sono moltissime le contraffazioni in circolazione, quindi fate attenzione. Quando andai in Egitto (e non lo sapevo a quei tempi) mi rifilarono dello ‘zafferano’ contraffatto e quando qualche tempo dopo andai in India, un esperto di spezie mi raccontò come fanno. Che ci crediate o no, il finto zafferano viene spesso fatto con fogli di giornale impregnati di colorante che vengono arrotolati in striscioline minuscole e fatte essiccare in forno. Ad un’ occhiata approssimativa, gli ‘stimmi’ si assomigliano effettivamente. Salvo il fatto che, ad un’ occhiata più attenta, un vero pistillo di fiore ha una struttura più articolata che un pezzo di giornale naturalmente non ha. Secondo, i veri pistilli non spariscono. Se li mettete in acqua calda e li estraete e li strofinate con un dito non spariranno. Rimarranno integri. Falsi pistilli il più delle volte tenderanno a sciogliersi in acqua o comunque a un leggero strofinio, non lasciando adito a dubbi. Vedete a cosa serve viaggiare ? Da quando ho imparato non mi faccio più fregare. Ma veniamo alla ricetta. Dunque, cominciate  a preparare il brodo di carne, che usiate il dado o della carne vera. Fatene almeno un litro e mezzo o due. Aggiungete gli ossi dopo che avremo estratto il midollo. Per questa operazione, lavate preventivamente gli ossi, quindi con una forchetta estraetene il midollo che avrà una consistenza pastosa e un po’ grassa al tatto.

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Approssimativamente, estraete il midollo di due o tre pezzi d’ osso piuttosto spessi. A parte, andiamo a preparare i cestini di crosta di parmigiano. Grattugiate finemente abbondante parmigiano per poter riempire una padella con uno strato omogeneo di un paio di millimetri di formaggio. Distribuitelo uniformemente con il dorso di un cucchiaio. Scaldate a fuoco basso la padella (coperta) per far sì che il parmigiano si sciolga, cosa che dovrebbe richiedere pochissimi minuti.

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Nel frattempo, scegliete un recipiente adatto a dare la forma ai cestini di parmigiano. Io ho scelto una ciotola piuttosto profonda, ma dal fondo piatto, perfetta per lo scopo. Lasciate intiepidire per 30 secondi le cialde di parmigiano, quindi staccatele molto delicatamente dalla padella e adagiatele dentro o attorno al recipiente per dar loro la forma desiderata. Lasciatele raffreddare completamente in questa posizione mentre ci dedicheremo al nostro adorato risotto.

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A questo punto, fate rosolare gli scalogni tagliati finissimi in due terzi del burro. Quando gli scalogni saranno coloriti e morbidi, aggiungete il midollo triturato e fate rosolare bene il tutto. A questo punto, aggiungete il riso e fatelo tostare bene a fiamma medio-alta, sfumando per bene con il vino bianco. Lasciate evaporare. A questo punto, iniziate a bagnare con due mestolate di brodo bollente e non smettete mai di girare. Per i prossimi 15-18 minuti, continuate a girare il riso nella pentola aggiungendo un paio di mestolate di brodo quando quello precedente si sarà assorbito del tutto.

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Mentre cuocete il riso, mettete a mollo in due mestolate di brodo i pistilli di zafferano. Verso fine cottura aggiungete il brodo colorato e i pistilli, aggiustando il colore (se lo riterrete opportuno) con dello zafferano in polvere. Negli ultimi due minuti di cottura del risotto, mantecate con il burro rimasto e del parmigiano grattugiato. Se gradite, aggiungete poco pepe nero macinato. Servite ben caldo nelle ciotoline individuali al parmigiano e mangiate e godetene tutti, come di consueto ! Sluuuurp !

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sabato 2 marzo 2013

TRIGLIE ALLA LIVORNESE

 

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Amici cari, ecco un’ altra ricetta che ho rubato a mia madre (www.cinquemaria.it). Beh si, dovete sapere che ci rubiamo le ricette a vicenda, ma visto che siamo in famiglia tutto é concesso. Sta di fatto che, avendo adocchiato delle triglie spettacolari al mercato, non potevo non cimentarmi in questo classico regionale toscano. E mentre io le degusto, andate a procurarvi gli ingredienti; che entrino in campo le nostre formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un ghiotto secondo piatto a cui associare un primo ricco di pesce:
- 4 Triglie grosse, o 8 di medie dimensioni
- 500 g di Polpa di Pomodoro
- 2 Cipolle
- 2 spicchi d' Aglio
- Farina
- abbondante Prezzemolo fresco
- 2 Peperoncini Rossi freschi o sott' olio
- un pizzico di Zucchero
- Sale
- Olio Extra Vergine d' Oliva

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Ed ecco le nostre belle trigliette. Guardate che splendore ! Dunque, per prima cosa, eviscerate e squamate le triglie a dovere, mi raccomando. Lavatele bene dentro e fuori e asciugatele con carta assorbente. Infarinatele e friggetele in olio d’ oliva (o olio per friggere se volete andare al risparmio, che di questi tempi in effetti ….). Scolate le triglie e tenetele da parte.

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In una padella preparate un soffrittone di aglio, cipolla e peperoncino tritati finemente e rosolateli in un paio di cucchiai d’ olio. Glaaaab !! Sentite anche voi quello che sto sentendo io ? Bene, buon segno. Ma dovete resistere come sempre. Aggiungete la polpa di pomodoro, abbassate la fiamma e lasciate cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti, aggiustando verso la fine di sale e zucchero, affinché la salsa perda parte di acidità.

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In una teglia da forno adagiate le triglie sul fondo e ricopritele con la salsa di pomodoro ben distribuita. Glaaab ! Adesso infornate a 180 gradi per una mezzoretta o comunque fino a quando la superficie della salsa di pomodoro si sarà abbrustolita un pochino. Spolverizzate con abbondante prezzemolo tritato finissimo e servite immediatamente accompagnando con qualche contorno verduroso. Mangiate e godetene tutti !

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sabato 23 febbraio 2013

VELLUTATA DI ZUCCA ED ERBE AROMATICHE CON PETIT CHEVRE E SEMI ARROSTITI

 

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Carissimi, è un periodo grigio per le attività del mio blog. Impegni vari mi lasciano pochissimo tempo ai fornelli, ma la buona notizia è che sto dimagrendo ! Qui in Olanda fa ancora un freddo becco, e anche in Italia a quanto ho capito, quindi questa deliziosa crema di zucca arricchita con qualche originale accorgimento che fa all’ abbisogna farà assolutamente al caso nostro. Non è mia consuetudine fare arringhe elettorali come mia madre nel suo di blog, ma il paese stavolta ha veramente bisogno di un voto intelligente. Innanzitutto ha bisogno di un voto. Non votando si firma l’ attuale stato delle cose di un paese sul lastrico. Non votate chi per gli ultimi decenni ha rovinato il paese, ci ha preso in giro, ha pensato solo a rubare, rubare e rubare. Date il voto a gente nuova, frizzante, con voglia di fare. Magari c’ è chi dice che mancano di esperienza; ma se l’ esperienza serve a fare quel che han fatto i nostri politici dal dopoguerra ad oggi, ben venga la mancanza d’ esperienza ! Quelli lì hanno rovinato il paese per decenni, ad altri non è mai stata data la possibilità di fare. E credo che la meritino tutta ! Forza Movimento 5 Stelle ! Forza Italiani !

E adesso, la nostra crema di zucca. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un primo piatto non pesante, a cui associare un secondo di carne:
- mezza Zucca Arancione con i suoi semi
- 2-3 Scalogni
- due rametti di Rosmarino fresco
- due rametti di Timo fresco
- due rametti di Salvia fresca
- abbondanti foglioline di Maggiorana fresca
- 4 Petit Chevre (formaggio di capra francese); in sua assenza, utilizzate un caprino fresco tagliato in 4 cilindretti
- Olio Extra Vergine d' Oliva
- qualche mestolata di Brodo Vegetale
- una grattata di Noce Moscata
- Pepe Nero macinato

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Guardatela in tutto il suo splendore questa bella zucchetta ! Scegliete una zucca bella polposa e saporita, piena e con tanto di semi. Per prima cosa, pulite la zucca, separate i semi e ripuliteli dei filamenti di polpa. Cercate di pulirli con un panno da cucina senza lavarli, o si inzupperebbero d’ acqua. Fatto ? Bene, adesso infornateli a 100-120 gradi per una quindicina di minuti, o comunque, finche’ saranno ben asciutti e piacevolmente tostati (senza bruciarli, mi raccomando). Tirateli fuori dal forno e lasciateli intiepidire. Tagliate la polpa della zucca a cubetti grossolani, tritate gli scalogni e soffriggete questi ultimi in una padella con un paio di cucchiai d’ olio d’ oliva. Aggiungete la polpa di zucca e fatela rosolare a fiamma vivace per qualche minuto. Non salate. A questo punto, aggiungete qualche mestolata di brodo, tutte le erbe aromatiche grossolanamente spezzettate e abbassate la fiamma. Fate cuocere la zucca per una mezzoretta almeno, anche una quarantina di minuti. Man mano che il brodo andrà asciugandosi, aggiungetene dell’ altro. Verso fine cottura regolate con una macinata di pepe nero ed una di noce moscata.

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Quando la zucca sarà ben cotta e avrà iniziato a spappolarsi per benino, spegnete il fornello. Lasciatela rassettare un paio di minuti e indi (vecchio mio) passatene la polpa e le erbe aromatiche al mixer, fino ad ottenere una crema omogenea arancione e profumosa. Glaaaab ! Chebbuenaaa !!! Non vi resta altro che servirla in fondine individuali belle calde, decorare con rametti di erbe aromatiche e una manciata di semi di zucca tostati ben distribuiti (ovviamente privati della buccia). Al centro servite i petit chevre che si sposano in maniera spettacolare con questa crema di zucca. Se volete, accompagnate con fette di pane tostato. Mangiate e godetene tutti e buon, saggio, voto !

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domenica 27 gennaio 2013

POLENTA CON PANCETTA ARROTOLATA, FONTINA E SALVIA FRITTA

 

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Carissimi amici, Buon Natale e Buon Anno a tutti voi ! Scusate il tempismo ma mi sono preso una lunga pausa di riflessione di circa un mese, necessaria di tanto in tanto per ricaricare le batterie. Ma chi mi segue questo lo sa già. Quest’ oggi, giusto per smaltire la cena e il pranzo di Natale, ho pensato di deliziarvi con il primo piatto di polenta di questo blog, imperdonabile mancanza, come molte, d’ altronde, a cui mi ripropongo di porre rimedio nella vita di questo blog. Che entrino in campo le formazioni !

dosi per 4 persone, considerandolo un ricco e mattonellico piatto unico, necessario però alla sopravvivenza ai rigori invernali:
- 400 g di Farina di Polenta Gialla (precotta o da cuocere, in questo caso i tempi di cottura variano notevolmente)
- 1 bicchiere di Latte fresco
- 200 g di Fontina
- 150 g di Pancetta Arrotolata
- abbondanti Foglioline di Salvia
- poco Burro
- Sale
- Pepe Nero in grani

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E su questi primi piani degli splendidi protagonisti di questa semplice e mortale ricetta, vediamo subito come procedere. Per prima cosa, bisogna precisare che la polenta, se precotta a vapore, si cuocerà istantaneamente, mentre quella ‘cruda’ (per così dire) impiegherà almeno un’ oretta, in cui dovrete tediosamente e faticosamente girare e girare finche’ morte non vi separi (dalla polenta, ovviamente). Quindi, regolatevi. Io, per ovvie ragioni di pigrizia, in questo caso preferisco la vita facile ed opto per quella precotta.

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Guardatelo qui, l’ oro giallo ! Forza, iniziamo a preparare la polenta: fate bollire circa due litri d’ acqua salata e a setaccio versatevi la polenta senza mai smettere di girare con una frusta e un cucchiaio di legno. Lo so che non siete delle piovre umane, ma dovreste riuscire a far tutto questo con due mani. La polenta precotta, come dicevo, sarà pronta praticamente in cinque minuti. La ‘cruda’ in un’ oretta circa. Non fate attaccare la polenta al fondo del recipiente. Meglio usarne uno di terracotta, se ne avete. Tagliate la fontina e aggiungete formaggio e latte alla polenta che si andrà condensando verso fine cottura. Intanto, a parte, tagliate la pancetta arrotolata a striscioline, e rosolatele in un padellino, senza condimento. Fatele diventare belle dorate e croccantine. A parte, friggete nel burro le foglioline di salvia. Glaaaab ! Riuscite già ad avere una visione del diabolico piano che si sta formando ? Tenete duro, siamo alla resa dei conti. Servite la polenta fontinosa (parola inventata al momento) caldissima in fondite individuali condendone la superficie con della pancetta croccante, delle foglioline di salvia e una saggia macinata di pepe nero. Mangiate e godetene tutti come sempre ! Per i più coraggiosi: potete accompagnare la polenta così fatta con del brasato di manzo, ma anche così come mamma l’ ha fatta sarà uno spettacolo, ve lo garantisco !

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